italiaans sprookjes

Come non dare spazio in questo blog italo olandese nemmeno a quattro righe sull’argomento che sta riempiendo le prime pagine dei giornali italiani, così come quelle centrali dei quotidiani olandesi, a pagamento e gratuiti.
Qualora abbiate ancora dei dubbi, vi confermo che anche qui ridono del governo italiano, e degli italiani che si tengono ancora un personaggio di così basso spessore etico e morale, senza nemmeno citare l’aspetto giuridico della faccenda.

Siccome preferisco comunque non dare troppo spazio all’argomento, mi limito a farvi vedere una spassosa vignetta pubblicata su Het Parool, quotidiano di Amsterdam. È la rivisitazione berlusconiana della fiaba di Collodi; ma mentre nella favola originale più il pupazzo racconta bugie, più gli si allunga il naso, nell’edizione moderna avviene soprattutto il contrario: più il “naso” si allunga, più bugie quel pupazzo racconta. Italiaans sprookjes!

italiaans sprookjes - fiabe italiane

italiaans sprookjes - fiabe italiane

|Ste|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Le fiabe hanno quasi sempre un risvolto drammatico. Non c’è da stupirsi – del resto -, essendo nate anche con intenti educativi: insegnare ai bambini i premi, ma anche gli inganni che si presentano nella vita di ogni giorno sotto mentite spoglie.

    La fiaba che viene quotidianamente raccontata agli italiani è invece diversa: ha intento diseducativo. Ci sono solo premi in gioco; se non si ottengono è colpa di qualche malvagio, non nostra. Fermando/eliminando i malvagi, solo premi avremo.

    Peccato che il dispensatore di tutti i premi non sia un grande poeta come Christian Andersen [tanto per restare nell’ambito delle fiabe], ma il nostro primo ministro: uno gnomo grottesco e squallido, anche se ricco e potente a dismisura.

    Il ridicolo ometto che ci governa non merita un battito d’ali del nostro pensiero; molto dovrebbe preoccuparci (o almeno preoccupa me) la corte degli “eletti” – ed il popolo – che lo circonda e lo sostiene: una vergogna tutta italiana.
    Genitori che spingono le figlie alla prostituzione di se stesse sull’altare del successo; giovani donne pronte a tutto pur di non guadagnare “solo mille euro al mese”; conti in tasca alla “preferita”; gomitate e gelosie per essere le prime.

    Senza aver fatto mai nulla di nulla. I ragazzini delle fiabe aguzzavano l’ingegno, sopperendo alla loro fragilità: inventavano tracce con sassolini ed assicelle per ottenere aiuto; creavano storie incredibili per fingersi invincibili; compivano gesta spericolate … ecc. Nulla è rimasto; nemmeno affetti e persone buone che – nelle fiabe – intervenivano in salvamento dei ragazzi grazie alle loro azioni.

    Amici ed affetti sono – adesso – i primi a portarti verso la rovina. Scusate.

  2. 2

    Luca, Manu & 8 said,

    Buon giorno carissimi olandesini!
    Vi scrivo [Luca] questo commento avvolto da una strana sensazione: un misto di sconforto, disillusione, delusione e forse, ma solo lontanamente, con un ultimo piccolo briciolo di speranza.

    Mi piacerebbe tanto risvegliarmi una di queste fredde mattine d’inverno e rendermi conto che quanto finora accaduto qui da noi, in quello che fu il “Bel Paese”, in realtà era solo una fiaba. Come ricorda giustamente Ferruccio, le fiabe hanno sempre avuto un risvolto educativo e anche tragico. Molte di queste infatti nascevamo con un finale tutt’altro che lieto e felice.
    Per ora, per quanto riguarda la fiaba che ci vede come protagonisti involontari e che ci riduce al ruolo di sudditi, il finale ancora non si intravvede. Se poi questo debba essere lieto o meno ancora a noi non è dato sapere e/o sperare.
    Sinceramente non so se attendermi un lieto fine o un finale tragico e sanguinolento come era nella prima versione delle fiabe più famose.
    La morale o l’insegnamento, più o meno nascosto o celato, che questa fiaba vorrebbe raccontarci ad ora pare abbastanza chiaro da un lato quanto in realtà [ahimé] oscuro e abilmente nascosto dai vari mezzi di disinformazione di massa [come diceva la Guzzanti prima che la chiudessero anni fa….].
    La cosa che più mi ha fatto riflettere e che mi lascia questa sensazione di forte disillusione è che non si vede nessun movimento [in senso vasto del termine, non solamente nel senso di manifestazione di protesta] all’interno della società italiana che possa farmi pensare che forse forse esistono ancora al nostro interno gli anticorpi necessari a debellare questa pericolosissima malattià.
    E’ qui che sta, dal mio punto di vista, il nocciolo della questione e della forza, ahimé totale e distruttiva o diseducativa [citando Ferruccio], del potere incarnato dal nanetto. Non ci sono più questi anticorpi. Non ci sono più i sentimenti di vera indignazione che in una società sana dovrebbero scaturire davanti ad una situazione simile. Il martellamento costante e pesante dal punto di vista essenzialmente culturale [nel senso di insieme di valori e di concetti centrali e fondanti la nostra società] messo in atto dalla destra italiana e quindi essenzialemente berlusconiana, ha vinto. E ha vinto non certo ora ma da un po’ di anni. Basta vedere come le forze che dovrebbero rappresentare per noi elettori [almeno potenziali dato che davvero ora come non mai l’astensione mi appare davvero l’unica scelta possibile di fronte a questa fiaba tragica] l’alternativa sociale, culturale e politica a quello che oggi è l’incarnazione del potere sono anche loro vittime dell’enorme potere mediatico e affabulativo del berlusca.

    Non ci resta, anzi non mi resta quindi altro da fare che aspettare la fine di questa fiaba tutta italiana [dal punto di vista delle conseguenze e delle modalità di evoluzione, dato che ahimé la mercificazione del corpo delle donne non è una caratteristica solamente italiana….] sperando in un finale tragico e sanguinolento e non certo lieto. Un finale lieto rischierebbe davvero di essere, nella nostra situazione attuale, tutt’altro che liberatorio e istruttivo.

    Scusate lo sfogo e la disillusione contenuta in esso, ma ahimé questa è la sensazione da me vissuta da questo lato delle Alpi.
    Saluti e buona giornata.
    Luca, Manu & 8

  3. 3

    mik said,

    Ciao Aria e Ste,
    Sono arrivato qui dal link su Repubblica.it.
    Un saluto da un connazionale e vicino di casa (Haarlem Noord)!
    L’unica risposta che ormai riesco a dare, quando mi vien chiesto perchè abbia lasciato l’Italia in favore dei “piovosi” Paesi Bassi è:
    “Perche’ la gente lì sorride ancora”.

    Mik.


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