Zaanse Schans en de griep

[Zaanse Schans e l’influenza]

Gli ultimi visitatori non solo hanno rispettato i taciti (?) accordi pro-ospitalità, ma ci hanno stupito con proposte di itinerari nuovi, tutti da scoprire. Che felicità!! Noi, che forse ci stavamo impigrendo (oggettivamente no, ma ci sta nel racconto) negli itinerari conosciuti, spronati da 2 veri turisti alla scoperta della folkloristica Olanda. La destinazione: Zaanse Schans, un paesino molto particolare ad una quindicina di chilometri a nord-est di Haarlem.
Il paesino di una quarantina di case, coloratissime, abitate o usate come piccoli laboratori/negozi, si sviluppa in un reticolato di stretti canali artificiali che separa i vari terreni; nei più piccoli ci sono delle spettacolari casette con proporzionato giardino o orto; nei terreni più ampi pascola il bestiame. All’esterno del paese, arrivandoci, c’è da rimanere a bocca aperta per 2 motivi: l’intenso profumo di cioccolato, cacao per essere precisi, che avvolge l’intera zona (per la fabbrica di cacao e cioccolato che sta dalla parte opposta del canale) e per i 5 mulini sulla sponda del canale dietro alla quale si trova Zaanse Schans.

Abbiamo visitato (rigorosamente a piedi noi turisti, mentre ai poveri ed un po’ impazienti -giustamente- residenti è concessa la bicicletta) l’intero paesino attraversando ponti e campi, abbiamo pranzato all’olandese in uno dei ristoranti all’interno di Zaanse, abbiamo assistito alla spiegazione con dimostrazione di come si fanno i famosi zoccoli di legno olandesi artigianalmente e poi ci siamo spinti fino all’ultimo mulino. Bellissimo!! E il clima ci ha aiutato.. all’olandese, s’intende. Alla partenza sole e vento: meglio di così non si può avere, quindi benissimo; ma poi, qualche spruzzetto di pioggia e vento, sempre parecchio vento. Fortunatamente alla fine, il sole è ricomparso, quindi non ci siamo proprio bagnati, ma forse tanto è bastato, e magari anche il freddo ha aiutato, per stendere (nel senso letterale del termine, dati i 2 giorni a letto) prima la sottoscritta e poi Ste. Ebbene sì, abbiamo preso l’influenza!! Io ne sto uscendo e Ste.. sta ancora verificando che il letto sia confortevole.
La domanda sorge spontanea: essendo noi italiani, ma da 8 mesi in Olanda, in quei giorni in compagnia di italiani, quale influenza ci siamo presi? Quella italiana o quella olandese?

Un ringraziamento di cuore a Luca e Manu per i doni, le nuove scoperte e le passeggiate/biciclettate; purtroppo mancava 8 (il gatto di Luca -non credevo che avrei mai detto queste parole-), che avevo richiesto per qualche giorno solo per far sapere al topo che all’occorrenza un gatto lo troviamo.

|Aria|

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6 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Cara Arianna, nel post precedente si è parlato di globalizzazione.
    Ben poco è più globale dell’influenza; dall'”Austrialiana”, alla “Coreana”, alla “Cinese” ecc. Discusse ricerche recenti parlano di contagio attraverso i blog(s). Ovviamente è una balla inventata da me.

    La bevanda al cacao, che all’epoca si chiamava semplicemente “cacao” e, solo più tardi, è diventata “cioccolata calda”, era una golosità da piccoli.

    L’unica che conoscevo da piccolo (anni ’50) era quella preparata con il cacao in polvere “Due vecchi”. Veniva preparata nelle grandi occasioni: si prendeva in dispensa il barattolo di latta con l’etichetta raffigurante i due vecchini (della Venchi Unica, poi Talmone), con corredo di capelli bianchi. Si stemperava la polvere nel latte caldo ed era fatta.

    Non ricordo un gusto particolarmente esaltante, invero, ma tanti anni sono passati e forse gusti più forti abbiamo sentito e/o ricordiamo.
    Certamente la cerimonia era importante per la sua rarità; specialmente per i piccoli come me, abituati a latte da solo o con poco “caffè” d’orzo o di cicoria (scatoline piatte di legno con l’orgogliosa scritta “vero caffè con vero Franck” e tanto di leone sul coperchio, anche se non era caffè).
    Il caffè vero si andava a comperare a cinquanta/cento grammi alla volta e non era per noi “ragazzi”: il negoziante aveva modi da spacciatore.

    Negli anni ’60 il cacao in polvere per bevanda si è diffuso molto, specie quello olandese. Dovunque c’era il “Douwe Eegberts” (se non cito male): ottima miscela e facilmente disponibile; originario di Haarlem, mi pare.
    Oggigiorno trovi in qualunque bar almeno dieci preparati diversi.

    Mi rendo conto di essere un tipo fastidioso e fissato. Non so da quanto tempo non bevo più cacao o “cioccolata in tazza” (come si diceva nelle commedie di Carlo Goldoni e si dice ancora al caffè “Florian” di Venezia).

    Mi piacerebbe ancora berlo, magari in Olanda o al caffè “Florian”.

  2. 2

    manu said,

    Ciao ragazzi,
    non c’entra con questo articolo, ma volevo dirvi che siete prossimi alle 10.000 visite al Vostro blog.
    Una bella soddisfazione!
    Bravi cuccioli, continuate così.
    Tanti baci

  3. 3

    Luca, Manu & 8 said,

    Oilà Carissimi Olandesi influenzati di non si sa bene quale ultimo modello di influenza, come va oggi? Un po’ meglio? Alla fine noi crediamo che il tutto sia stata solo una messa in scena per avere la scusa per sudare…..alla fine dato che quest’estate vi siete beccati le miti temperature olandesi fareste di tutto pur di poter sudare….
    Prima di tutto volevamo ricambiare i ringraziamenti. Sia per l’ospitalità nella vostra bellissima casetta olandese ad Haarlem che per tutto il resto, dalla compagnia al cibo [che è stato quasi più olandese che italiano….il che ha soddisfatto le mia richieste e speranze], passando per la fantastica biciclettata fino al Mare del Nord.
    Venirvi a trovare in Olanda è stato davvero davvero bello sia perché ci ha fatto moltissimo piacere ri-vedervi di persona e poter constatare che, nonostante le mille difficoltà dovute alla lingua e al fatto di essere in uno stato straniero, ve la state cavando davvero alla grandissima sia perché visitare la verde e ciclabile Olanda ogni tanto ci fa davvero bene. Chissà che prima o poi anche noi non si finisca per ripercorrere le vostre orme…..fosse per me [Luca] si sarebbe già lì, ma Manu deve ultimare gli studi qui a Venezia e quindi si vedrà.
    Unico piccolo neo, se proprio lo si vuole andare a trovare, è stato un po’ il meteo. Cioè tutto sommato ci è andata di lusso, ma io mi attendevo un po’ più di vento [intendo per tutti e 4 i giorni] e magari delle temperature un po’ più rigide o vicine alle media stagionali. Ma, come si usa dire, “non tutte le ciambelle escono con il buco” e quindi bisogna sapersi accontentare. La pioggia c’è stata, sabato soprattutto, e anche il vento forte ci ha tenuto compagnia per due giorni, sabato e soprattutto domenica, quindi direi che proprio così male non è stato. Ma lo sapere che Luca vorrebbe sempre vento e freddo….

    I posti visti e scoperti insieme sono stati belli. Bloomendal aan zee [se l’ho scritto giusto] è stato un bel giro in bicicletta nonostante deviazioni e progetti non seguiti alla lettera. Zaanse Schans è stata una bellissima scoperta sia per il fatto di aver potuto vedere un tipico villaggio olandese che per il vento che ci ha tenuto compagnia per tutta la giornata regalandoci dei mulini a vento in azione.
    Anche Haarlem è stata una bella scoperta. Io e Manu non ci eravamo mai stati nelle nostre precedenti gite in terra olandese e quindi poterla scoprire e girare con voi due, oramai perfetti olandesi, ha reso la cittadina [o città dato il numero di abitanti?] molto carina ed affascinante.
    A me e Manu, 8 ancora non c’è stato e quindi non può esprimersi ma apprezzerebbe parecchio sia per il verde abbondante che per gli amici topi, l’Olanda è sempre piaciuta e quindi avere voi due là in pianta stabile è uno stimolo sia per programmare già da ora prossime visite [un nuovo conto alla rovesci su Skype??] sia per “usarvi”, se dovesse capitare in un prossimo futuro lavorativo, per avere tutte le notizie e le informazioni necessarie per diventare come voi perfetti cittadini olandesi.
    A me [Luca] manca tornare nella parte Nord dell’Olanda, quella per intenderci dopo la grande diga, a visitare quei luoghi che tanto mi garbarano quando li visitai con i miei genitori nel lontanissimo 1996. Groningen, Assen ed Heerenveen meritano di essere rivisti e quindi, miei cari olandesini, siete avvisati: quando torneremo, perché torneremo a farvi visita, una gita al di là della grande diga nell’Olanda verde e vera direi che è d’obbligo. Ok?

    Per quanto riguarda la nostra libera interpretazione della vostra lista beh direi che tutto sommato non abbiamo fatto nulla di che. Conoscendovi e sapendo che i cibi italiani vi mancano un pochino non potevamo non sfruttare l’opportunità di avere un bagagli in stiva a testa e quindi….
    Cara Arianna, leggere che 8 ti è mancato è stato davvero davvero incredibile!!! Cioè ancora io [Luca] stento a crederci perché dopo tutto 8 ha un caratterino particolare, se così si può dire, e dopo essere stato a casa tua e di Ferruccio in occasione di un Natale di qualche anno fa, non avrei mai creduto di leggere qualche cosa di simile…..e poi tutto per un piccolissimo topolino. Comunque se mai il vostro ospite dovesse ripresentarsi credo che convincere 8 a venire qualche tempo da voi non dovrebbe essere impresa impossibile, dopotutto anche se mangiasse solamente gli avanzi dei vostri pranzi olandesi così male non gli andrebbe, quindi….

    Detto questo, vi ringraziamo ancora tantissimo per l’ospitalità e per tutto quanto.
    Speriamo di rivedervi presto così da poter continuare con profitto il corso di olandese che si è intrapreso in questo fine settimana.
    Un abbraccio grande grande e un bacione a voi due qui dall’Isola delle Foche.
    Daag!!
    Luca, Manu & 8 [tutti e 3 prontissimi a diventare olandesi anche da domani…..]

    P.s. Un grazie di cuore ancora anche al Carissimo Ferruccio che rischiò la galera in Francia per recuperare un vasetto di marmellata al pompelmo. Grazie ancora davvero Ferruccio!!! In cambi ti si può sempre offrire una fantastica cioccolata in tazza qui al Florian…..

    • 4

      babboferro said,

      Grazie dell’invito LM&8!

      Lo acchiappo al volo. Appena è pronta la marmellata di pompelmi rosa mi faccio vivo per una domenica a Venezia. Grazie ancora.

      • 5

        Luca, Manu & 8 said,

        Ok ok Ferruccio.
        Noi ti si aspetta a braccia aperte per questo scambio di cibi. Prima di dover bere la cioccolata in tazza con tanto di stivali ascellari, terremo controllate le previsioni di marea così da evitarci gite in gommone in Piazza San Marco.
        Sarebbe davvero bello bersi una cioccolata in tazza in Piazza San Marco e poi……c’è sempre una prima volta.
        Ah, ovviamente si offrirà noi.
        Ok?
        Attendiamo le date papabili.
        Buona serata e a presto
        Saluti da un Isola delle Foche sotto una pioggia fitta fitta.
        cià
        Luca, Manu & 8

  4. 6

    Marco said,

    Sono il decimillesimo visitatore, ho vinto qualche cosa?


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