cinque mesi

Ho messo a dormire mia mamma poco fa, le ho rimboccato le coperte come ha fatto lei con me per anni quando ero piccolo.
Che sorpresona. Ho sentito suonare il campanello mentre viedochiacchieravo assieme a Livio e Giulia, durante uno dei nostri appuntamenti ormai consueti del venerdì pomeriggio. Uno studio pubblicitario monfalconese in diretta webcam grazie al sempresialodato Skype. Pensavo fosse Ferruccio che mi avvisava del suo rientro dal giretto pomeridiano per Haarlem e sul momento non ci ho badato. Poi ho pensato “e se fosse un pacco postale?”. Così ho aperto la porta del soggiorno, per poter sentire se ci fosse o meno qualcuno che stava salendo le scale, e ho chiesto: “Ferruccio, sei tu?”, la risposta non ha tardato ad arrivare, ma il tono di voce era chiaramente diverso da quello del nostro barbuto farmacista in pensione. Era la voce della mia mami! Ho sceso le scale saltando per poterla abbracciare. Non la vedevo da tre mesi, se capite che vedere la propria madre via webcam non fa testo. Così siamo saliti in casa e abbiamo potuto concludere la videochiamata con lo studio monfalconese che seguiva divertito la vicenda, complice assieme a tutti gli altri in questo piano malefico con fini più che nobili. Questo accadeva venerdì sera e oggi a ora di pranzo (è domenica notte mentre scrivo) era già il momento per mia madre di prendere l’aereo per tornare in Italia. E’ stato brevissimo quanto intenso e sempre emozionante.

Siamo riusciti, sfidando il meteo non sempre favorevole e il poco tempo a disposizione, a farci dei bei giri in bici. Ci siamo spinti addirittura fino al golf dove lavoro, immergendoci nella natura cinguettante di cui vi parlo spesso, condividendo le sensazioni che amo e che mi fanno sentire più vivo anche mentre vado a lavare i piatti dei ricchi, quotidianamente o quasi. Abbiamo anche fatto la spesa e vissuto una simil quotidianità compressa nelle 35 ore a disposizione, con tanto di colazioni, pranzi e cene tutti e quattro assieme, sfruttando il nostro magro tavolo della cucina e mangiando ad ogni pasto qualcosa di gustoso e italiano. Ho addirittura sfornato un plum spacecake, per inaugurare il fornetto, che anche mia mamma ha gradito molto, chiedendomi addirittura la ricetta.

Una dose intensiva di “famiglia italiana” , che mi permetterà di sentire meno la mancanza degli affetti lasciati dove sono nato. Ancora per un po’ l’Italia può attendere, magari quest’inverno ci incontreremo per qualche giorno. Anche se ho un po’ paura, gli amici italiani (bisiachi) che vivono qui da qualche anno, dicono che è sempre più traumatico tornare in Italia quanto più ti abitui ai ritmi olandesi.

Ve lo saprò dire, nel frattempo confermo la mia presenza qui. Anche il quinto mese se n’è andato.

|Ste|

[SEGUE POST DI ARIA, scritto qualche ora prima del mio]

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10 Risposte so far »

  1. 1

    manu said,

    Sì sono stata rimboccata da Ste. I ruoli si sono invertiti ed è stato bellissimo! Queste poche ore passate assieme sono state molto intense. Ho avuto – da entrambi + Ferru – un’accoglienza strepitosa. Mi sono sentita una regina!
    Ho goduto mio figlio in maniera unica, che bello!
    Tornare è stato un pò traumatico, ma va bene così. Ho visto “con i miei occhi” che ve la state cavando davvero bene. Bravi!
    Bacibaci

  2. 2

    Irene said,

    Vi voglio bene, un sincero abbraccio,

    Irene

  3. 4

    manu said,

    Che contenta che sono dell’intervento di Irene.
    Sei forte!
    Un abbraccio di cuore.

  4. 5

    Macs said,

    Ma basta! Smettetela che mi manca casa anche a me! :p

  5. 6

    Erih said,

    Ciao Ste!

    Finalmente mi son preso del tempo per legere il vostro blog. Scusa che so passato soltanto ora e che il mio italiano e arruginito.

    Prometto che da adesso passero piu spesso.

    Tanti saluti da Vienna :)
    Erih

    • 7

      Ste said,

      Ma grazie!
      Il tuo italiano arrugginito? Posso solo ammirarti per tutte le lingue che sai parlare!
      E se passi qui al nord, fammi sapere!
      un abbraccio
      Ste

  6. 8

    nana malefica said,

    Che emozione….
    Ero qui e speravo che da un momento all’altro suonasse il campanello….
    E’ stata dura mantenere il segreto ma ce l’ho fatta…
    Alla fine abbiamo goduto solo dell’audio perchè per il resto vedevamo solo un muro e parte della finestra,ma è stata un’emozione unica…
    Quando sono arrivata a casa ero ancora emozionata!
    Siete super!

  7. 9

    Chiara said,

    ma che bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!che emosione,sembra strano ma quando abbiamo genitori vicini sembra normale ma quando sono lontani eccome se ci mancano!!!!!!10 e lode per la zietta ziotta!centomilabaci a stè!


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