Di nuove visite, piccoli traguardi ed ignoto

Sembra un titolo sgrammaticato, ma volevo racchiudere in poche parole i miei pensieri.
Domani arrivano le prossime visite: Anna e Silvia. Come da copione, tutto è già stato organizzato, anche la sistemazione, che per l’eccezionale occasione sarà nella ‘nostra’ ex casa-chiesa. Emozione palpabile dall’Italia all’Olanda e ritorno per una settimana che prevediamo di trascorrere in buonissima compagnia.

Sta per iniziare il mio personale conteggio alla rovescia: tra circa un mese scadrà il mio ridicolo contratto di lavoro che non intendo rinnovare. Tra poco sarò senza lavoro, d’accordo, ma almeno terminerà questa situazione lavorativa frustrante. Non credo sia un aggettivo troppo pesante, perché la disorganizzazione, la superficialità (quando non la mancanza di rispetto) con cui vengono gestiti i rapporti economici e burocratici, l’affettività caricata erroneamente sul ‘lavoro di squadra, quasi come in una famiglia’ (quando sappiamo tutti che il lavoro è lavoro, ci sono altre situazioni e persone a cui legarsi affettivamente), lo sfruttamento del lavoratore, tutti questi atteggiamenti mi hanno fatta ripiombare in Italia.
In questi mesi ho vissuto ad Haarlem con un lavoro a Monfalcone. Me lo sono tenuto stretto perché è stato il primo e l’unico lavoro che ho trovato da quando sono qui, ma comincio a festeggiarne la fine, come un sollievo.

Questo significa anche che sarò disoccupata, ma non ho intenzione di perdermi d’animo. Magari ne approfitto per fare un po’ di ferie e poi mi dedico alla ricerca di un lavoro. Da quando l’ho fatto l’ultima volta sono passati 6 mesi, non ho ancora imparato l’olandese, ma lo capisco più di prima; ed adesso ho più informazioni sul lavoro, sulle agenzie che lo gestiscono, sulle paghe ‘dovute’ (esiste un minimo salariale in proporzione all’età del lavoratore).. Insomma so qualcosa in più, ho qualche contatto in più che intendo approfondire non appena mi libererò ed il futuro prossimo potrebbe anche essere roseo.

|Aria|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    manu said,

    Ok Ari, questa “esperienza” di è servita – come dici tu – a capire alcune cose nel nuovo paese dove vi trovate.
    Sono sicura che – con la grinta e la buona volontà che hai – troverai un lavoro più adatto e sicuramente più gradificante.
    Goditi le nuove visite e la futura gita in Italia.
    Tanti baci

  2. 2

    babboferro said,

    Condivido l’opinione di Emanuela, ribadendo quanto già scritto da me nel blog a suo tempo. Il percorso che stai/state facendo non è molto diverso da quello che sarebbe stato in Italia: paga non dignitosa, datori di lavoro poco corretti, rapporto ‘emotivo’ insensato trattandosi di relazione lavorativa e non affettiva, drammatica ‘sofferenza’ del datore di lavoro nel rinunciare ai ‘suoi’ soldi in favore di ‘estranei’ (ma non eravamo tutti un’unica “squadra”?), organizzazione “familiare” ed approssimativa e così via …

    Se si è tenaci e fortunati, ad un certo punto di questo percorso a qualcosa si arriva: in Italia si conquista il posto “fisso” (che ultimamente molto fisso non è) fino alla pensione; in Olanda all’inserimento definitivo nella realtà sociale del paese (ed in questo caso non serve neanche la fortuna: basta mettersi in regola ed aspettare e sei inserito comunque).

    Quindi coraggio Arianna! Tutto il mondo è paese e tu lo stai scoprendo; anche la mitica serietà olandese (veramente più mitica è quella danese) in certi casi è un ‘fuego de paco’ (fuoco di paglia), come si direbbe in portoghese. A fuoco spento si scoprirà la strada, se c’è. Aspettiamo.

    Tanti auguri di cuore, giovani esploratori!

  3. 3

    Paula said,

    Forza Arianna non mollare!
    L’Olanda non è forse il paese dove tutto funziona ma almeno ci stai provando e non devi sorbirti ogni giorno un preciso resoconto delle cazzate del signor B.
    A fare il tifo per voi siamo in tanti!

    • 4

      Aria said,

      Ti ringrazio di cuore, Paula!! Non sapevo di avere addirittura il tifo ed è sempre un piacere ricevere attestati di fiducia.
      Per ora il pensiero di tornare non ci ha nemmeno sfiorato..


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