dio creò il mondo…

…gli olandesi crearono l’Olanda.

È un proverbio nazionale olandese e rispecchia quello che è realmente avvenuto in queste terre. Non sarò io a farvi scoprire qual è il motivo per cui i Paesi Bassi si chiamano così, e nemmeno io l’ho saputo adesso.

Cruquius Museum

Cruquius Museum

Altra cosa è vedere da vicino un esempio di come l’uomo è riuscito a rubare queste terre, dette polder, al mare.Oltre ai famosissimi mulini (sembra ce ne fossero  10.000 in tutti i Paesi Bassi, ora sono poco più di 500) che trasformano l’energia eolica in energia cinetica, portando l’acqua dove questa non vuole andare, ci sono anche delle stazioni di pompaggio meccaniche. Una di queste è quella di Cruquius, a 6 km da Haarlem, verso sud.
Io e Aria in bici, Ferruccio col bus, come la missione precedente.
Dopo aver creato, come sempre, un percorso “sul momento”, secondo l’estro e l’olfatto, e dopo esser stato, per questo, accusato da Arianna di sceglier sempre la strada più lunga, abbiamo chiesto aiuto ad una cortese signora in bici che ci ha accompagnato per qualche minuto, indicandoci la strada. Avevo la situazione in pugno, in ogni caso. Dopo poche centinaia di metri dal congedo con la signora, siamo arrivati al Cruquius Museum.
L’edificio è molto particolare, neogotico.

come sarebbe l'aeroporto di Schiphol senza la bonifica

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Assomiglia ad un castello in miniatura, bianco in cima, grigio fabbrica la struttura, acque verde scuro lo lambiscono ed entrano nelle volte inferiori. Un curioso comignolo rossiccio esce da dietro la torre e sale in cielo. Ancor prima balzano all’occhio strani bracci meccanici, in metallo. Il piccolo castello sembra un ragno meccanico uscito da un fumetto, che alza acqua attraverso cilindri posti sulle possenti zampe.
Dopo più di ottant’anni di sevizio, ora giace immobile. Ogni tanto viene azionato il grosso motore, ma è solo per dimostrazione, e non più a vapore come un tempo, ma con l’elettricità. Appena entrati ci fanno vedere un filmato in olandese in una saletta piena di led luminosi sul soffitto e panchine vibranti. Tutto sincronizzato quanto confuso e creato per scolaresche. Il resto del museo è molto bello e ricco di riproduzioni di mulini, che rendono evidente l’applicazione della vite di archimede per la movimentazione dell’acqua.
Un plastico che rappresenta la mappa dei Paesi Bassi trova posto al centro di una stanza ed è possibile vedere come sarebbe questa nazione senza l’apporto dell’uomo, o qualora le dighe smettessero di fare il loro dovere. Scopriamo che Haarlem non è sicura, nemmeno Amsterdam. Utrecht potrebbe essere un rifugio valido in caso di inondazione. Poi è bellissima, ma questa è un’altra storia.

il grosso peso sul pistone e le braccia visibili anche dall'esterno

il grosso peso sul pistone e le braccia visibili anche dall'esterno

Arriviamo al cuore del museo, all’interno della torre a sezione rotonda visibile dall’esterno. In mezzo alla stanza circolare e alta, trova posto un pistone enorme, mosso un tempo dal vapore prodotto da dieci caldaie. Il grosso pistone si sollevava grazie al vapore, e ritornava nella sua sede grazie ad un peso enorme posto su di esso. In cima al pistone sono agganciate le otto braccia che, attraverso un perno, issano i cilindri dal piano inferiore a quello superiore, portando grandi quantità d’acqua, colmando così il dislivello tra il polder da svuotare e il canale di drenaggio, che circonda il polder stesso, qualche metro più in alto.
Il signore settantenne che guida un gruppetto di visitatori dice, in un inglese di cui sarebbero invidiose tutte le mie docenti (di inglese!) delle superiori, che siamo davanti al più grande motore a vapore del mondo e prepara la stanza per avviare il pesante marchingegno. Chiude le transenne di sicurezza e attiva un pannello comandi semi nascosto in un’intercapedine. Il grosso pistone sale e scende lentamente e rumorosamente. Delle otto braccia di un tempo, solo una è tuttora funzionante per permettere a tutti di vedere come un tempo quel ragno ha ripulito le terre dove moltissimi, noi compresi, ora vivono. Il forte odore di lubrificante, misto al prodotto con cui un inserviente del museo lucida le parti in ottone, ci riempie le narici mentre usciamo dal museo per rintanarci nella thee huis adiacente.
Generose porzioni di uova, prosciutto e formaggio ci permettono di avere le energie per affrontare il ritorno a casa, sotto una leggera pioggia, risalendo lo Spaarne tra le graziose case sul fiume.

|Ste|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    vecchiopadre said,

    Forse è un eccesso di prudenza ma io un gommoncino in camera lo terrei…

  2. 2

    babboferro said,

    … Ha ha, magari con qualche trappola per catturare “pantegane” nuotatrici a livello pavimento.

  3. 3

    babboferro said,

    Un popolo che ha ‘creato’ la sua terra strappandola al mare non può che essere solidale nell’impresa iniziata circa sei secoli fa. Si sentono ancora solidali, probabilmente, tanto che si fidano di procreare 3.1 figli a coppia.


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