Scioperi e manifestazioni

Come in tutti i paesi civili e civilizzati, anche nei Paesi Bassi si sciopera. Non è molto frequente, ma capita.
L’anno scorso ci capitò di vivere quotidianamente le conseguenze dello sciopero dell’intera squadra di pulizia della stazione Centraal di Amsterdam. Per poco più di un mese la stazione dei treni divenne un posto maleodorante e sporco, con annunci frequenti di scuse da parte delle NS (Nederlandse Spoorwegen, ferrovie neerlandesi). Eppure ‘i pulitori’  andarono avanti ed alla fine tornarono (finalmente, per i viaggiatori) a lavorare (spero, ovviamente, con qualche conquista in più).
Dalle poche informazioni che riuscii ad ottenere in quell’occasione, scoprii che le categorie come la squadra di pulizia avevano diritto a mantenere il posto durante lo sciopero, che, ovviamente, non avrebbe dovuto durare troppo a lungo. Questo sì che è un bell’esempio di democrazia.

Veniamo a temi più attuali. Una delle proposte del governo olandese è di tagliare i fondi destinati ai mezzi pubblici di superficie (bus, tram, metro) per incrementare quelli per i lavori pubblici stradali (sistemare quindi le strade e costruirne di nuove, e ponti e autostrade, tutto per le automobili insomma).


[Non so esattamente cosa significhi la frase della facciata del manifestino, ma direi che potrebbe suonare la GVB ha bisogno ancora di più!]

Dato che il taglio previsto metterebbe gli operatori dei mezzi pubblici (GVB Gemeentelijk Vervoersbedrijf, Azienda comunale trasporti, quelli di Amsterdam) in condizioni lavorative peggiori, quelli di Amsterdam, di Den Haag e di Rotterdam hanno indetto uno sciopero dimostrativo, ogni giorno in una città diversa, per i primi 3 giorni della settimana.
Lunedì scorso ho assistito per una manciata di minuti alla manifestazione in svolgimento davanti alla sede della GVB davanti alla Centraal Station: molto tranquilla e colorata. Qualche disagio ci sarà anche stato, ma quale altro modo pacifico si ha a disposizione per farsi sentire?

E veniamo alle mie radici: sono donna e sono italiana. Dopo quello che è accaduto in Italia domenica scorsa (13 febbraio), non posso non dire nulla, anzi voglio dire qualcosa.
Sono sempre più convinta del ruolo centrale della donna nell’esistenza umana e so (anche per esperienza) che cosa una donna italiana generalmente fa, crea, pensa, combina, unisce, sente, vede.. so quanto impegno ci vuole e ho sempre rispettato molto le ‘colleghe’ per principio di solidarietà.
Conosco l’indignazione e la frustrazione che nascono dal paragone (voluto o meno) con i modelli che le donne italiane si sentono ‘costrette’ a rappresentare. E da anni condivido il bisogno di restituire dignità ed attenzione alla donna, dandole la parità che pochi praticano.
Un applauso a tutti quelli che hanno partecipato ad una delle tante manifestazioni nelle piazze italiane; avrei davvero voluto esserci.

In conclusione, rimanendo nel femminile, mi auguro che le prossime 3 giudici usino la coscienza, così come sembra abbia fatto la loro collega.

|Aria|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Ari cara. Il milione di donne nelle piazze italiane ha fatto molto di più della difesa della dignità di genere: ha difeso la dignità di un intero paese. Grazie anche da parte mia.

  2. 2

    manu said,

    Sono perfettamente d’accordo con babboferro.
    Grazie anche da parte mia.


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