Cose da donne e non solo

In tutta Olanda fiorisce il mercato dell’usato nei campi più disparati: dai mobili ai vestiti, dalle stoviglie ai libri, dall’arredamento alle biciclette; ovviamente ci sono i negozi ‘di firma’, ci sono centri multimarca, ma i piccoli negozi (evidentemente a conduzione familiare) dell’usato sono tanti ed affascinanti. Ci trovi di tutto e sembra che ogni oggetto abbia la propria storia, il proprio vissuto.

Rispetto all’Italia e senza dati alla mano, rilevo un costo della vita sensibilmente maggiore, che può essere però diminuito dalla ‘brava/o ed informata/o massaia/o’ (esiste al maschile?) che conosce i posti giusti ed approfitta delle facilitazioni o delle offerte, che sono frequenti. I negozi che seguono le mode stagionali saldano la merce poco prima della fine di ogni stagione, quindi 4 volte all’anno, ed essendo di breve durata i saldi sono da subito convenienti. Potrebbe sembrare un atteggiamento consumista (e forse lo è), ma dà molto movimento al mercato.
Nei supermercati, oltre al recupero delle bottiglie di plastica e conseguente ‘recupero del costo’ sulla spesa, si trovano delle offerte ‘famiglia’ vantaggiose per i nuclei familiari medi (la natalità olandese è alta rispetto alla media europea) e degli sconti sui prodotti in scadenza, non solo alimentari ma anche cosmetici.

Chiunque sia residente in Olanda può fare una specie di abbonamento annuale con le NS (Nederlandse Spoorwegen, le ferrovie olandesi), del costo di circa 50€, che permette all’abbonato ed a 3 persone con lui di avere lo sconto del 40% sui biglietti. I trasporti pubblici sono più costosi che in Italia, ma sono decisamente migliori per la qualità del servizio e l’efficienza, quindi è quasi piacevole pagarli.

La prima impressione che ho avuto arrivando in Olanda è stata di un posto in cui prima di tutto vige la regola universale del buon senso del vivere comune; poi arrivano i divieti e le leggi, ma solo dopo che le sensate regole del vivere in collettività vengono seguite dalla maggioranza della popolazione.
Oggi confermo la mia impressione e rifletto su questa grave assenza nel Bel Paese.

|Aria|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    Paula said,

    Vengo in Olanda almeno 2 volte all’ anno e faccio sempre scorta di vestiti perchè li trovo decisamente meno cari, certo non sono firmati ma chi se ne importa! Sono totalmente d’accordo su l’impressione che si prova a vivere lì, mi sembra ci sia molto più rispetto e senso della comunità.
    Le regole sono condivise ed accettate, non vissute come un’ imposizione possibilmente da infrangere.
    Almeno così mi pare ogni volta che vengo lì.

  2. 2

    babboferro said,

    Confesso di essere un vecchio comunista [forse più vecchio che comunista, ma è possibile anche il contrario], ma i popoli ed i paesi hanno una storia che non è giusto dimenticare o, peggio, ridicolizzare.

    Non si può fare finta che non esista la storia [non le favole], anche se scomoda e contraddittoria. Viviamo sulle leggende di Romolo e “Remolo” che fondarono Roma (rilevato da Biagi, che definisce a “Che tempo che fa” di Fazio una “rappresentazione da l’ora del dilettante” l’intervento del sig. Berlusconi di tre anni fa al G8 di Pratica di Mare).

    Nel 1815 fu costituita in Olanda la Monarchia Costituzionale (Grondwet).
    Prima era una repubblica con alterne vicende e con un passato di passaggio (breve) napoleonico. Tutt’ora il sistema politico è costituito da cinque organi collegiali:

    1. Camera dei deputati (Tweedekamer).
    2. Camera del Senato (Eeerstekamer).
    3. Consiglio di Stato (?).
    4. Corte dei Conti (Algemene Rekenkamer).
    5. Difensore Civico (Ombudsman).

    Non molto diversa dall’Italia, in effetti, a parte il difensore civico.

    Il Parlamento Italiano si costituì il 18 febbraio 1861 e fu proclamato il 17 marzo dello stesso anno. La nostra costituzione (tutt’ora vigente) entrò in vigore il primo gennaio 1948. Presidente Enrico de Nicola.

    Da allora molte cose sono cambiate e qualcuno vorrebbe cambiare la Costituzione. Si potrebbe anche fare, ma ci vorrebbe un buon motivo. Non sospetto. Ma è tempo di forti sospetti quando la stampa non è libera come un tempo e c’è un’ ondata “giustizialista”, come con Salazàr.

    Fino al 1958 gli olandesi hanno strappato acqua al mare per creare i loro “polder”; noi abbiamo i tentativi del Polesine. Loro si sentivano (e si sentono ancora) uniti in uno sforzo collettivo. Non credo sia così da noi.

    Forse c’è da fare qualcosa, ma è difficile fidarsi dei “dilettanti allo sbaraglio”. Chi si sentirebbe di affidare loro una centrale nucleare? Io no.


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