benvenuto Babboferro!

Tra il primo e il secondo tempo della vicenda che non vi fa più dormire, intervallo prolungato per motivi di superstizione (capirete), volevo dare il benvenuto al nostro più affezionato commentatore. E’ con piacere infatti che vi comunichiamo il vincitore del concorso “vinci due settimane sui luoghi del blog”. Ferruccio, conosciuto anche come babboferro, sarà infatti qui con noi fino al 29 maggio. Complimenti babboferro!

E voi, cosa aspettate a partecipare al primo concorso implicito della storia: commentate, gente!

babboferro nella suite assegnatagli

babboferro nella suite assegnatagli

|Ste|

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8 Risposte so far »

  1. 1

    manu said,

    Complimenti Ferru,
    anch’io ho partecipato al concorso, ma ho vinto sono quattro giorni scarsi e suite a pagamento altrove…..
    Con un pochina di invidia ti auguro buona permanenza.
    Manu

    • 2

      babboferro said,

      Grazie Emanuela,
      ma ti prego, non essere invidiosa: in fondo hai preferito utilizzare la combinazione tre persone per quattro giorni; cugini ed amici hanno optato per la quattro per tre. Io ho preferito la combinazione una persona per dodici giorni. Essere solitari ha i suoi vantaggi.

      Baci.

    • 3

      Ste said,

      siamo in continua evoluzione, la prossima volta andrà meglio..e spero succederà presto!
      Come puoi vedere dal post di oggi, però, non tutto è come sembra e il vincitore sgobba!!
      Bacio!

  2. 4

    babboferro said,

    Infine domenica sono arrivato in Olanda per la terza volta; evviva!
    Dall’aereo mi è sembrata un po’ più in basso dell’ultima volta, ma forse dipende dal pilota.

    Il viaggio è andato benissimo, solo qualche problema allo scanner dell’aereoporto di Treviso. Hanno ripassato due volte lo zainetto a mano perchè non capivano cosa fosse un oggetto al suo interno: non credevano possibile che portassi in Olanda un fanale di bicicletta; invece era proprio così. Treviso-Amsterdam (Schipol) in orario perfetto; anzi un po’ in anticipo (la compagnia Transavia è olandese): circa un’ora e mezza di volo. Dopo una camminata di mezz’ora ho raggiunto esausto l’atrio arrivi. Stavo già per uscire come al solito … acc! Dimenticavo il bagaglio al seguito! In una ventina di viaggi in aereo era solo la seconda volta che me lo portavo dietro. Dietro-front; cerco il tapis roulant giusto e aspetto che arrivino i bagagli. Mi è sembrata un’attesa interminabile (circa quindici minuti, in realtà), anche se continuamente aggiornata dai display; non avendo orologio, comunque, ho capito che i bagagli stavano arrivando dall’ansioso compattarsi del muro umano che avevo di fronte. Pensavo già di ricorrere alla violenza o all’impietosimento altrui per farmi strada, comunque grazie al mio bastone, ma non è stato necessario: erano tutti disciplinati turisti olandesi di ritorno. Non ho fatto fatica a farmi avanti.
    Ho riconosciuto immediatamente il trolley, anche se non mio [ehm .. prestato, non rubato], perchè mi aveva fatto penare il giorno prima.

    Una parentesi: fino al venerdì la raccolta di cose per Arianna e Stefano erano una manciata di oggettini e due-tre borse della spesa di generi di conforto; al venerdì la tragica notizia: devo portare con me anche un piumino matrimoniale. E’ un trasporto che sconsiglio vivamente: la valigia si è mostruosamente trasformata in un piumino con le ruote; nonostante i ripetuti corpo a corpo con il piumino stesso alla fine ha vinto lui!
    Mi sono rimasti spazi infimi residui; non dico che ho dovuto infilare le penne rigate e gli spaghetti uno ad uno, ma poco ci è mancato. Un pacco è rimasto nel mio frigorifero [anche per mia distrazione, devo dire].

    Finalmente esco dall’atrio, ed ecco il premio più bello: Arianna con i lacrimoni di gioia! Non potevo lasciarla a piangere da sola ovviamente.
    Le cicchette che si spengono continuamente fra vento e lacrimoni, ed infine arriva la limousine; un po’ strana, invero: snodata, porta il numero 300 e c’è già una ventina di persone a bordo. Premiati anche loro? Mah!
    Arriviamo alla stazione di Haarlem per recuperare la bici di Arianna e percorrere a piedi l’ultimo miglio attraverso un parco. Ci accoglie a mo’ di benvenuto una pioggia battente che fa scappare anche gli anatroccoli, in cerca di rifugio. Io sono preoccupato più che altro per il piumino in valigia: se si bagna e fa esplodere la valigia? Meglio non pensarci, con tutte le piume d’oca d’imbottitura. Le parenti sguazzano nel canale del parco.

    Finalmente troviamo riparo nella chiesa dove si trova la mia ‘suite’, non volevo imporre la mia presenza ai ragazzi, ma non c’è stato verso. Arrivare alla ‘suite’ ha comportato un percorso particolare; a scatole cinesi. Si parte dalla scatola grande [la chiesa] per arrivare, attraverso scatole sempre più piccole, al monolocale dei ragazzi: una specie di confessionale.

    La sera, cena in tre nel ristorantino dove lavora Arianna. Un locale abbastanza carino e molto intimo, tant’è che metà della serata il titolare l’ha passata seduto accanto a me. Purtroppo il locale non offre piatti locali, ma solo ‘italiani’. I funghi trifolati non erano male, una volta scansato il sugo a base di panna e pomodoro. Quanto alla ‘lasagna bolognesa’, quando ho trovato la pasta sprofondata nel sugo, era troppo tardi per avere ancora voglia di mangiare.
    Il tutto, poi, era ancora più imbarazzante sotto gli occhi vigili del titolare seduto accanto a me. Comunque ce la siamo passata bene per il piacere di essere a tavola assieme.

    La sera abbiamo organizzato il nostro sonno nella ‘suite’ secondo uno schema già deciso dai ragazzi: Stefano sull’inginocchiatoio; Arianna ed io sistemati sulle panche del coro. Ma abbiamo tutti il sonno facile; anche Stefano, purtroppo per lui, visto che deve interromperlo all’alba.
    A proposito: che effetto strano che quì sia chiaro fino alle dieci di sera, per la latitudine ovviamente.

    Il giorno dopo è stato magnifico: il sole splendeva ed Arianna era libera. Così, dopo aver lasciato riposare Stefano a sufficienza, proprio lui ci ha portato a fare un lunghissimo giro in bicicletta [imbrogliando un po’ sulla distanza, ma è stato meglio così]. Al ritorno abbiamo gironzolato per le piazzette ed i baretti al sole. I sorrisi gentili delle persone sono cose ormai dimenticate da noi. E’ bello riscoprirli. E scoprire tanto verde e silenzio ovunque, come certamente sapete.

    • 5

      Ste said,

      Fantastico Ferru. Forse dovremmo promuoverti a scrittore del blog..
      Non ci si può rilassare un attimo a gongolarsi per la vittoria del concorso che..ci si ritrova con l’aspirapolvere in mano.

      E oggi ti tocca l’Ikea..

  3. 6

    vecchiopadre said,

    Eccomi qua, ci sono anch’io. Dopo tante letture ho finalmente deciso di inserire un mio commento, spronato in questo dall’ipotesi remota di risultare vincitore del concorso in atto. Il mio comunque non è un commento ad uno specifico articolo del blog ma un formale ed ufficiale elogio ai redattori (chissa che pontificando…). Gli articoli, che trovo incantevoli, rivelano stati d’animo ed emozioni che per parte mia avevo dimenticato. Grazie di rendercene partecipi.

    • 7

      Ste said,

      ma ciao vecchiopadre!! che piacere leggerti!!
      sai già che hai l’invito più che esplicito a passare da queste parti! magari quando la casa sarà già in ordine!
      Questo pomeriggio se sarai in ufficio credo che riusciremo anche a sentirci, anche se nella casa nuova non abbiamo la connessione a internet. Più precisamente dobbiamo scoprire chi è il vicino che ha la connessione migliore (95%!!), intortarlo e ottenere la password. Ma passerò nel pomeriggio in chiesa appositamente per usufruire dei flussi wifi.
      Un abbraccio, scrivi ogni tanto qui che mi e ci fa piacere.


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