prove tecniche di inverno

Non è una delle tante lamentele per l’arrivo della brutta stagione, ora il clima è ancora mite e avremo tempo per lamentarci. Questo post è nella categoria curiosità.
I lettori più assidui ricorderanno i nostri racconti dello scorso inverno in cui si narravano, tra le altre cose, le peripezie vissute con le ferrovie NS (Nederlandse Spoorwegen) nei giorni in cui la neve era più abbondante. Il clima particolarmente rigido, in controtendenza con gli inverni dell’ultimo decennio, aveva colto di sorpresa anche i treni ghiacciando le rotaie e non permettendone la circolazione. Devono esserci rimasti davvero male, quasi traumatizzati:  domenica scorsa hanno fatto le “prove tecniche di inverno“.
Tutto questo dopo aver avvisato i passeggeri in transito per quasi un mese, con affissioni e messaggi vocali tramite gli altoparlanti delle stazioni, dicendo loro che avrebbero eseguito una simulazione e che i treni sarebbero potuti non essere in orario (“una piccola parte dei viaggi durerá fino a 30 minuti in più”), visto che avrebbero percorso tragitti non diretti.
Quando ho saputo di questa cosa ho pensato subito allo scorso inverno e a quanto previdenti siano diventati gli addetti ai lavori NS in seguito alla recente esperienza. La cosa che mi ha stupito di più è stata però sapere che nelle stazioni, per l’occasione, controllori dei treni e personale “di terra” vestivano sciarpa e berrettino di lana, oltre ad avere dei fiocchi di neve stilizzati attaccati qua e là sulla divisa (è inizio ottobre e ci sono 14-16 gradi). Per rendere ancora più verosimile la scenetta, venivano serviti ai passeggeri in attesa zuppe, té e biscotti; proprio come un inverno fa, nei giorni peggiori per la viabilità, tutti fermi causa neve. Lo scorso anno ci siamo persi questo trattamento sponsorizzato dalle NS, preferendo un più caldo bar in mezzo ad Amsterdam innevata, piuttosto che la gelida stazione, mentre attendevamo lo scongelamento dei binari che collegano Amsterdam ad Haarlem.

Dopo questa simulazione siamo sicuri che non troveremo mai treni in ritardo per neve. Ci credete? Io no :)

Avrei finito, ma vi raccontero anche questa: una scenetta divertente accadutaci proprio su un treno diretto ad Haarlem.
Stavamo tornando a casa, dopo un pomeriggio passato con Ferruccio in giro per A’dam, sul nostro oramai inseparabile treno giallo e blu. Uno stoptrein, il “locale” italiano, che ferma in tutte le stazioni. Non fa molta differenza per noi prendere uno stoptrein, uno sneltrein o un intercity, poiché sul nostro tragitto di ogni giorno ci sono solo 2 stazioni intermedie, di cui una è Amsterdam Sloterdijk che è una stazione principale. Il nostro tragitto di sabato prevedeva anche la sosta alla piccolissima stazione di Haarlem Spaarnwoude ma il treno non si è fermato avvicinandoci ed ha continuato la corsa verso la nostra destinazione. Io e Arianna ci siamo guardati stupiti poiché consapevoli, ma abbiamo pensato ad un cambio negli orari o nella tipologia del treno. Pochi istanti più tardi la locomotiva ha iniziato a rallentare fino a fermarsi e dagli altoparlanti ha iniziato a parlare un controllore, per informarci che avevamo appena saltato una stazione, prima di spiegare quali treni prendere per tornare a Spaarnwoude gratuitamente. Sembrava finita lì, avremmo potuto pensare ad un guasto o a qualche modifica temporanea o permanente. Ma la macchinista olandese ha deciso di costituirsi dicendo al microfono qualcosa tipo “Scusate, abbiamo saltato la fermata…vi chiedo scusa ma credevo di essere su un altro treno”. Viva l’onestà!

|Ste|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    Frz said,

    Haarlem Spaarnwoude è dove dormivamo io e Zu,vicino all’ IKEA…
    Bwaaaah, mi fate venire il magone con questi post, cominciate a scrivere che li’ è brutto cosi’ questo stato di plastilina sembrerà meno duro da vivere, uffa!

  2. 2

    babboferro said,

    Mi viene da pensare che (almeno in Olanda) gli addetti ai trasporti pubblici vengano assunti solo se superano almeno una prova artistica. Pochi giorni dopo il fatto raccontato da Ste, Ari ed io eravamo su un tram ad Amsterdam. Uno di quelli lunghi, con tre o quattro vetture collegate con il soffietto. A bordo, oltre al conduttore, c’è anche il controllore; sta in un gabbiotto centrale trasparente e dotato di microfono.

    In quell’occasione si trattava di una nera con una bella faccia aperta, da cantante di jazz. Accanto al suo gabbiotto un bimbo di pochi mesi piangeva in continuazione: la giovanissima mammina – sicuramente minorenne – era in imbarazzo e non sapeva che fare, anche se nessuno dei passeggeri dava segni di fastidio.

    Bene; la controllora ha iniziato a cantare al microfono una ninna-nanna con una suadente voce sussurrata, ed il bimbo si è addormentato. A questo punto si è lanciata a colorire con giochi fonetici i segnali ottici ed aucustici automatici che segnalavano le successive fermate. Piacevole veramente.

  3. 3

    babboferro said,

    Sempre a proposito di trasporti neederlesi. In volo circa 22 ore fa con transavia.com (la compagnia low-cost della KLM che offre i voli tra Amsterdam-Schipol e l’Italia) da Amsterdam-Schipol a Treviso-Canova, scopro che il primo pilota è una bella olandese dai folti capelli castani. Perplessità (mia): atterrerà veramente a Treviso, o lo trascurerà pensando di essere diretta a Venezia o ad altre destinazioni più importanti?

    Evidentemente non aveva pensieri distraenti la sua attenzione: l’aereo è atterrato a Treviso in orario, con la solita ‘frenatona’ per non finire in piazza.

    Nota di colore da italiani in viaggio. Una passeggera alla hostess: “parla italiano?”; l’ hostess incoraggiante: “no, ma my habla espanol”. Passeggera infastidita, hostess sensibilizzata: ci ha salutati tutti con radiosi “arrivederci” e “ciao” alla discesa dalla scaletta, compresi due orientali che pensavano di aver sbagliato compagnia aerea.

    A stolido confronto c’era dall’altro lato della scaletta un tecnico dell’aereoporto che non ha salutato nessuno, con ancora in faccia l’espressione del giorno prima.

    • 4

      Aria said,

      Aggiungendo ulteriori informazioni sulle donne al comando, posso raccontare un episodio.
      Autista donna alla guida di un autobus ad Amsterdam. Ad una fermata salgono molti ragazze/i, probabilmente studenti; l’ultimo che sale sul mezzo, passa davanti all’autista senza chiedere un biglietto e senza passare la tessera magnetica, e procede dentro l’autobus.
      L’autista non si scompone e con tono sicuro, guardando il ragazzo dallo specchietto retrovisore, gli dice: “Halloo”. Questa parola, che letteralmente tradurrei con un “Ehi, ci sei?!” come a richiedere maggiore attenzione, è un intercalare molto usato in Olanda; e non è propriamente gentile.
      Il ragazzo si è fermato ed è tornato verso l’autista; non aveva la tessera né i soldi per il biglietto, quindi è uscito dall’autobus. Tutto questo praticamente in silenzio.
      Ogni tanto vorrei anch’io saper dire “Halloo” in quel modo!!


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