nel caso aspettaSte – 1 di 2

Rieccomi qua. Sparito per un po’, come avevo previsto e anticipato. Qualcuno si è addirittura lamentato per la lunga assenza dai post. Nessun problema, gli farò avere il mio codice IBAN europeo, si sa che il vil denaro accelera ogni cosa..poi il bonifico europeo è così comodo e se lo fai online ti costa solo un euro!!
Gli amici e i parenti sono ritornati in Italia, ed ognuno è di nuovo immerso nella sua vita, nell’attesa di potersi riabbracciare di nuovo. Qui o là.
È stata una settimana molto piacevole e intensa, qualcuno ritornava in Olanda dopo anni, qualcuno non c’era mai stato prima, ma nessuno di loro aveva visto la nostra graziosa e verdissima Haarlem. Sono arrivati il 27 a sera inoltrata, dopo una traversata in macchina di 14 ore, in quattro dentro una Punto. E’ stato molto emozionante arrivare in bicicletta con Aria e vederli agitare le braccia davanti alla stazione di Haarlem per farsi vedere da noi: altre persone che adoro, proprio quaggiù dove sono le persone sono le uniche cose che mi mancano dell’Italia. Per una settimana sarà tutto perfetto, quindi.
E così è stato, mi sono divertito un sacco a far veder loro lo spettacolo di questa terra, così diversa dalla nostra per moltissimi aspetti. A piedi e in bici, in autobus e in treno, in tram e a piedi.

Il giorno seguente al loro arrivo ci siamo svegliati con calma e abbiamo visitato Haarlem a piedi, perdendoci tra le vie del centro e i parchetti raggiungibili con pochi passi. La sera abbiamo cenato tutti assieme nella nostra casa piccola ma sempre accogliente, la cui cucina batte quotidianamente bandiera italiana. Quella sera abbiamo passato la serata a chiacchierare e ho dormito veramente pochissimo, forse una quarantina di minuti: appuntamento dopo mezzogiorno del giorno successivo a casa nostra. Ci è sembrato per una settimana di essere in una specie di gita di classe, tanto che ci parlavamo tra le stanze (anche loro alloggiavano in chiesa ma al primo piano) con i walkie talkie, come si faceva da gggiovani. 
Per Max è la prima volta in Olanda e ci tenevo a fargli vedere Amsterdam in un giorno normale, non sotto il manto arancione che la ricopre ogni 30 aprile. Così siamo stati il 29 nella Città e abbiamo potuto girarla un po’ in bici, per viverla nel modo per cui sembra esser stata progettata. Così sfrecciamo tra piazze, parchi, vie pedonali e viali, siamo sei giovani spensierati immersi nel rilassante respirare di questa città fiabesca. Amsterdam è sempre la stessa: un brulicare mai rumoroso di mille colori, dove ogni persona sembra fondamentale per comporre un raro equilibrio. Le bici vincono su tutti e i clacson sono riservati a pochi nervosi autisti di grossi Mercedes, alle quali atletiche cicliste più che quarantenni rispondono con un ghigno, ostentando il terzo dito. I tram scorrono tra pedoni a volte distratti che si svegliano al suono della campanella. In Leidseplein gli artisti di strada danno vita a colorate e musicali esibizioni, coinvolgendo il pubblico che si accalca attorno. Forse qualcuno lascerà anche qualche spicciolo. A’dam è già in festa, i preparativi sono già a buon punto e le vie si stanno colorando di arancione, grazie alle bandierine triangolari disposte su un filo che unisce una casa a quella di fronte nelle strette vie del centro. I palloncini arancioni addobbano le piazze, mentre alle fermate del tram ci sono già le indicazioni per la viabilità del giorno successivo, molto ridimensionata nelle vie più centrali. Domani tutto questo colore sarà all’ennesima potenza.
Riportiamo le bici alla stazione centrale e prendiamo il tram per raggiungere di nuovo il centro. I ragazzi sono tutti molto stupiti e frastornati da questo posto, soprattutto Max che studia architettura e gira con la bocca perennemente spalancata, stupendosi di ogni cosa (il migliore, da portarselo in giro perchè dà tantissima soddisfazione!). Si va tra la perduta gente, distratti da sexy shop, coffee shop, seeds shop, smart shop, gadget shop, vetrine rosse. Tutto quello che ti hanno detto essere vietato (e di conseguenza divertente, già si sa) per almeno 25 anni, tutto d’un tratto è in fila lungo le stradine che stai percorrendo: è il quartiere a luci rosse. Finiamo il nostro lungo giro con una passeggiata nel quartiere gay, così trasgressivo e pieno di colori e musica. Raggiungiamo la stazione e torniamo a casa, domani saremo qui nel circo del Koninginnedag, il giorno della regina.

Il giorno successivo siamo tornati ad Amsterdam alle 2 del pomeriggio, purtroppo senza Aria che lavora ed era qui stamattina, per immergerci nel mare arancione che si muove nelle vie della capitale.
Acquistiamo una maglia arancione a testa per poterci sentire parte di questo spettacolo e partiamo a piedi, seguendo le indicazioni sui cartelli luminosi che indirizzano la gente come in una festante autostrada umana. Dai locali esce sempre musica, qualche gestore ha messo le casse sulle finestre per far vibrare la strada con i subwoofer e attirare la gente. Ci fermiamo sul primo ponte e vediamo le persone assiepate lungo i canali: da qui, come da ogni ponte, si può ammirare la parata di barche e barchette che illumina i canali con musica, feste, birra e cibo. Ci muoviamo verso il ponte successivo, infilandoci nella marea arancione che si muove lentamente quanto ordinatamente nelle vie solitamente occupate dai tram 1, 2 e 5, oggi fermi in deposito. Sopra di noi ciondolano le gambe di tre ragazzi che festeggiano da casa, seduti in finestra, mostrando un cartello in cui offrono la loro toilette per 5 euro. Diabolici, visto che i maschi urinano in appositi urinatoi di plastica che, data l’affluenza, sgorgano pipì da tutti i lati confluendo in fiumi di piscio che seguono la forza di gravità e che a fatica trovano la via del canale, mentre più spesso scendono lungo le vie pedonali. Ma visto che succede solo una volta l’anno, anche questo sembra far parte del folklore. Folklore..nasale. Le signore invece sono costrette a cercarsi un bar, ma è la solita storia. Oppure possono acquistare degli adattatori e fare la pipì in piedi, ma questa è davvero un’altra storia. (link a riguardo, per completezza)
Dopo qualche ora passata in mezzo alla gente e a guardare le imbarcazioni stranissime che riempiono i canali, ci muoviamo lentamente verso il solito meraviglioso Vondelpark. I lavori di ristrutturazione oggi non sembrano esserci, e sono davvero poche le zone che non sono accessibili a questo esercito di persone felici e colorate. Ci sediamo in mezzo alla gente, sulla nostra copertina impermeabile, tutti appiccicati ma felici.
Unica nota negativa il pazzo che si è lanciato contro le persone alla festa della regina di Apeldoorn: per qualche minuto si sono visti molti cellulari spuntare dalle tasche, alla ricerca di informazioni. Poi tutto si è tranquillizzato, l’avvenimento da attentato si è trasformato nel delirio di un singolo e la calma, seppur violentata dalla notizia dei morti, è scesa di nuovo sulla folla arancione e festante. Dal parco siamo ritornati nella folla, seguendo il percorso rosso (c’erano quattro percorsi principali che attraversavano la città), da Muntplein verso la stazione, attraverso il quartiere a luci rosse. Ogni sosta è un impressionante flusso di immagini curiose e stimolanti. Anche un’ambulanza che passa riesce a lasciarci stupiti: a sirene spiegate e a gran velocità si fa spazio tra la folla e a noi,  che guardiamo la scena dall’alto di un ponte, sembra che la vettura non incontri persone sul suo passaggio, tanto abile è la folla ad aprirsi davanti l’ambulanza per richiudersi subito dopo il suo passaggio. Da qui si vede anche l’incrocio di due fiumi di persone, dove la folla è quasi ferma, un ingorgo umano che balla seguendo il ritmo della musica che esce da un pub poco distante, attendendo di poter proseguire. La sera sta scendendo su Amsterdam e ci fermiamo incuriositi davanti alle famose vetrine dai neon rossi, inevitabilmente ammirando le bellezze assieme a migliaia di turisti. Anche qui le vie sono piene di persone in festa e i locali continuano tutti all’esterno, dove ci sono persone un po’ brille ma mai in condizioni disperate, nonostante tutto sia legale oggi nella già permissiva capitale dei Paesi Bassi.
Sento questa città quasi mia e ogni volta spero che non mi faccia sfigurare davanti agli ospiti che porto orgoglioso ad ammirarla. Ed essa si dimostra sempre all’altezza, così come i miei ospiti ogni volta rimangono sbalorditi e quindi confermano nuovamente la sensibilità per cui sono ancora più felice di averli scelti e condotti lì. Dopo qualche sosta ritorniamo alla stazione centrale e prendiamo il treno per Haarlem. Durante i 15 minuti che separano le due città qualcuno si addormenta: siamo tutti stanchissimi ma felici e arancioni dentro.

FINE PRIMA PARTE
nel caso aspettaSte
a domani! 

|Ste|

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4 Risposte so far »

  1. 1

    Veramente, veramente carino! Non mi aspettavo questa festosità brada in quel di Amsterdam :-) Dovrò venire a trovarvi anch’io, ma ci accorderemo per l’estate o giù di lì… nel frattempo se hai qualche consiglio per gli aerei (compagnie, voli) fammi sapere :P

    • 2

      Ste said,

      E’ veramente uno spettacolo, e mi hanno detto che il Gay pride (primi giorni di agosto) è altrettanto spettacolare e frequentato da tutti, politici in prima linea. Sono curioso e attendo.
      Per quanto riguarda i modi di raggiungerci, sembra che TRANSAVIA .com da Verona o (meglio) da Treviso sia il vettore migliore (o vuoi fartela in auto tipo Cugi & co.?). Ovviamente è fondamentale la prenotazione anticipata per avere prezzi super vantaggiosi. Dai, fai un prospetto che io poi mi scateno (ho sempre sognato di fare l’agente di viaggi).
      A presto!

  2. 3

    manu said,

    Che bello, che bello!
    Ho sentito telefonicamente alcuni componenti della “gita” e anche loro molto entusiasti dei giorni passati con voi!
    Un abbraccio con bacio
    Manu

  3. 4

    babboferro said,

    Proprio bellisimo il resoconto! Ma cosa scriverai mai ancora sul prossimo post (il secondo della serie)?


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