il primo vero rientro 2

Questa volta siamo stati a lungo nella nostra terra natia, così a lungo da abituarci di nuovo al posto che ci ha visti crescere per quasi trent’anni. Questa volta ho fatto in tempo a vedere con calma praticamente tutte le persone che più mi sono care.
In questo anno e mezzo (il 18 agosto) passato al Nord ho avuto anche tempo per capire quali sono le persone che davvero ci tengono a me e si fanno sentire, mentre ho dovuto depennare qualche amicizia che non si è dimostrata tale in seguito ad uno sguardo da opportuna distanza. Così ora lascio che siano le persone a cercare me nei mesi che passo qui al Nord, e sono le prime che chiamo e ci tengo a vedere quando sono in vacanza in Italia.

il ristorante in Istria

Durante la lunga sosta ho avuto tempo per visitare alcuni luoghi che mantengono la loro straordinaria bellezza, come il nostro Isonzo, la costa istriana e il mare che li tocca entrambi. Mi sono concesso due pomeriggi sul letto del fiume, scoprendo anche, grazie a due amici, una spiaggetta difficilmente raggiungibile ma deliziosa. Assieme al fido cugino, sono passato per Poreč (Parenzo) dove abbiamo fatto qualche bagno nel profumato mare (mi è rimasto impresso in mente il profumo del mare istriano nel quale mi sono immerso per circa una quindicina di anni, dalla nascita all’adolescenza) ed abbiamo fantasticato per ore sulla grigliata di carne che ci saremmo mangiati per pranzo, riuscendo ad ordinarne alla fine una di pesce per un drammatico errore dovuto a consultazione sbrigativa del menù. Avrei recuperato numerose grigliate per carnivori d.o.c. nei giorni successivi.
Siamo stati in Slovenia da Tedy e Clara, in giro per il Veneto per uno spettacolare matrimonio e, due sere prima di partire, sono riuscito addirittura a farmi il tanto agognato bagno di mare e luna (quasi) piena, davanti alla spiaggia di Sistiana in compagnia di Chiara e Clarissa. Dodici giorni molto piacevoli, immersi nell’affetto delle persone più care che abbiamo.

Abbiamo lasciato i 29°C di Ronchi dei Legionari per atterrare a Dusseldorf e poi raggiungere in treno i 18°C di Haarlem. Un viaggio nel tempo più che una traversata in aereo: estate – autunno in due ore. Il fuso orario è lo stesso, ma dovrebbero fare una tabella anche del fuso stagionale, a mio avviso: passi sopra la Germania e il tuo cellulare ti avvisa che è cambiata la stagione.
Atterrati a Dusseldorf in ritardo rispetto al previsto e 7 minuti prima della partenza del bus prenotato, ci siamo dovuti dividere tra recuperare i bagagli e correre dall’autista del bus per chiedergli di aspettarci qualche minuto in più. Nonostante la partenza da Weeze e, conseguentemente, l’arrivo a Nijmegen Centraal con 10 minuti di ritardo, i treni in perfetto orario ci hanno portato ad Haarlem all’orario previsto. Dopo dieci minuti dal nostro arrivo a casa già venivamo salutati dalla prima, abbondante, pioggia.
Abbiamo ripreso a lavorare il giorno successivo al rientro e ho trovato l’Olanda che avevo lasciato e che inizio a sentir mia: il traghetto sempre colorato e pieno di pedoni e ciclisti, la signora italiana che serve i caffè al porticciolo dove si attracca, i pescatori, con la cerata per pescare sotto la fine ma insistente pioggia che scende lentamente, che lanciano l’amo seduti a pochi passi dal condominio dove lavoriamo, e l’airone girato di spalle che mi sembra sempre un tizio che spalanca l’accappatoio per mostrare le grazie ad un ipotetico passante (dovreste vederne uno per capire cosa intendo).

Tutto è pronto e si ricomincia, in attesa delle novità sui nuovi luoghi che ci vedranno trascorrere le nostre giornate: è quasi iniziato il trasloco verso il nuovo ufficio e stiamo iniziando a dare un’occhiata in giro per una nuova casa. Oramai esclusa l’idea di muoversi verso la più caotica Amsterdam, cerchiamo un posto nella nostra tranquilla e amata Haarlem con un po’ di verde e una stanza in più per i coraggiosi che si faranno 1300 km per venire a condividere qualche giorno con noi. Vi terremo informati.

La mitica Gazelle è di nuovo operativa e vive una seconda giovinezza, ma questa ve la racconto un’altra volta..

|Ste|

PS: un grazie infinito alle persone che ho visto in questi giorni, soprattutto alla mia famiglia allargata e a mia madre che mi vizia e ama.

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2 Risposte so far »

  1. 1

    manu said,

    Sono stati giorni stupendi per noi tutti!
    Averti per così tanto tempo è stato magnifico!
    Buon rientro, ragazzi!

  2. 2

    Io mi appresto adesso ad un breve ritorno in patria… ma dato che non e’ la prima volta, non sai quanto mi fa strano rivedere nelle tue parole i miei pensieri, quelli che mi accompagnano ogni volta che scendo dall’aereo e mi ritrovo a Schiphol, il pensiero che va agli amici, alla famiglia e poi subito dopo il doversi ributtare nella routine quotidiana… quanto e’dura la vita dell’expat??? mah…


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