La figura della donna

Ultimamente ho ricevuto molti spunti diversi che mi hanno portato a molte riflessioni. Non credo siano tutte interessanti per voi lettori, ma vorrei almeno divulgare alcune informazioni e magari stimolare a mia volta delle riflessioni.

Nonostante la volontà di imparare l’olandese, ma l’effettiva mancanza di tempo e voglia per farlo, continuo a farmi rifornire di pubblicazioni italiane. Il papiño si occupa della consegna dei libri e spesso (fortunatamente) anche della scelta dei titoli. Uno dei più recenti è Il corpo delle donne di Lorella Zanardo (edizione Serie Bianca Feltrinelli); un’analisi/critica multimediale sulla rappresentazione mediatica della donna italiana. Non l’ho ancora finito, ma ho già ben compreso il contenuto grazie all’immediatezza delle parole ed alla mia personale conoscenza della televisione italiana degli ultimi 20-30 anni.

Se si potessero fare delle distinzioni in base all’età dei destinatari di questa analisi, potrei constatare la frustrazione e l’amarezza che sentono i miei 30 anni.
Sono una donna italiana fortunata, potrebbero dire i più, perché sono cresciuta educata al rispetto della persona ed in particolare del genere femminile da un padre molto intelligente e sensibile. Di conseguenza ho scelto un uomo capace di rispettare ed amare la mia femminilità. Quindi ho avuto vita facile; ecco forse perché vedo con estrema lucidità e concordo riguardo al degrado in cui versa la figura della donna italiana nei messaggi mediatici ormai da più di 20 anni.
Le donne sono altro e noi lo sappiamo bene. Sembra però che in Italia, dove la maggior parte delle persone (circa il 70%) si informa solo con la televisione, un popolo intero, almeno 2 generazioni di donne in primis e poi uomini, cittadini, si sia addormentato e abbia lasciato passare il concetto che una donna valga poco, e comunque sempre meno di un uomo.

Durante i recenti mondiali di calcio mi capitava di seguire le partite della sera; ho seguito con interesse crescente quelle degli Oranje (Bedankt, jongen!!), soprattutto la partita dei quarti di finale, Olanda-Brasile.
Mi è piaciuta tantissimo un’inquadratura, seguita da orgoglioso commento del cronista olandese, sulla famiglia reale: tranne il principe tutte donne. I Paesi Bassi sono una monarchia parlamentare ed il reggente è la Regina Beatrice; non lo è per caso, ma perché tradizionalmente è una donna colei che regge e rappresenta lo Stato dei Paesi Bassi, ovviamente in accordo con il Parlamento.
Un popolo intero talmente devoto alla Regina che ne festeggia il compleanno (in realtà quello della precedente Regina Juliana) ogni anno, il 30 aprile.
Bella differenza!!

|Aria|

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8 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Cara Ari.

    Oltre a ringraziarti da parte del vanitoso papà (non so come si scrive papigno) per i complimenti sperticati, ho ben poco da aggiungere da quanto da te scritto molto bene.

    Farei solo due annotazioni rafforzative (non trovo i riferimenti, ma la Zanardo ne parla sicuramente nel suo saggio):

    1. Gli italiani che si informano della politica nazionale solo dalla televisione sono più dell’80%.

    2. Fa il paio con il punto precedente l’alfabetizzazione vera della popolazione: solo il 20% circa riesce ad assimilare un concetto complesso.

    Tanto per non sbagliare l’attuale capo del governo – che ha il dominio della televisione -, si dà da fare per smantellare l’istruzione.

    La dinastia olandese (Orange – Nassau, da cui il colore simbolo nazionale) ha seguito la c. d. “legge salica” di successione – che prevede eredi femmine solo in mancanza di figli, fratelli o nipoti maschi solo dal 1814 al 1887. Da quell’epoca segue la discendenza solo in base ai primogeniti, sia maschi che femmine.
    Per la cronaca l’attuale erede è il principe Guglielmo.

  2. 2

    Five said,

    Io, essendo una persona civile, non accetto nessun tipo discriminazione, in particolare quando si parla di donne e uomini, per via del legame di sangue che ci unisce, d’altronde discriminare i propri genitori, i/le propri/ie fratelli/sorelle o i propri nonni in base al sesso è abbastanza stupido. Il problema, però, è che alcune persone pensano, a causa del lavaggio del cervello subito dai media, che il termine “sessismo” sia sinonimo di “maschilismo”. Invece no (o meglio, non solo), esiste anche il femminismo estremo, meglio conosciuto come nazifemmismo o misandria (la versione maschile di misoginia), onde evitare di infangare la parte buona di questo movimento che ha lottato per la parità dei sessi e che mette l’uomo e la donna sullo stesso piano… Insomma, sessismo significa pure discriminare gli uomini, il che non mi sembra meno grave.
    Tu parli dell’immagine della donna italiana nei media che verrebbe descritta come una povera scema buona solo per fare da oggetto sessuale, no? Premesso che mi piacerebbe che certe persone facessero pace col cervello: prima si parla di Sud maschilista, poi di Italia maschilista, di Europa maschilista, di Occidente maschilista e infine di Mondo maschilista. Insomma, tutti si lamentano. Pure le femministe svedesi. A loro modo di vedere la Svezia, paese il cui parlamento è composto al 50% da donne, è maschilista. Il paese in cui le femministe hanno proposto la tassa ai bambini maschi è maschilista. Oppure, civile. “In Italia le donne bla bla bla, invece nella CIVILE SVEZIA si fanno passi avanti: tempo fa è stata proposta una tassa per i bambini maschi” (cit). Sarei curioso di vedere se proponessero una tassa per le bambine femmine. Altro che “civile Svezia”. Ma di questo parlerò più tardi.
    Torniamo ai media (italiani o mondiali, a seconda dei casi) che descriminerebbero le donne. Eh sì, infatti ogni giorno non fanno altro che ripeterci che gli uomini sono dei cretini inetti che senza una donna non riuscirebbero nemmeno a fare pipì. Degli errori genitici. Dei rozzi violenti che picchierebbero donne e bambini (in realtà bambine, gli altri sono maschi e quindi anche loro devono essere insultati), dimenticandosi però che spesso succede il contrario e che, nella maggior parte dei casi, sono proprio le donne ad uccidere i bambini, lo dicono le statistiche. Quando qualcuno glielo sbatte in faccia, allora le giustificano. Insomma, un uomo sfiora, per sbaglio, una donna? Pena di morte. Una donna uccide un bambino? Poverina, era stressata. Le donne invece sarebbero più intelligenti, più determinate, più mature degli uomini. Insomma, superiori. Lo dicono chiaro e tondo, d’altronde. Per non parlare poi di certi spot o telefilm/film, in cui l’uomo è spesso dipinto in maniera negativa e la donna, invece, positiva. Memorabile lo spot belga delle “scarpe superiori per il sesso superiore (le donne)”. O Il famoso reality americano, trasmesso anche in Italia, “L’Isola delle donne” in cui gli uomini devono fare da schiavi alle donne. E potrei continuare per ore… Eh sì, le donne sono continuamente discriminate. Oddio, in parte è vero e la trovo una cosa squallida da eliminare assolutamente, però a causa di un determinato buonismo, ci vanno più leggeri. Però vorrei precisare una cosa. La “donna oggetto” è nata grazie al femminismo e alla sua teoria di liberazione sessuale, checchè ne dica la Zanardo. Prima non esisteva. Poi se ti senti discriminata, se vuoi ci scambiamo i ruoli. Voglio vedere cosa dirai (e con te le femministe), quando ti insulteranno come fanno con gli uomini, magari pubblicizzando scarpe maschili parlando di sesso superiore, creando reality in cui le concorrenti femmine sono costrette a farsi schiavizzare dai maschi o scrivendo che le donne sono degli errori genetici, poco intelligenti e inferiori agli uomini.
    Insomma, il femminismo è degenerato, trasformandosi da un movimento paritario ad una sorta di maschilismo al contrario. E queste non sono delle invenzioni di alcuni misogini, come pensavo anch’io all’inizio, ma pure diverse donne, incluse alcune femministe o ex femministe, stanno denunciando ciò. Un avvocato francese donna, che difende i diritti dei padri, è stata rapita e minacciata perchè ha osato aiutare “gli uomini bastardi”. Altre donne che hanno denunciato questa situazione creando addirittura dei movimenti femminili anti-femministi (la parte estrema, ovvio), sono state minacciate di morte per la stessa ragione. Ad alcune hanno ucciso il cane o il gatto. Il caso più clamoroso è quello di una femminista (o ex, non saprei) storica come Erin Pizzey, colei che ha aperto il primo centro anti-violenza per donne in Inghilterra. Le hanno ucciso l’animale domestico, hanno minacciato di morte lei, i suoi figli e i suoi nipoti e addirittura le femministe svedesi la stavano per accoltellare. Alla fine è dovuta scappare negli Usa… ed ora si occupa anche dei diritti degli uomini, oltre che di quelli delle donne. E potrei continuare per ore. Eppure stiamo parlando di DONNE, in alcuni casi addirittura FEMMINISTE. Insomma, se pure le femministe, le stesse che scendevano in piazza per le donne, denunciano certe discriminazioni ai danni degli uomini, come si può parlare di maschilismo che, per carità, continua ad esistere e va combattuto. Però esiste anche la versione opposta che va combattuta allo stesso modo.
    Tornando al discorso di prima e alla strana interpretazione che alcune danno al termine “parità”, mi dispiace sottolineare che anche tu non scherzi. Non se ciò sia voluto (come farebbe una buona nazifemminista che odia gli uomini) o meno (in quel caso, ti hanno fatto il lavaggio del cervello e nemmeno te ne sei resa conto), ma tant’è…
    A casa mia “parità dei sessi” significa che l’uomo e le donna debbano stare alla pari. Il fatto che in quella famosa inquadratura ci fossero solo donne, escluso un uomo e che la regina debba essere per forza dotata di tette e vagina (cosa che, come detto nel precedente commento, non mi risulta) è una cosa positiva. Vero? Non noti una certa discriminazione ai danni degli uomini? No, chiaro… Ovviamente la stessa cosa, a parti invertite, e direi giustamente, ti farebbe gridare al maschilismo. Questa è parità?
    Infine concludiamo alla grande con questa tua frase:
    “perché sono cresciuta educata al rispetto della persona ed in particolare del genere femminile”
    Per quale assurdo motivo una donna dovrebbe essere rispettata più di un uomo? Ripeto, questa è parità. Io le donne le rispetto come gli uomini, nè più, nè meno.
    Ripeto, la parità dei sessi – quella vera, ossia donne al potere e nei cantieri a rischiare la vita come gli uomini. L’uomo aiuta in casa, ma allo stesso tempo non paga cene, non protegge nessuno e via dicendo. Se c’è un masso da 80 kg, tu, donna, te lo sollevi da solo. Ecc ecc… ma tant’è, da questo punto di vista si stanno facendo passi avanti- è una cosa, la supremazia femminile, invece, un’altra e non va bene.
    Io sono per la parità, ma quando sento discorsi simili, sinceramente certi miei principi pro-donna vaccilano…

    • 3

      Aria said,

      Per onestà intellettuale, mi è sembrato giusto pubblicare il tuo intervento, Five, anche se ammetto di averlo trovato inutilmente aggressivo e, purtroppo e nonostante la lunghezza, poco dettagliato.
      Innanzitutto, ti ringrazio per la proposta di ‘scambio persona’, che però mi trovo costretta a rifiutare, dato che sto molto bene nei panni che vesto.
      Trovo bizzarro che chi si propone come ‘non discriminatore’, si dia arbitrariamente anche il diritto di dire a quale ‘gruppo’ appartiene, e a quale invece appartengono ‘gli altri’ (chi? quelli ‘contro’? ‘contro’ cosa?, …): non è questa la prima forma di discriminazione?
      Inoltre (qualunque studio scentifico può confermarlo), quando si citano statistiche, numeri, leggi, frasi, ecc…, è buona cosa citarne anche le fonti, in modo che le notizie possano essere verificate anche da terzi. Considero fondamentale, nel momento in cui ci si riferisce ad altri Paesi, ad altre culture, contestualizzare i dati che vengono forniti; è altrimenti facile incappare in qualche grossolano malinteso.
      “perché sono cresciuta educata al rispetto della persona ed in particolare del genere femminile” (Addirittura le citazioni di me stessa.. tenetemi d’occhio..) Questa frase significa proprio quello che dice: mi è stato insegnato che uomini e donne sono uguali e diversi allo stesso tempo e che bisogna rispettare le caratteristiche/possibilità di ciascuno/a. Per questo motivo, se vedo una signora anziana che sta portando una valigia per le scale, chiedo se posso aiutarla; ma, non essendo la mia corporatura (femminile) sufficientemente robusta per trasportare un frigo, l’ha fatto molto gentilmente il mio compagno, come se fosse una cosa naturale.

      Non prendertela, Five, ma preferisco utilizzare esempi di uomini come questo per distinguerli dalla massa.

      • 4

        Five said,

        Aggressivo? No tranquilla, non era mia intenzione. Se hai frainteso, scusami. Ciò che intendo dire è che purtroppo, come al solito, si eccede sempre, in un senso o nell’altro. Sto dalla parte delle donne quando queste vengono discriminate, le ho sempre difese, però ciò non significa che debba stare zitto davanti a certi deliri femministi e anti-maschili che, come scritto nel precedente intervento, esistono e sono molto diffusi. Il tuo, purtroppo, in alcuni passi – quelli che ho citato- ha dato questa impressione, ossia che le donne debbano essere trattate in maniera speciale (rispetto soprattutto per il genere femminile) o che la società ideale sarebbe gestita da sole donne (l’esempio della famiglia reale olandese). Sarà che a forza di leggere certe cose sono prevenuto, ma l’impressione era questa. Mi sono sbagliato? Scusami. In caso contrario, niente scuse. Le femministe estremiste (così come i loro colleghi maschilisti) per me sono come le bestie e non meritano alcun rispetto :D Per il resto, alcuni link li ho postati nell’altro post. Infine alla storiella della parità e della diversità non credo, mi sembra più una forma di paura a volersi prendere determinate responsabilità da parte di entrambi i sessi (per gli uomini, fare i lavori di casa, per le donne, affrontare i pericoli tipicamente maschili e non sentirsi più protette) che sfocia in discorsi di convenienza poco seri che vorrebbero pari diritti ma meno doveri. Parità significa parità, al 100%. Pari diritti e pari doveri. Io mi stiro la roba da solo, cucino da solo, faccio tutto da solo (davvero, a 24 anni lo faccio già), anche perchè ho scelto la vita da single proprio grazie a certi deliri femministi (non che prima impazzissi di voglia d’amore, anzi…), ma poi il frigo pesante tu, donna, te lo porti da sola. E allo stesso tempo non intendo nemmeno doverti fare da guardia del corpo che ti deve proteggere. Ci manca solo che, quando usciamo con una ragazza, ci mettano l’auricolare come i bodyguard e siamo apposto, per poi alle fine sentirci dire che siamo inferiori, errori genetici, scemi, tonti, più deboli, ecc ecc solo perchè maschi. Parità significa parità, senza compromessi. E su questo, nella vita reale, non transigo. Il discorso cambia solo quando si parla di bambini, anziani, disabili, ecc ecc… ma le donne non sono nè tonte, nè deboli, nè indifese, quindi non mi fanno nessuna pietà e tenerezza, esattamente come gli uomini.

    • 5

      babboferro said,

      Riporto un estratto dell’indagine (telefonica) ISTAT del 2006 (pagina 13).

      Per gli amanti dei post lunghi – e per leggere l’indagine completa (211 pagine!) – la trovate al seguente link:

      http://www.istat.it/dati/catalogo/20091012_00/Inf_08_07_violenza_contro_donne_2006.pdf

      […] Capitolo 1 – La violenza contro le donne dentro e fuori le mura domestiche
      L’indagine sulla “Sicurezza delle donne” rileva le diverse forme di violenza fisica e sessuale perpetrate
      dagli uomini a danno delle donne.1 L’attenzione è posta sulle violenze subite da un partner affettivo,
      nell’ambito quindi di relazione di coppia, e su quelle agite da altri uomini non partner a partire dai 16 anni di età
      della donna.
      Rispetto alla violenza domestica, oltre alle violenze fisiche e sessuali, sono diffuse informazioni sulla
      violenza psicologica dal partner attuale e sui comportamenti persecutori dal partner precedente (stalking).
      Nel paragrafo 1.7 vengono analizzati alcuni dati inerenti la violenza subita dalle donne prima del
      compimento dei 16 anni di età.
      Il riferimento temporale dei dati divulgati è relativo agli episodi di violenza che le vittime hanno subito nel
      corso della vita e negli ultimi dodici mesi precedenti l’intervista, cioè tra l’ottobre 2005 e l’ottobre 2006.
      1.1 – Entità del fenomeno
      Il fenomeno della violenza fisica e sessuale degli uomini contro le donne ha riguardato un terzo delle donne
      che vivono in Italia: sono, infatti, 6 milioni e 743 mila (il 31,9 per cento) le donne vittime di tali violenze nel
      corso della propria vita (Prospetto 1.1).
      Tra queste, quasi 4 milioni di donne hanno subito violenza fisica (il 18,8 per cento, il 16,0 per cento se si
      esclude la sola minaccia di violenza) e circa 5 milioni (23,7 per cento) hanno subito violenza sessuale. Se fra le
      violenze sessuali si considerano solo lo stupro e il tentato stupro, la percentuale di vittime è pari al 4,8 per cento,
      che corrisponde a oltre un milione di donne […]

      Quanto alle trasmissioni d’intrattenimento televisivo non le guardo da tempo immemorabile, ma non ho mai letto sulla stampa quotidiana (o sentito per radio) casi di utilizzazione umiliante del corpo maschile. Fanno eccezione solo occasionali interviste brevi (e provocatorie) che ridicolizzano il contenuto (?!?) del cervello dei soggetti intervistati. Comunque sono trasmesse (ovviamente) con il consenso degli interessati.

      • 6

        Five said,

        Per quanto riguarda la violenza sulle donne: è un problema serio, ma alcuni dati lasciano alcuni dubbi (come dice la stessa femminista Pizzey), cosa che comunque non rende le cose meno gravi. Ma soprattutto, seppur in maniera minore, esiste anche il problema opposto che non è meno grave anche se, secondo i media maschilisti, la cosa sarebbe giusta e addirittura divertente. In più esiste anche la violenza sui bambini le cui principali protagoniste, che ovviamente spesso vengono giustificate, sono proprio le donne, anche se i soliti media maschilisti ne parlano pochissimo sottolineando solo i casi che vedono colpevoli gli uomini. In questo caso comunque si parla di casi isolati che non hanno nulla a che fare con sessismo, razzismo e via dicendo. Se una donna mi spacca una sedia in testa, è un problema mio (Andrea) e suo (un nome a caso, Roberta), non dei maschi e delle femmine. Sono le femministe estremiste che vogliono fomentare una ridicola guerra dei sessi utilizzando ogni mezzo per far sì che le donne odino gli uomini come me e lei, facendoci passare tutti per dei misogini il cui unico scopo della propria vita è distruggere il genere femminile, cosa ovviamente non vera. Semmai stanno ottenendo l’effetto contrario, ossia mettere gli uomini contro le donne.
        http://it.wikipedia.org/wiki/Erin_Pizzey

        A proposito delle femministe radicali e della violenza sulle donne… E lo dice una donna femminista.

        Per quanto riguarda il resto, lei sui media non ha mai notato casi di umiliazione del corpo maschile che comunque esistono (e tutto ciò viene considerato come una cosa positiva, segno dei tempi… mi riferisco all’uomo oggetto), ma se sta più attento, noterà cose ben peggiori.

        Dia una controllatina a questo sito che raccoglie un po’ di materiale “femminista”…

        http://razzismodemocratico.blogspot.com/2008/02/questo-post-incisivo.html

        Poi potrei postare altri 1000 link, ma ho problemi con la chiavetta.

        Provi, per esempio, a cercare qualcosa su Internet a proposito delle “scarpe superiori per il sesso superiore”. O delle magliettine che tempo fa vendevano negli Usa che insultavano gli uomini in generale, ma soprattutto i bambini maschi considerati più stupidi e scemi delle bambine. Pensi che bello per un bambino crescere in questa maniera… Ma soprattutto immagini cosa sarebbe successo a parti invertite? Io sarei curioso di fare un esperimento a proposito…

        Ripeto, io farei volentieri a cambio. Uomini velini e usati come oggetti sessuali e articoli di giornale che considerano le donne inferiori ed errori genetici. Dove devo firmare? Ovviamente esagero, io il sessismo, così come qualsiasi altra forma di discriminazione, lo eliminerei all’istante, ma soprattutto anche le donne non se la passano bene e da, questo punto di vista, le sostengo. Il problema però è che alcune persone (sempre meno) sono poco informate, anche perchè ciò viene considerato tabù, sul problema opposto che purtroppo esiste… e questo lo confermano pure molte donne, alcune di queste addirittura femministe. Io riconosco gli episodi di maschilismo e li condanno, ma allo stesso tempo mi informo e noto che esiste anche il femminismo estremo… Sarebbe ora, cosa che in parte sta succedendo, è questione di tempo, che anzichè parlare di discriminazione ai danni delle donne o degli uomini, di femminismo e maschilismo, ecc ecc… si parlasse di umanismo e che tutti (maschi e femmine) scendessero in piazza contro il sessismo. La storiella della società maschilista, delle donne uniche discriminate, del Mondo a misura d’uomo (maschio), è una favoletta che ormai sfiora il patetico e il ridicolo. Stiamo tutti nella stessa barca e l’obiettivo, come detto prima, è creare malumore tra i due sessi…

  3. 7

    babboferro said,

    Gentile Five. Rispondo per pura cortesia al Suo post ma non interverrò più, considerato che il blog di Aria e Ste non è nato certo per trattare tali argomenti.

    Ho letto con attenzione i link da Lei proposti, ma non ho trovato nulla sul maltrattamento di uomini adulti da parte di donne. Forse ho visto male.

    Nel primo link si tratta di maltrattamenti di madri contro i figli (61%), maggiori quindi di quelli degli uomini contro i figli stessi. Non si portano materiali e metodi relativi alla rilevazione, quindi la valutazione mi pare difficile, visto che negli USA è più frequente (sicuramente oltre il 61%) che i minori siano affidati alle madri.

    Il secondo link porta una serie di prese di posizione di vari personaggi italiani più o meno noti sulla questione delle coppie separate. Rispettabili – per carità – come ogni opinione. Infastidisce un po’ il banner che offre incontri con donne di colore.

    È stato un piacere. Addio.

    • 8

      Five said,

      Esistono, addirittura tempo fa su Matrix si parlava di una donna che ha tagliato il pene al proprio uomo. Ovviamente nella maggior parte dei casi succede il contrario, ma mi pare superfluo sottolineare che ciò sia determinato da una maggiore forza fisica maschile. Se le donne fossero tutte alte 2.50, esisterebbe il problema inverso. Per quanto riguarda le madri e i bimbi, tutto vero, però la tv maschilista ne parla di meno e quando lo fa, cerca di giustificare certe violenze ai danni di creature povere e indifese come i bambini. E a proposito, trovo patetico e ridicolo – infatti se fossi donna mi offenderei- mettere sullo stesso piano le donne (persone adulte e forti, a parte qualche cm e kg in meno rispetto a noi uomini) e i bambini. Ma più che altro, io volevo farle notare che nei media ad essere discriminati siamo in due. E non solo il genere femminile, come si sente spesso da più parti e come ha scritto Aria in questo post, parlando addirittura di donne rappresentate come delle fesse inferiori agli uomini. Non scherziamo. Ma tant’è… Per quanto il banner, il sito non è mio. Addio…


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