normalità?

Pier è partito ieri, si è fermato qui sei giorni. Molto intensi e divertenti, tra Haarlem e Amsterdam. Fummo insieme nella capitale 3 anni fa, a febbraio. Fu la prima volta che Pier visitò l’Olanda. E se ne innamorò. In agosto A’dam è molto più frequentata da turisti e locali, visto che il sole si fa vivo più spesso, e l’esplosione di colori, razze e suoni raggiunge il suo apice proprio in questi giorni.

Pier @ Amsterdam

Pier @ Amsterdam

Così tra un pomeriggio passato a raccontarcela in un parco e un giro in bici nelle strette vie Haarlemesi, tra una giornata passata a camminare da un locale all’altro e una capatina “a vedere se ci sono gli sconti in vetrina” (come disse Pier riferendosi al quartiere a luci rosse), abbiamo passato questi sei giorni insieme.

Ora si torna alla normalità, mi vien da pensare. Non faccio in tempo a focalizzare quale sia la mia “normalità” (concetto venuto a mancare da qualche mese), che ricevo una telefonata da H., dall’agenzia interinale. Non vi ho detto che ieri sono passato nel suo ufficio per farle gli auguri per una buona ripresa del lavoro dopo le sue lunghe ferie. E per farle notare che le mie non esistono ancora, o forse sono state troppo lunghe. L’ho vista stupita per il mio racconto riguardo al golf, ma ho smesso di fidarmi delle espressioni facciali, soprattutto di quelle di H.: sembra sempre incazzatissima ma finora si è rivelata puntuale e utile. Quando lavora, chiaramente. E per almeno un mese dev’esser stata in Grecia. Capisco i parenti lontani, ma anch’io non ce li ho poi così vicini, nevvero?

Detto, fatto. Oggi mi ha chiamato due volte: una per dirmi che lunedì inizierò a lavorare nuovamente presso il golf (non si sa per quanto ma la prima settimana sembra sicura, il resto non chiedo nemmeno visti i precedenti), la seconda per dirmi che lavorerò anche sabato, da un’altra parte però. Evvai. Certo, un po’ tornare al golf mi rompe, visto il loro comportamento, ma ora so che non mi farò problemi a lasciarli per strada, qualora si presentasse un altro lavoro nel frattempo. Poi “schei xè schei”, no?

Buone notizie. Ora vado a consegnare la posta, ma c’è poca roba e mi ci vorranno al massimo tre quarti d’ora.

|Ste|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Dai Stefano, forza! … In fondo i greci erano una società civile e colta quando in Italia ci massacravamo a randellate per una pecora rubata e gli olandesi erano ancora sott’acqua come i merluzzi. Vorrà dire qualcosa, o no?

    In Grecia poi è stata costruita anche la statua di Nike, celebrante la vittoria [di Samotracia, non delle scarpette]. Da tempo è al museo del Louvre, ma ha le ali … non si sa mai dove può arrivare.

  2. 2

    Max said,

    Ahhh ma Pier xe mio cugin alla fine? Voio dir quel ta la foto xe Valenta? Bon insomma si xe mio cugin. Ahahah


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