cambio digestione

Anche nel mio piccolo universo golfista ci sono stati dei cambiamenti di non poco conto. Non è cambiata la mia posizione contrattuale, lavoro 5 giorni alla settimana, sempre tramite agenzia. E’ cambiata però la gestione del ristorante.
H., la titolare del catering (di cui già si era parlato in questa sede) se n’è andata, forse verso un altro ristorante da gestire, o forse in Trentino, a continuare la “via del vino”, come mi aveva accennato una volta (a giudicare dal pallore costante delle sue gote, direi che questa è la più probabile).
J., il giovane aiuto cuoco, ha appeso il mestolo al chiodo ed è andato a lavorare dietro al bancone di un coffeeshop di proprietà del cognato, nel Jordaan ad Amsterdam.
M., il cuoco egiziano, da lunedì è senza lavoro, in compenso ha una moglie casalinga e due figli di 5 e 7 anni. Parla solo olandese, ma ogni volta che gli ho chiesto cosa avrebbe fatto “dopo”, mi ha sempre risposto con un sorrisone e con la frase “no work, no car, no home”. Ho pensato anche di offrirgli il mio lavoro, ma il sorriso che sfoggiava mi ha sempre fermato. E credo che me ne avrebbe parlato, qualora ne avesse avuto bisogno.
I camerieri sono rimasti gli stessi, mentre è arrivato il nuovo capo catering, il cuoco e un aiuto cuoco. E assieme a loro è arrivata l’entità “nuova gestione“.
Il fenomeno si manifesta con l’introduzione “a tutti i costi” di innovazione. Si cambiano i metodi assieme alle tazzine, tutto nuovo. Così un centinaio di tazzine da caffè e da cappuccino bianche vanno ad accatastarsi in cantina per lasciare spazio ad altrettante tazzine, tutte in vetro con la scritta caffè Kimbo, Napoli. Il caffè sarà pure buono, ma le tazzine ora vanno asciugate una ad una per evitare aloni così evidenti da essere visibili al buio. I piattini altrettanto, con l’aggravante di essere aerodinamicamente perfetti, ma difficilmente impilabili. Dettagli. Il resto dei piatti nuovi non si comporta male, ma quelli vecchi sembravano non volere andare in cantina, da quanto pesavano mentre ce li portavo.
I metodi sono molto più precisi rispetto alla gestione precedente, con l’istituzione del carrellino per mettere le cose sporche, il cestino per le posate sporche e uno per i “porta salsa”. I porta salsa hanno svoltato, guadagnandosi un cestino tutto per loro. Direttamente su richiesta del capo. Paraculati.
Il posto che per anni è stato adibito ad appoggiare le cose sporche è ora da “tenersi SEMPRE pulito e libero”. Assurdo, ha svoltato anche lui, mentre la macchina spremiagrumi ha perso una posizione ed è finita accanto ai freezer al piano di sotto. Gli stracci vecchi sono andati in pensione e sono arrivati dei fantastici panni bianchi per il bar e blu per la cucina.
Il capo, che sembra un precisino, ma meno stronzo della precedente capa, mi parla molto spesso per chiedere di spostare cose, ma ha dimostrato di avere pazienza e senso dell’umorismo, quando mi sono presentato con gli stracci nuovi per il bar, appena lavati e asciugati, ma di un imbarazzante colore azzurro puffo.
B. mi ha sorriso mentre io dimostravo dispiacere per l’errato lavaggio e lui mi rispondeva sorridendo “oh, tranquillo, adoro il blu!”. Evvai!
I miei due nuovi “colleghi di cucina”, W. e S., sembrano tipi tranquilli e anche divertenti a vedersi, tanto è corpulento il cuoco W. (sui 35), e tanto è piccolo, di età, statura e peso corporeo l’aiuto cuoco S (17 anni, direi). Oggi mi hanno chiesto alle 15.30 se volessi mangiare. Ho declinato, ma alle 17.30 me l’hanno chiesto di nuovo. Questa volta ho accettato e mi è arrivato un pezzo di carne che sprizzava sangue se sollecitato col coltello. Non sono per la carne COSI’ al sangue ma non è la prima volta che mi arriva una bistecca così poco cotta, agli olandesi piace così, mi han detto. Appena entrerò in confidenza con i cuochi gli farò notare che preferisco la carne “ben cotta”. Non la cucineranno mai quanto vorrei ma mi risparmierò almeno la vista di quel sangue zampillante. Se poi ci avvicinassimo, chessò, almeno alle 19? Cambio digestione.

|Ste|

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9 Risposte so far »

  1. 1

    Paolo Barbana said,

    Ogni volta che leggo i tuoi post mi stupisco di quanto sei attento ai dettagli, è strano perchè nel periodo in cui ci frequentavamo più assiduamente non avrei mai pensato che fosse così forte in te questo spirito d’osservazione, ma mi piace scoprirlo e son contento… chissà sarà l’aria olandese o quella santa dell’Arianna che tira fuori il lato migliore di te ;)

    In ogni caso continua(te) così, a prendere quante più cose da quest’esperienza e ad affrontarla sempre col sorriso sulle labbra :)

    un italico abbraccio :)

    • 2

      Aria said,

      Ancora più bello scoprire che ci sono uomini sensibili ai piccoli cambiamenti delle persone che li ‘circondano’.
      Personalmente ho solo il merito di aver scelto un ottimo esempio di uomo, di compagno; sarà perché sono stata ‘viziata’ dall’esempio paterno..

  2. 3

    manu said,

    I tuoi racconti sono sempre molto spassosi e, conoscendoti bene, riesco anche – nelle diverse situazioni – ad immaginare la tua mimica facciale!
    Bravo Ste!

  3. 4

    babboferro said,

    E già, Ste. Tra orari improponibili e carne da “Venerdì 13” rischi di essere sempre più “ingolfato” (hehe … scusami, ma non resistevo alla battuta).

    E il fedele Rex che fine ha fatto? Se ne va in Trentino al guinzaglio della padrona o è stato messo in freezer per essere riciclato di nuovo?

  4. 5

    ottimo. spedirò a pranzo in Olanda la mia morosa allora, nota per mangiar sangue con carne più che carne al sangue :)

  5. 6

    Livio Comisso said,

    ciao

  6. 7

    Marco said,

    Beh è un po che questa gestione è cambiata – un parere a caldo? è migliorato o peggiorato l’andazzo ripetto a prima?

  7. 8

    Cristian said,

    Ho letto di nuovo quest’articolo dopo qualche giorno. Vuol dire che sono diventato fedele al blog ? :)

    • 9

      Aria said,

      .. dovresti leggere anche gli altri articoli per essere definito ‘fedele’, ma forse quest’articolo ti colpisce particolarmente per la competizione di caffè (tutta italiana, a quanto pare)..


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