le prime visite dall’Italia

Eccomi qui di nuovo, dopo qualche giorno di pausa, dovuto alla graditissima prima visita dall’Italia. Da sabato a l’altroieri mattina, infatti, erano qui (come più volte scritto) mia mamma, Livio e la mia supernonna. 81 anni in Olanda. Una volta che l’aereo si è staccato da terra, ha esclamato a mia madre “E’ come la corriera!”. Faantastico.
Sono stati 4 giorni molto intensi! Abbiamo visitato il sempre meraviglioso e profumatissimo parco di Keukenhof (vicino a Lisse, nella zona settentrionale della provincia di South Holland), che io ho visto tre volte in tre anni, ma che  rivedrei di nuovo. Nel pomeriggio abbiamo noleggiato le biciclette, purtroppo senza Aria che era al lavoro, e, siccome era domenica, abbiamo dovuto noleggiarle a poco meno del doppio del prezzo comunemente più conveniente. Per giunta in un negozio “chiuso ma non chiuso”, dove i tre commessi stavano sull’uscio su alcuni sgabelli tracannando birra, e si ritenevano molto simpatici. Abbiamo preso tre bici fantastiche, di quelle che vanno avanti quasi da sole. Ci siamo quindi diretti tutti in bici presso il lavoro di Arianna per cambiare la mia bici, con la ruota posteriore seriamente danneggiata, con quella di Arianna, parcheggiata davanti al locale dove lavora. Arrivati nella via davanti al locale abbiamo per la prima volta affrontato una fase abbastanza semplice dell’andare in bici. Capitolo 2: fermarsi e scendere. Sembra semplice e lo è se non hai 81 anni e, nonostante la grinta e lo spirito da vendere, sei abituato da anni alla tua bicicletta nella tua Monfalcone. Cii siamo fermati tutti in fila indiana. La nonna ha rallentato e si è fermata ma per un guasto al carrello è planata al suolo. Lentissimamente quanto inesorabilmente. Per fortuna mia nonna è stata issata mentre rideva e bofonchiava qualcosa contro la bici. “Nonna! Come hai fatto?!?” chiedo io. E lei “Eh, io scendo a destra con la gamba sinistra per prima e quest’ultima si è impigliata sul telaio!”. Chiaro. Perchè non lo fai bendata con una piroetta? Riconosco però che è impossibile e ingiusto pensare di cambiare le usanze di una nonna 81enne ciclista convinta. Va già benissimo così.

Siamo ripartiti per un lungo giro in biciletta per le vie di Haarlem, da un mulino a un laghetto, dalla piazza principale al perimetro esterno, vicino alla superstrada per Amsterdam. La città è piaciuta molto a tutti e tre, con i suoi canali e i parchi piccoli ma numerosi e molto graziosi. Alle 9 di domenica sera eravamo stanchissimi e ho accompagnato i nostri ospiti in stazione, perchè prendessero il treno per Zandvoort, avendo trovato posto solo lì in albergo.

La mattina seguente ci siamo diretti di buon’ora verso Amsterdam, città che nè Livio nè mia nonna avevano mai visto. Abbiamo fatto un giro in battello sui canali, poi ci siamo incamminati lungo il caratteristico quanto turisticissimo Damrak. Ci tengo a cominciare da qui quando porto qualcuno a vedere per la prima volta La Città. Sarà perchè la stazione è l’inizio di tutto, sarà perchè dalla prima volta che sono stato ad A’dam ho sempre sentito un brivido di felicità percorrermi quando dalla stazione centrale scorgevo la via di negozi che si para davanti.
Raggiungiamo in pochi minuti piazza Dam, addobbata per la “settimana dello sport”, con palchi, reti da pallavolo e attrezzature da pallacanestro. Giriamo verso est, verso il quartiere a luci rosse, voglio far vedere ai nostri ospiti quanto è bello questo quartiere costellato di ristorantini e fast food, negozi di cianfrusaglie e insegne coloratissime. Dopo un panino in un caffè su un ponte, sotto il caldo sole che ci ha accompagnato per tutti i giorni, entriamo nella zona più calda del quartiere, dove ci sono le vetrine che danno il nome a questa zona. Spiego a mia nonna come funziona la prostituzione qui, le parlo delle tasse, dei controlli medici e aggiungo che le prostitute hanno addirittura un sindacato che le rappresenta. Lei sembra comprendere e riconoscere che in effetti il sistema ha senso ed è evoluto. Nonostante l’età, nonostante la quotidiana frequentazione dei riti religiosi italiani. Ad un certo punto vede la prima “signorina” illuminata di rosso dal forte neon ed esclama ad alta voce “la mia stela!”, con un tono molto più di tenerezza che di condanna. Devo dire che mi ha sorpreso molto, l’ho addirittura vista molto divertita in certi momenti.

Siamo andati verso il tram, nuovamente sul Damrak. Ho fatto salire tutti sul 16, destinazione mercato dei fiori galleggiante vicino a Vijzelstraat. Ho raggiunto la loro fermata sfrecciando lungo le meravigliose piste ciclabili di Amsterdam. Li ritrovo lì e ci incamminiamo verso il mercato di fiori galleggiante, una via costellata di negozietti che spacciano bulbi a vari prezzi. Mia nonna deve acquistarne qualcuno per portarlo come regalo alle amiche. Fatto ciò ci dirigiamo verso Leidsestraat, e la percorriamo fino alla fine, dove sfocia nella piccola ma affascinante Leidseplein. Da qui il Vondelpark è molto vicino e decidiamo di entrarvi per una passeggiata. Nonostante sia lunedì, il parco è pieno di giovani che prendono il sole ascoltando musica, rendendo l’aria colorata e frizzante. Nonappena raggiungiamo una panchina, la supernonna la occupa, trovando posto assieme ad una coppia di anziani locali. Si siede, estrae ago e filo e mi invita a darle il giubbotto, che necessita di una riparazione. Consegnatoglielo, la vedo subito mettersi al lavoro. Che bellissima immagine! Quello che rende tutto ancora più bello e spensierato è l’offerta da parte della signora della coppia, di infilare il filo nella cruna, visto il prolungarsi dell’operazione da parte di mia nonna. Aria si ferma con lei, mentre io e mia mamma andiamo un po’ più avanti nel parco in cerca di una panchina al sole. Livio è già partito con la bici per una visita più approfondita del parco, troppo lungo per essere visitato a piedi in poco tempo. Noi raggiungiamo la panchina e mia madre si sdraia comodamente dopo aver tolto le scarpe.
Mi piace questa dimensione e mi affascina vedere che tutti noi ci siamo trovati a nostro agio immersi nella natura, ognuno impegnato in qualche modo, sebbene fosse tutto molto lontano dalla realtà che siamo abituati a vivere ogni giorno in Italia. Ci fermiamo al parco almeno un’ora, poi ritorniamo verso piazza Dam, servendoci degli ottimi e puntuali tram. Dal Dam risaliamo verso la stazione a piedi, percorrendo la Nieuwendijk, saliamo al binario e dopo 5 minuti siamo seduti sul treno. La serata si conclude davanti ad una bistecca in una Steak House di Haarlem, dove ci raccontiamo le impressioni e le emozioni di questi giorni pochi ma intensi. La mattina seguente, il  21, ci troviamo in stazione per prendere il bus 300 che, come un treno, in una strada dedicata solo ad esso, ci porta all’aeroporto dove ci salutiamo, con il solito nodo in gola ma felici e carichi, consci che l’amore non conosce distanze, ma poco preparati comunque.

Arrivederci Mami, Livio, Nonna!!!

PS: scusate per gli errori: sto dimenticando l’italiano, ho scritto la mattina dopo il lavoro, attorno alle 7.

|Ste|

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3 Risposte so far »

  1. 1

    manu said,

    Bello, bello,bello!
    E’ stato stupendo questo nostro incontro. L’hai descritto esattamente com’era.
    Siamo stati molto bene con voi e vi abbiamo trovato -come già detto!- in spendida forma.
    Continuate così.
    Un abbraccio dal profondo del cuore
    Mami e Manu

  2. 2

    babboferro said,

    Sono contento per tutti voi, Stefano.

    Grazie delle bellissime immagini e descrizioni. Ma perchè non ti cerchi un posto come guida turistica?

    Un grande abbraccio.

  3. 3

    Olandesina inside said,

    Ma che belli che siete! Che meraviglia davvero :-) Hai una famiglia speciale…io spero che se riuscirò a trasferirmi in Olanda come desidero,la mia venga a trovarmi e condivida ciò io già amo con me,così come hanno fatto i tuoi con te…
    Conosco tutti i posti che hai descritto e mi è sembrato di tornarci..tra non molto per fortuna sarà di nuovo realtà… ^^


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