biciclette e poliglotti

dall'altro lato della stazione

dall'altro lato della stazione

La scorsa mattina sono stato chiamato dall’agenzia per andare in una zorg huis, a svolgere il mio ormai solito lavoro di lavapiatti in tour. Così, verso le 11 vado in stazione per prendere l’autobus 75, che mi porta verso Ijmuiden, a nord di Haarlem. Mentre attendo il bus, assieme a una mezza dozzina di persone, perlopiù giovani studenti, voglio dare un’occhiata al cartello che descrive i lavori in corso che da qualche tempo impegnano il piazzale antistante la stazione centrale. Scopro che stanno lavorando ad un parcheggio sotterraneo, in grado di ospitare 5500 biciclette. Più 1200 al piano superiore. Rimango stupito e impressionato, pensando anche al parcheggio esterno già presente dall’altro lato della stazione , visibile nella foto.

Il 75 arriva e salgo. In perfetto olandese mi esprimo con le quattro o cinque parole che servono a comunicare la mia destinazione. L’autista ci pensa un po’ su, poi timbra 3 strisce della mia strippenkaart. Arrivo alla casa di riposo ed entro nel solito atrio scintillante che le accomuna tutte. Mi accompagnano alla stanza dove ci si cambia, e indosso dei pantaloni a scacchi azzurri e bianchi e un camice simil-cuoco. Li raggiungo in cucina, mi informano che c’è la pausa sigaretta e che devo parteciparvi. Dopo una decina di minuti andiamo nella stanza della lavastoviglie. Un parallelepipedo lungo 5 metri dove le cose entrano sporche ed escono pulite e calde. Alla lavastoviglie con me c’è una signora arzilla di stile un po’ metal, con dei tatuaggi visibili su entrambe le braccia. Lei parla solo olandese e, quando deve comunicare con me, lo fa parlando tranquillamente. Io capisco una parola ogni cinque, ma spesso basta a intendersi. Io cerco di comunicare meno possibile, ma quando lo faccio mi sforzo e riesco a metter in fila qualche parola. Con cuochi e altri aiutanti parlo in inglese, finchè quella che sembra essere la capo reparto, vieta (con il sorriso) a tutti di parlarmi in inglese. È per il mio bene, lo so, e cerco di stare al gioco ma qualche volta, di nascosto da lei, chiedo traduzioni prima di impazzire.
Durante la pausa pranzo una signora si avvicina e mi chiede conferma sulla mia italianità. Mi chiede se “hablo español”, lei è argentina ma sposata con un olandese, così ci facciamo quattro chiacchiere in spagnolo, più che altro sulla mia avventura di immigrato. Tutti ci ascoltano e guardano un po’ straniti, e io provo un po’ di gioia nel vedere finalmente loro incapaci di comprendere un mio discorso.

Alla fine della giornata mi rendo conto che, visto che continuo a pensare in italiano, oggi ho fatto i conti con ben 4 lingue. Altroché riposo!

|Ste|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    Macs said,

    Quando te se renderà conto che te pensi in olandese, xè fatta. Te vederà prima o poi succederà quando te mastighi un poco la lingua un giorno te se rendi conto che la notte prima te gà sognà in una lingua che no xè la tua. E te ga più o meno capì qualcosa del sogno.

  2. 2

    manu said,

    Essendo fortemente negata per l’apprendimento delle lingue, tutti questi racconti per me sono a dir poco …. scioccanti!
    Ribadisco che siete bravissimi!!!

  3. 3

    Antonino said,

    ciao
    è possibile avere un vostro contatto email,vorrei chiedervi due-tre anche quattro :) cose
    mitici
    ciao ciao


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