Delft come Venezia

Vissi il tempo dell’università a Venezia. La città lagunare non ha bisogno di spiegazioni; penso che sia tra le mete più conosciute al mondo, per la sua arte, la storia, l’architettura, i canali e le calli, per non cadere nel solito ‘Piazza San Marco e Ponte di Rialto’, che ormai non se ne può più.
Non ho mai provato una grande attrazione per Venezia. Certo, le gite scolastiche mi avevano già detto tutto quello che dovevo sapere entro i 13 anni, ma non ero un’amante della città in sé.
Poi capitò che una delle sedi del corso universitario scelto fosse proprio Venezia e così, dopo le prime vane ricerche, diventai una abitante part-time della Giudecca (il grande isolotto separato dalla città dal Canale della Giudecca, per intenderci quello dove transitano le navi da crociera in partenza/arrivo a Venezia).
Grazie a Rim e Luca, i miei coinquilini profondi conoscitori della città che ci ospitava, imparai anche ad apprezzare degli scorci, qualche consuetudine tipica, la maestosità di quello che ci circondava. Ancora oggi li ringrazio per questo.
Purtroppo è servito a poco: non è male vivere a Venezia, ma se c’è l’acqua alta, o lo sciopero dei mezzi (battelli) -e sono due cose che capitano-, diventa molto difficile spostarsi. Inoltre l’acqua alta ha ancora oggi il potere di tirare fuori la sporcizia dell’intera città e riversarla nelle fondamenta e nelle calli, oltre ad essere un disagio estremo per chi si sposta dentro e fuori. Ricordo che la prima volta che sentii le sirene di ‘avviso acqua alta’ (sono le stesse dell’ultima guerra) di mattina presto, saltai sul letto pronta per fare le valigie e scappare dal disastro. Se mentre stai dormendo vieni svegliato da una sirena d’allarme che non hai mai sentito prima, sfido chiunque a mantenere la calma.
Una particolarità di Venezia sono i ponti, tutti a scalini molto ripidi. Grazie a questo ed alla pavimentazione cittadina piuttosto sconnessa, le mie ginocchia ricordano ancora gli inverni umidi e nebbiosi trascorsi lì.

L’ultima proposta di Ste è stata: cercare di sfruttare i fine settimana per visitare nuove località in Olanda. Detto fatto, ho proposto Delft, incuriosita dalle sue particolari ceramiche bianche e blu.
Ovviamente appena arrivati in stazione a Delft abbiamo noleggiato le OV-fietsen e abbiamo pedalato alla scoperta della città. In qualche ora abbiamo visitato un po’ il centro (tutto pedonale/ciclabile) e la più vecchia fabbrica del Royal Delft ancora attiva dal 1653; attualmente è un museo con entrata sul laboratorio-fabbrica.
Mi ha colpito che il centro cittadino sia intersecato di canali con dei ponti ciclabili (e così è più faticoso!!) ripidissimi.
E sui canaletti affacciano le case, i negozi, i ristoranti, proprio come a Venezia. Ma a Delft non viene mai superato il livello dell’acqua, nonostante si trovi a pochi centimetri dalle porte e dalle finestre delle abitazioni. Incredibile!!
Quello che ho visto mi è piaciuto ma ci vorrebbe più tempo; sicuramente troveremo un’altra occasione per visitare la città.

|Aria|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    Luca, Manu & 8 said,

    Oilà Olandesini!!! State bene? Accaldati un po’ oppure siete già in versione pre-autunnale? Noi qui nella oramai super famosa Isola delle Foche, dato che è stata citata in un famosissimo blog di cui ora mi sovviene in nome e l’indirizzo web, stiamo bene. Il vento da nord è finalmente giunto e con esso un brusco calo delle temperature così possiamo tornare a respirare e a goderci meglio queste giornate estive.
    Che dire di questo vostro ultimo post sul Blog….siamo un po’ emozionati. E’ vero come dici tu Arianna che “la città lagunare non ha bisogno di spiegazioni” o presentazioni e quindi non le manca la pubblicità, però vedere il proprio nome [Luca] citato direttamente nel testo, beh diciamo che sono riuscito a trattenere a stento le lacrime…
    Comunque carissima Arianna, scrivere che non hai mai “provato una grande attrazione per Venezia” è un po’ riduttivo o un eufemismo: diciamo che l’hai più odiata che amata, per non usare termini che nella composta e civile Olanda suonerebbero magari fuori posto. O no? Io e Rim abbiamo si tentato di farti vedere e conoscere un po’ di più la Venezia nascosta o semplicemente farti passare nelle zone un po’ fuori dai giri turistici classici, ma non ci siamo riusciti moltissimo. Fa comunque piacere, e ti ringrazio per i ringraziamenti, sapere che qualcosina ti si è lasciato.
    Giusto per completezza di informazione, le sirene dell’acqua alta attive ad oggi, sono sì ancora le stessa usate per segnalare l’avvicinamento dei caccia bombardieri in periodo di guerra, ma sono state affiancate da altre sirene più moderne. Queste emettono un fastidiosissimo segnale a toni che, al variare della tonalità, dovrebbe rendere noi veneziani edotti sul livello massimo di marea previsto da li a circa 2 ora. Non sempre la segnalazione a toni è risultata fedele al vero, ma comunque la buona volontà c’è. Io resto ancora affezionato alle vecchie sirene anche se possono certo far prendere paura ad un primo ascolto.

    Io a Delf ci ero stato anni fa durante la mia seconda vacanza, di 5 totali, in terra olandese e me la ricordo come una bellissima cittadina con moltissimi piccoli canali pieni di barchette. Ora rileggendo il tuo post il mio primo pensiero è stato: “Cazzo [si può scrivere su questo compostissimo blog? Chiedo scusa nel caso….] ma allora ho proprio la memoria bruciata se non mi ricordo in particolar modo Delft!?!?” Poi ho fatto due più e due e subito mi sono tranquillizzato: quando passai da Delf nel lontano 1998 ero in compagnia di altri 5 amici e quindi i coffee shop avevano sempre la meglio su di noi e quindi ecco la soluzione [parziale direbbe qualcuno…..] ai miei vuoti di memoria.
    Anche qui a Venezia l’acqua è a livello delle case e delle calli o fondamenta ma capita sovente, come ha ben spiegato Arianna, di averla fra i piedi. Qui invece che prendere spunto dalle soluzioni attuate in Olanda si è pensato bene di optare per il MOSE che, se mai sarà ultimato, potrebbe forse eliminare i fenomeni eccezionali [del tipo maree a +145 o +156 cm sullo zero] ma ad oggi ha modificato di molto il corso dell’acqua creando non pochi problemi alla navigazione tradizionale [Vela al Terzo e/o remi] come anche alla frequenza con cui si verificano i picchi di marea. Scavando i fondali alle bocche di porto, l’acqua può entrare molto più velocemente e facilmente non trovando più sul suo tragitto tutta quelle serie di ostacoli naturali che facevano sì che le maree anche sostenute avvenissero con meno rapidità.
    Ma tant’è…..

    Detto questo, mi spiace di non essere riuscito a venire da voi a lavorare per un po’. Mi sarebbe piaciuto sia perché vi avrei rivisto dopo un bel po’ di tempo, sia perché sarebbe stata un’esperienza positiva. Vabbé chissà che non ci siano altre occasioni….avendolo saputo con un po’ di anticipo in più e non in un periodo di ferie prossime di alcuni soci qui del negozio, si sarebbe potuto fare.
    Peccato anche perché così avrei potuto “svernare” da voi durante questo periodo abbastanza caldo qui in Laguna.
    Vorrà dire che mi consolerò uscendo in barca a vela al terzo in Laguna alla volta di isole e tuffi….

    Buon fine settimana carissimi e a presto!!
    Saluti
    Luca, Manu & 8

    • 2

      Luca, Manu & 8 said,

      Ops…faccio sempre commenti più lunghi dei vostri post!?!?
      Me ne scuso nuovamente ma io e la sintesi non si è mai andati d’accordo.
      Scusate ancora.
      Saluti
      Luca

  2. 3

    babboferro said,

    Cari Luca, Manu & 8,

    per fortuna i vostri (tuoi ?) commenti brillano non solo per la quantità (di parole) ma anche per la qualità delle stesse. Del resto, pur con la mia formazione scientifica, ho sempre pensato che la filosofia è la madre di tutte le scienze (indicativo voluto).

    Sono tornato sabato scorso da una settimana in Bosnia insieme ad un gruppo di queste parti che cura i contatti con i locali che operano nel sociale colà. La mia più grande soddisfazione – da vanitoso qual sono – è stata quella di essere qualificato sempre (abusivamente) come “filosofo” del gruppo. E non ero neanche il più vecchio.

    Colgo l’occasione per ringraziare te e Rim per quel po’ di bellezza di Venezia che avete fatto apprezzare ad Ari. La concorrenza con Monfalcone era molto forte, nonostante l'”orrendezza” (orrido ma appropriato neologismo) della cittadina.


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