una piccola Roma

Il papino (immagine da macchianera.net)

Il papino (immagine da macchianera.net)

Sabato siamo stati al corso di olandese (da un paio di lezioni siamo rimasti gli unici due coraggiosi partecipanti), e lì abbiamo saputo della manifestazione pro libertà di stampa che si sarebbe tenuta poche ore dopo in quel di Amsterdam, a 10 minuti di tram dalla sede del corso.
Continuando a seguire le vicende italiane, continuandoci a stupire ed indignare per ciò che la politica italiana continua a partorire, notando ogni giorno di più la differenza tra Italia e Olanda e non potendo essere presenti alla manifestazione di Roma contro le recenti follie del rinomato Silvio, ho deciso che avrei partecipato. Così ho raggiunto il gruppetto, una quarantina di persone, in Keizersgracht, davanti all’istituto per la cultura italiana ad Amsterdam. Qui alcuni ragazzi italiani facevano domande e segnalavano le anomalie italiane a livello di editoria e televisioni ad una parlamentare europea di Groene Links (Sinistra Verde, un partito olandese), molto simpatica, disponibile e intenzionata a portare il problema al parlamento europeo. Dopo un’ora di dibattito in strada, la parlamentare ha salutato e promesso di far sapere qualcosa al più presto, poi si è allontanata in bici costeggiando il canale. Il gruppetto si è messo in marcia verso Leidsestraat, dove abbiamo distribuito alcuni volantini sia in inglese che in olandese ai passanti che guardavano interessati lo striscione che apriva il piccolo corteo: for free media in Italy. Ho conosciuto alcuni ragazzi “scappati” dall’Italia, con cui ho scambiato qualche chiacchiera e il numero di telefono. Non eravamo in molti nella piccola Leidseplein, ma ci siamo sentiti vicini tra noi e vicini a chi era in Piazza del Popolo.

da youreporter.it

da youreporter.it

|Ste|

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1 Response so far »

  1. 1

    babboferro said,

    L’immagine un po’ patetica di uno sparuto manipolo di italiani dimostra in Olanda per ottenere civiltà in Italia è sconfortante. Cosa tocca fare!

    Mi vengono in mente gli anarchici, che avevano trovato rifugio agli inizi del secolo scorso in Svizzera. In fondo non facevano grandi cose, cercavano giustizia. Certo, alcuni facinorosi (ma vai poi a sapere se fossero anarchici o infiltrati) cercavano a volte di far fuori qualche regnante o qualche principe, ma facevano poco danno. Gli attentati, quando riuscivano, facevano fuori solo l’odiato despota; il più delle volte non ci riuscivano nemmeno e magari moriva solo l’inesperto attentatore.

    Avvicinandosi però le nubi minacciose della prima guerra mondiale, la ‘democrazia’ svizzera pensò bene di liberarsi di loro rispedendoli a casa (= in galera) pur di mantenere la sua lucrosa non belligeranza. Gli anarchici erano contrari alla guerra. Ufficialmente anche la Svizzera lo è sempre stata, ma con ogni guerra ha aumentato la sua ricchezza, guarda caso.

    C’era una canzone anarchica dell’epoca che commemorava il fatto e recitava così: ” … addio Lugano bella, gli anarchici van via/cacciati senza colpa dalla democrazia …”.

    Per fortuna non andrà così per i coraggiosi manifestanti di sabato. Finchè pagano le tasse in Olanda non verranno mandati a casa con il marchio di “comunisti”, “grillini”, o qualcosa del genere. Per la cronaca, Beppe Grillo si è dissociato dalla manifestazione.


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