meno sette


Meno sette come i gradi centigradi misurati ad Haarlem una decina di giorni fa, nel giorno più freddo di una settimana quasi interamente sotto lo zero. Prima di trasferirmi qui al nord ricordo che associavo la temperatura di -7°C ad un freddissimo periodo natalizio, credo nel 1996, se non un anno prima, quando giravo in bici in quel di Staranzano. Qui invece succede più spesso, è oramai chiaro a tutti.

Nonostante il freddo e le strade ghiacciate però, i ciclisti non rinunciano al loro velocipede per muoversi e così la mattina le piste ciclabili verso la stazione sono molto trafficate anche in questi giorni di “fine” autunno. L’altra mattina siamo partiti io ed Aria pochi minuti dopo le otto, diretti verso il lavoro. Appena usciamo dalla nostra via e ci immettiamo sulla ciclabile della strada principale la giovane davanti a me fa la curva troppo stretta e per qualche istante ricorda Valentino Rossi, ma solo il tempo di uno scatto, perché immediatamente dopo rovina a terra mentre la sua bici continua a scivolare lentamente. Accetto il consiglio e la prendo molto larga, passando accanto alla ragazza che già si era rialzata. Rallentando, senza inchiodare per non fare la stessa fine le chiedo “Alles goed?” e lei, tra vergogna e fastidio, mi risponde “Ja.” Non l’ho più vista tra gli arrivati in stazione, quindi ho motivo di pensare che si sia ritirata dalla corsa alla stazione, forse per problemi all’alettone.
Dopo aver percorso il tratto che costeggia il canale ghiacciato almeno da una settimana, arriviamo dove la pista ciclabile incrocia una strada stretta a senso unico. Un ragazzo che vuole evitare i lenti ciclisti che cercano di non capitombolarsi, decide di non percorrere la pista ma la strada di ciottolato, come si usa qui. La sua impresa dura ben poco perché anche lui finisce lungo disteso, mentre dietro di lui si ferma l’autobus. Mi fermo per capire dove si trovi Aria, e la vedo come me la immaginavo in luce delle due scenette appena viste: a piedi portava la bici a mano. Sebbene camminare risulti in certi momenti addirittura più difficile che trovarsi su ruota, raggiungiamo la stazione sulle nostre gambe.

Io, da spericolato quale sono (anche se sempre meno con gli anni..giudizio?), non mi arrendo e continuo ad andare in bici dalla stazione di Amsterdam fino al lavoro, e vedo molti che lo fanno, mentre finora nessuna caduta. Credo che il trucco sia non fare le curve troppo strette e soprattutto NON frenare. C’è tempo tutto il resto dell’anno per usare i freni, il ciclista da ghiaccio lo sa. Se ci si crede veramente, è possibile rimanere in sella.

Fin qui tutto bene.

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    Marco said,

    ALTRO CHE!
    Questa è la vecchia scuola, altro che!
    Gli anni in bici tra selz-staranzano-monfalcone-ronchi-carso, per poi aprofondire con il fido Bravo verde in doppio e quelaltro motorino blu di cui nn ricordo il nome ma ricordo la targa (4WFE2).
    Ragazzo, te le due ruote le hai nel sangue.


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