viaggiare gratis

Qualche giorno fa sono rimasto molto stupito dal sistema usato dai giornali per denunciare la scarsa sicurezza di una carta per i mezzi pubblici, usata da milioni di olandesi. Piacevolmente stupito.
La carta in questione è quella di cui abbiamo già parlato, la ov-chipkaart. A vederla, è assolutamente identica a una qualsiasi tessera o carta di credito ma ha al suo interno un chip NFC (Near Field Communication), che permette la trasmissione dei dati semplicemente sfiorando con la carta i dispositivi posti all’ingresso e all’uscita delle stazioni e dentro a tram e autobus, vicini alle porte. Esistono due versioni di questa carta: una anonima e una nominativa.
Su quella nominativa (con foto) si possono caricare gli abbonamenti e gli sconti, mentre l’altra non garantisce risparmio ma privacy, per tutti quelli che non viaggiano molto con i mezzi, o che non gradiscono che qualcuno sappia tutti gli spostamenti che fanno.
Da una denuncia vista due giorni fa su De Pers, giornale gratuito, emerge però un altro eclatante vantaggio nel possesso della versione anonima della carta: è infatti possibile caricarla furbescamente con il PC anziché pagando.
Sulla copertina del giornale si chiedeva “Perché in tutto il mondo hanno diritto a tessere sicure, mentre noi no?”. Bastava quindi andare a pagina 3 per trovare la spiegazione dettagliata e di facile interpretazione su come violare la ridicola protezione del chip e accreditare dei soldi sulla carta senza spendere un centesimo (oltre all’investimento iniziale).

In quattro passi si spiegava il da farsi:

  1. Comprare per 30 € un lettore RFID (lo stesso di NFC) [viene consigliato un negozio online]
  2. Scaricare il software open source e scompattarlo con winRar [2 link consigliati]
  3. Aprire il file e attendere la lettura della carta
  4. Aprire il secondo file, chiamato OVsaldo e fare quello che volete.
    Qualora il nome del file non rendesse bene il fine della questione, ci pensa il simbolo dell’Euro a completare il quadro.

Mi ha colpito molto per la forza del messaggio. Non critiche senza capo né coda, ma una denuncia dall’evidente impatto e un escamotage tecnologico messo a disposizione di tutti. Io, come molti altri, viaggio soprattutto come pendolare e le spese mi vengono restituite, ma vincerà il senso civico degli olandesi sulla tentazione di viaggiare ggggggratis mentre verrà trovata una soluzione per il bug delle tessere?

Ad oggi sembra che la questione si riuscirà a risolvere con una sostituzione delle tessere che avverrà entro l’anno. Mi immagino lo stesso in Italia: e vedo uno scagnozzo con un banchetto fuori dalla stazione che si offre di caricarti, tramite apposito PC, 100 euro sulla tessera se tu gliene dai 10. Non credo che vedremo lo stesso accadere da queste parti.

Oppure potrei essere io quello scagnozzo :)

Tien Euro betalen, honderd euro opladeeeeeen!

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    palmira said,

    Ciao Aria e Ste,
    non ci conosciamo, ho trovato il vostro blog, tramite un link di un vostro commento su La Repubblica on-line….bel blog complimenti, lo sto leggendo con molto interesse, perchè sono un’italiana mezza olandese, sono nata e cresciuta in Italia, ho passato tutte le mie estati (fino ai 13 anni) in Olanda e in seguito anche io ho avuto la mia esperienza vera e propria da “migrante” (semi-migrante in quanto possiedo la nazionalità olandese…che mi da quella sensazione di sicurezza, della serie “male che vada c’è una via d’uscita” ) infatti dal 2000 al 2002 ho vissuto ad Amsterdam, esperienza finita per questioni di cuore nel senso che il mio fidanzato d’allora non era disposto a lasciare l’Italia e quindi dopo due anni da pendolare dell’ammmore sono tornata in Italia…rimpianti?! mah! non so?! non ne parliamo và!….che co’ sti chiari di luna! ;-)
    comunque tutto il preambolo per farti capire che comprendo benissimo il contesto in cui si svolge questa grande vostra avventura!
    Anche io come te ,Ste, davanti alla grande dimostrazione di civiltà che gli olandesi spesso danno, mi ritrovo subito a pensare se un’analoga situazione sarebbe possibile in Italia…spesso la risposta è no, purtroppo, ma non mi do per vinta e porto avanti (nel mio piccolo) la mi personale battaglia nei confronti dell’egoismo e della maleducazione imperante…purtroppo anche da parte di amici, questa mia “correttezza” viene imputata alla mia parte nordica …chiaramente non è così, probabilmente noi italiani a volte ci sottovalutiamo.
    Comunque continuerò a seguire con piacere questo blog, ho riconosciuto diversi posti descritti (i miei nonni abitavano a Halfweg…tra Harlem e Amsterdam).

    Buona fortuna per tutto!

    doei doei


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