sconnessi | 1

più mobile e senza fili che mai..Dalla nuova postazione mobile, parcheggiata fuori dalla chiesa, vi do qualche aggiornamento.

Nei giorni successivi abbiamo deciso di affrontare il problema frigo, contattando persone via Marktplaats.nl, l’ebay olandese. Dopo qualche tentativo a vuoto, ci ha risposto un ragazzo di Haarlem, che abita a poco più di un chilometro dalla nostra chiesa e al massimo a due chilometri dalla nostra nuova abitazione. Ovviamente i tempi stringono e l’appuntamento viene fissato per le 10 di mattina del giorno precedente la partenza di Ferruccio. Ora si pone l’ultimo problema, tipicamente olandese: come diavolo portiamo il frigo? Non è molta la strada, ma senza un’auto ci sembra impoponibile. Con la complicità di Arianna e Ferruccio, stiliamo un piano. Due, tre.
Il piano A prevede di chiedere aiuto la mattina presso il mio lavoro. Quel capannello di olandesi mattinieri potrebbe essermi d’aiuto.
Il piano B prevede di contattare un tassista dotato di grossa monovolume, capace di contenere un frigo di medie dimensioni.
Il piano C, da tutti ritenuto il meno interessante, consiste nel chiedere un carrellino a due ruote presso qualche negozio della zona.
Alle 5 di mattina parte il piano A, e sembra funzionare alla perfezione: il boss millanta aiuti, collaborazioni e soluzioni. Mi dice che mi chiamerà alle 9 se tutto “va come lui prevede”.
Non lo sentiremo fino al giorno dopo, quando vomiterà scuse poco credibili. Ferruccio alle 9 e mezza inizia a cercare un taxi, sembra essercene uno di sufficienti dimensioni, poi no. Ferruccio si dirige alla stazione per entrare nel giro dei tassisti di persona. Io e Arianna andiamo all’appuntamento, e al civico di una via vicina a Cronje straat ci apre un surfista biondo che ci aiuta a portare il frigo sul marciapiede antistante la sua abitazione. Ci chiede dove sia la nostra automobile. Rispondiamo guardando in due direzioni diverse e fischiettando un motivetto. Farfugliamo qualcosa riguardo il taxi che forse non arriverà mai. Infatti Ferruccio è come sempre fuori dai radar, essendo per scelta privo di telefono mobile. Decido di mettere in atto il piano C, non avendo notizie sull’esito del piano B. Lascio Arianna a guardia del frigo (o del surfista? sarà meglio fare veloci, nel dubbio..) e mi dirigo presso un negozio Expert. Tra le lavatrici e i frighi nuovi di zecca, scorgo un carrellino a due ruote che fa al caso nostro. Mi avvicino al commesso incravattato e gli spiego il problema. Con mio sommo stupore mi concede il carrellino, “anche per qualche ora”. Ringrazio e scappo a bordo dello stesso. Raggiungo Arianna e carico il frigo facendo leva col carrellino. Parto tenendo con una mano il frigo, affinchè non cada sobbalzando sulle ruote. Con calma inizio il mio percorso cittadino tra marciapiedi, ciclabili e attraversamenti pedonali. Vorrei fermarmi per una foto quando sono col mio frigo nel parco di Kleverpark. In ogni caso la penuria di automobili e le molte persone che girano a piedi e in bici, mi fanno sentire un po’ meno pirla. Arrivo fino alla nuova casa e attendo l’arrivo di rinforzi per portare il frigo al piano superiore. Ferrucio arriva in taxi, sebbene abbia già detto al tassista che non servirà portare più nessun frigo.
Io e Arianna prendiamo il frigorifero in braccio e lo portiamo pian piano al primo piano, mentre Ferruccio fa da blocco meccanico, spingendo sulla mia schiena perchè io non possa cadere verso il basso. Sudiamo come bestie ma otteniamo ciò che vogliamo.
Frigo e letto ci sono. E con loro nostre notizie. A breve sfiderò di nuovo la scomodità della nostra fase sconnessa per raccontarvi la seconda metà del trasloco. Davvero un camper di sorprese!

Tutto procede meravigliosamente nella nuova casa, pian piano si riempie e dà sempre più l’idea di una dimora, e sempre meno quella di una distesa di moquette azzurra. Purtroppo la via della connessione ad internet a sbafo, o perlomeno condivisa con i vicini, sembra essere più tortuosa del previsto. Vi siete persi molti dettagli divertenti sul nostro trasloco, è stato veramente epico. Un’autentica miscela di Olanda e Italia. Appena ottenute le chiavi della casa nuova, ci siamo trovati di fronte al problema “componenti essenziali”. Quelli senza cui non si può vivere (con i parametri del terzo millennio, ovviamente), ovvero letto e frigo, visto che la cucina era l’unica cosa presente, oltre al bagno, all’interno dell’appartamento prima del nostro arrivo. Così ci siamo diretti da mamma IKEA per trovare un letto “decente”. Grazie al contributo di Ferruccio, economico e di esperienza, e grazie al puntuale servizio di consegna a domicilio, tre ore dopo avevamo il letto a casa. Beh, non proprio “a casa”. Sotto casa. I due energumeni turchi che lavorano per l’IKEA scaricano tutto davanti alla porta e fanno per andarsene, quando contando i pezzi, questi sono 11. Il turco fa: yes, ok, eleven. Eh no, dovevano essere 12, lo ricordo e lo leggo sulla bolla. Il turco prova ad insistere ma gli faccio notare che le gambe del tavolo sono 3: è evidente che qualcosa non quadri. Salta sul furgone e scende con tre gambe. Le sue più quella del tavolo, che mi consegna. Mentre Aria è al lavoro ci troviamo a dover affrontare da soli la TRAP che ci divide dal soggiorno al primo piano. Spingi che ti spingi, il letto arriva al piano. Se frequentate il centro commerciale svedese, sapete che il letto a questo punto del racconto è uno scatolone piccolo ma pesantissimo, con vicino una barra di metallo che sosterrà le doghe e queste ultime in due sacchetti distinti. Speriamo di essere all’altezza delle istruzioni. Dopo qualche intoppo nel montare uno sgabellino, che ci ha fatto tempere il peggio, con disinvoltura abbiamo trasformato gli oggetti a disposizione in un letto minimal-chic. Non male davvero!

 Nei giorni successivi abbiamo deciso di affrontare il problema frigo, contattando persone via Marktplaats.nl, l’ebay olandese. Dopo qualche tentativo a vuoto, ci ha risposto un ragazzo di Haarlem, che abita a poco più di un chilometro dalla nostra chiesa e al massimo a due chilometri dalla nostra nuova abitazione. Ovviamente i tempi stringono e l’appuntamento viene fissato per le 10 di mattina del giorno precedente la partenza di Ferruccio. Ora si pone l’ultimo problema, tipicamente olandese: come diavolo portiamo il frigo? Non è molta la strada, ma senza un’auto ci sembra impoponibile. Con la complicità di Aria e Ferruccio, stiliamo un piano. Due, tre.

Il piano A prevede di chiedere aiuto la mattina presso il mio lavoro. Quel capannello di olandesi mattinieri potrebbe essermi d’aiuto.

Il piano B prevede di contattare un tassista dotato di grossa monovolume, capace di contenere un frigo di medie dimensioni.

Il piano C, da tutti ritenuto il meno interessante, consiste nel chiedere un carrellino a due ruote presso qualche negozio della zona.

Alle 5 di mattina parte il piano A, e sembra funzionare alla perfezione: il boss millanta aiuti, collaborazioni e soluzioni. Mi dice che mi chiamerà alle 9 se tutto “va come lui prevede”.

Non lo sentiremo fino al giorno dopo, quando vomiterà scuse poco credibili. Ferruccio alle 9 e mezza inizia a cercare un taxi, sembra essercene uno di sufficienti dimensioni, poi no. Ferruccio si dirige alla stazione per entrare nel giro dei tassisti di persona. Io e Arianna andiamo all’appuntamento, e al civico di una via vicina a Cronje straat ci apre un surfista biondo che ci aiuta a portare il frigo sul marciapiede antistante la sua abitazione. Ci chiede dove sia la nostra automobile. Rispondiamo guardando in due direzioni diverse e fischiettando un motivetto. Farfugliamo qualcosa riguardo il taxi che forse non arriverà mai. Infatti Ferruccio è come sempre fuori dai radar, essendo per scelta privo di telefono mobile. Decido di mettere in atto il piano C, non avendo notizie sull’esito del piano B. Lascio Aria a guardia del frigo (o del surfista? sarà meglio fare veloci, nel dubbio..) e mi dirigo presso un negozio Expert. Tra le lavatrici e i frighi nuovi di zecca, scorgo un carrellino a due ruote che fa al caso nostro. Mi avvicino al commesso incravattato e gli spiego il problema. Con mio sommo stupore mi concede il carrellino, “anche per qualche ora”. Ringrazio e scappo a bordo dello stesso. Raggiungo Aria e carico il frigo facendo leva col carrellino. Parto tenendo con una mano il frigo, affinchè non cada sobbalzando sulle ruote. Con calma inizio il mio percorso cittadino tra marciapiedi, ciclabili e attraversamenti pedonali. Vorrei fermarmi per una foto quando sono col mio frigo nel parco di Kleverpark. In ogni caso la penuria di automobili e le molte persone che girano a piedi e in bici, mi fanno sentire un po’ meno pirla. Arrivo fino alla nuova casa e attendo l’arrivo di rinforzi per portare il frigo al piano superiore. Ferrucio arriva in taxi, sebbene abbia già detto al tassista che non servirà portare più nessun frigo.

Io e Aria prendiamo il frigorifero in braccio e lo portiamo pian piano al primo piano, mentre Ferruccio fa da blocco meccanico, spingendo sulla mia schiena perchè io non possa cadere verso il basso. Sudiamo come bestie ma otteniamo ciò che vogliamo.

Frigo e letto ci sono. E con loro nostre notizie. A breve sfiderò di nuovo la scomodità della nostra fase sconnessa per raccontarvi la seconda metà del trasloco. Davvero un camper di sorprese!

|Ste|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    babboferro said,

    Solo i migliori atleti riescono a passare direttamente dalla serie “C” alla “A”.
    Complimenti Stefano! (… YOU are the champion … lalala … lalala …).

    Io sono rimasto in “B”, sia perchè la virtù sta nel mezzo [stridore di unghie su specchio], sia per dimostrare che la “B” era praticabile. Inoltre, di fronte al cambiamento di programma, il tassista cominciava ad essere sospettoso.

    Un abbraccio. Alla prossima, quando arriverò con un furgone da IKEA.

  2. 2

    Sono molto ansioso di sentire le nuove puntate di questa serie… sembra davvero divertente! Così come sembra molto divertente la questione della vita senz’auto… ma davvero senza avere mai l’auto, il che è molto differente dal non avere un’auto di proprietà.

    E’ certamente un lato dell’Olanda che mi piace, e spero di venirvi a trovare al più presto per saggiare di persona questo stato con poche auto che probabilmente starà un po’ irridendo alla crisi del settore :-)

  3. 3

    Marco said,

    Bella la storia ma vogliamo le foto!! possibile che nessuno ti abbia fotografato in 2km con un frigo? Secondo me se scrivo frigo e haarlem su youtube un filmatino lo trovo!

    Facce vedè sta casa! un filmatino potresti caricarlo!
    A presto, un abbraccio

    Marco

  4. 4

    manu said,

    La storia l’avevo già sentita al telefono. Ma leggerla nei dettagli è certamente migliore!
    Siete grandi!
    Bacibaci

    P.s. Anch’io – come Marco – vorrei vedere la casa….


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