pietro non torna indietro

Weekend diverso. Lo si era capito già dalla partenza di Arianna per l’Italia. La prima volta che rimango solo nella nostra piccola ma accogliente casetta, la prima volta  in cui Aria rivede la sua casa italiana, che ora le sembra ragionevolmente immensa. Così mi sono organizzato per andare a trovare Pietro a Tilburg. Pietro è un mio conterraneo e sei anni fa ha deciso di partire per l’Olanda. Ora parla molto bene l’olandese, insegna musica privatamente, ha un gruppo chiamato Zwarte Kat (si, “gatto nero”) e vive a Tilburg, 30 chilometri da Eindhoven, 10 dal confine con il Belgio. Sicuramente un esempio per me di come si possa cambiare nazione e vita e, fin dal primo pensiero della partenza, un riferimento e un numero di telefono olandese che risponde in italiano, cosa non da poco.
Così ieri pomeriggio sono salito sul treno che da Haarlem porta a Den Haag (l’Aia) e da lì a Tilburg, passando per Rotterdam. Pietro è venuto a prendermi con l’automobile in stazione e, dopo esser passati per il supermercato, ci siamo diretti a casa sua.
Non ci vediamo così spesso (2 ore di treno non sono poche, del resto), ma quando ci incontriamo c’è sempre un pranzo o una cena di mezzo. Da veri italiani, inoltre, ci impegniamo molto e mai ce la caviamo con una pasta al burro. Così la scorsa volta gli preparai la pizza, mentre in quest’occasione Pietro ha dato il meglio di sé per uno spettacolare risotto ai funghi porcini. La sera l’abbiamo trascorsa a chiacchierare e a commentare le notizie italiane, i vari lodi per salvare il culo al Presidente del Consiglio (ma, visti gli innumerevoli tentativi, passati e futuri, per sfuggire alla legge, sarebbe forse più corretto chiamarlo “Presidente Coniglio”), e tutte le notizie di cui gli italiani sono assuefatti, e dalle quali Pietro è riuscito a fuggire.

Post scritto una settimana fa, ma mai completato. Ora lo finisco e pubblico. Roba oramai vecchia? Mia nonna dice che un giornale, anche se vecchio di mesi, è comunque “nuovo” per chi non lo ha letto.

Weekend diverso. Lo si era capito già dalla partenza di Aria per l’Italia. La prima volta che rimango solo nella nostra piccola ma accogliente casetta, la prima volta  in cui Aria rivede la sua casa italiana, che ora le sembra ragionevolmente immensa. Così mi sono organizzato per andare a trovare Pietro a sud.
Pietro è un mio conterraneo e sei anni fa ha deciso di partire per l’Olanda. Ora parla molto bene l’olandese, insegna musica privatamente, ha un gruppo chiamato Zwarte Kat (si, “gatto nero”) e vive a Tilburg, 30 chilometri da Eindhoven, 10 dal confine con il Belgio. Sicuramente un esempio per me di come si possa cambiare nazione e vita e, fin dal primo pensiero della partenza, un riferimento e un numero di telefono olandese che risponde in italiano, cosa non da poco.

Così sabato pomeriggio sono salito sul treno che da Haarlem porta a Den Haag (l’Aia) e da lì a Tilburg, passando per Rotterdam. Pietro è venuto a prendermi con l’automobile in stazione e, dopo esser passati per il supermercato, ci siamo diretti a casa sua. Non ci vediamo così spesso (2 ore di treno non sono poche, del resto), ma quando ci incontriamo c’è sempre un pranzo o una cena di mezzo. Da veri italiani, inoltre, ci impegniamo molto e mai ce la caviamo con una pasta al burro. Così la scorsa volta gli preparai la pizza, mentre in quest’occasione Pietro ha dato il meglio di sé per uno spettacolare risotto ai funghi porcini. La sera l’abbiamo trascorsa a chiacchierare e a commentare le notizie italiane, i vari lodi per salvare il culo al Presidente del Consiglio (ma, visti gli innumerevoli tentativi passati e futuri per sfuggire alla legge, sarebbe forse più corretto chiamarlo “Presidente Coniglio”?), e tutte le notizie di cui gli italiani sono assuefatti, e dalle quali Pietro è riuscito definitivamente a fuggire.
Grazie a Skype (dovremmo fare un post solo per tessere le lodi di questo meraviglioso mezzo, che ci sta facendo risparmiare molti soldi e un po’ di nostalgia dei nostri cari), ci siamo poi video-collegati con l’Italia, precisamente con casa di Aria, dove c’erano anche Tedy e Klara, dando vita ad una piacevolissima connessione “italoslovenolandese”.

Ho dormito su un materasso messo a disposizione da Pietro e la mattina successiva sono stato riaccompagnato in stazione dopo una rifocillante colazione italiana (Pietro, dalle abitudini ormai nordiche, aveva esposto anche della maionese che è rimasta a guardare noi bere un buon cappuccino con delle appelflappen, sfogliatine alla mela).
Pietro doveva impartire le lezioni domenicali fino a sera e io avevo in programma un tranquillo pomeriggio di ozio disordinato.

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    manu said,

    Ho commentato il vostro collegamento via Skype con Tedy l’altro giorno (ero a fare benzina da lui). E’ rimasto molto soddisfatto della cosa ed ha apprezzato molto la sorpresa.
    Bravi come sempre!


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