Ai lettori l’ardua sentenza

Rubo a voi un momento e a Ste la prima posizione per scrivere un veloce ricettario.

Non mi assumo alcuna responsabilità sulle modalità di preparazione né sugli accostamenti gastronomici, lascio agli altri l’ardua sentenza appunto.
A mio commento lascio questa foto di repertorio, in cui l’espressione facciale è eloquente.

Che cosa??

Che cosa??

Zuppa del giorno   Salsa di pomodoro cucinata (per intenderci, quella che useremmo per condire la pasta) scaldata con della panna liquida.
Pizza   Il tocco dello chef vuole che l’impasto sia composto anche di uova ed un bicchierino di latte.
Pesto   Un italiano qualsiasi penserebbe alle trenette (o bavette, a seconda della casa di produzione) come sostanzioso accompagnamento di questo fresco condimento. In Piemonte, alcuni anni fa, mangiai una pizza al pesto che mi lasciò estasiata per la scoperta: non avevo mai pensato che questo delizioso condimento si amalgamasse così bene anche con la pizza. Bene, all’estero questa gustosa salsa è considerata solo un dressing, cioè un condimento per insalate e ‘carpaccio’.

Quando avete 2 minuti e volete preparare qualcosa di sfizioso, provate a seguire uno di questi suggerimenti. Poi fatemi sapere..

|Aria|

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5 Risposte so far »

  1. 1

    anna gloria silvia said,

    Scusa ma è caduta la linea nel corno primitivo,poi c’è la gloria che si sta mangiando
    tutto il negozio convinta di essere incinta da anni

  2. 2

    babboferro said,

    La cucina ‘inglese’ gode fra gli italiani la non invidiabile fama di essere la peggiore del mondo. Ci sono andato spesso, nella ‘perfida albione’, e posso confermare che la fama è meritata.
    Solo le due volte che sono stato in Olanda ho dovuto ricredermi, tanto da sognare uno di quei pasticci riscaldati dalla misteriosa formulazione che si trovano nei pub inglesi.

    Comunque è ovvio che ogni popolo mangi quello che c’è, specialmente se si concepisce il mangiare come puro nutrimento e non come piacere dei sensi e dello spirito.
    Ricordo che pochi anni fa rimbalzò sui mdia la notizia che la cottura a microonde fosse pericolosa, come asserivano alcuni ricercatori inglesi, di fronte ad un’inspiegabile epidemia fra i loro concittadini.
    Gli stessi ricercatori dovettero ricredersi in uno studio successivo: l’epidemia (intestinale) non era causata direttamente dai forni a microonde, ma dal fatto che gli inglesi cuocevano il cibo surgelato al forno a microonde e rimettevano gli avanzi in congelatore, anche per più volte. Sono stati aggiornati i libretti di istruzione dei forni.
    Questo non ha comunque cambiato il sapore indecifrabile dei pasticci riscaldati nei pub; probabilmente gli ingredienti li conosce solo Holmes.

    Si tratta di abitudini molto diverse dalle nostre (per ora italiane), ovviamente. La dolce Arianna ricorda senz’altro il nostro amico Ciro che, per preparare la salsa di pomodoro, usava tassativamente le ‘bottiglie’ di pelati preparate da lui in estate e mangiava solo a casa sua. Ho conosciuto un maresciallo di polizia napoletano spesso lontano da casa, quindi costretto a mangiare in trattoria. Portava sempre con sè un barattolino di peperoncino coltivato nel suo orto da aggiungere a qualunque pietanza, altro che ‘dressing’.

    Per contro, all’estero non ho mai mangiato in un c.d. ‘ristorante italiano’. Mi vergognavo: principalmente non mi andava di passare per provinciale, ma dubitavo anche molto sulla qualità delle pietanze proposte; il post di Arianna mi conferma che ci azzeccavo.

    Se all’estero pensano che gli italiani mangino tutti così e che per giunta siano tutti come testa di moquette, siamo proprio a posto.

    Il riscatto del nostro belpaese è nelle vostre mani, ragazzi! Datevi da fare, che per le cibarie ci pensano le mamme (di entrambe i sessi).

    • 3

      marijke woorts said,

      Da evitare molti locali italiani ma se gesititi da olandesi “innamorati” del Bel Paese c’e’ qualche speranza.Ci sono anche dei bravi e onesti chef italiani ma ad un costo e lavorano negli alberghi e locali di lusso. Mangio regolarmente da Yam Yam Trattoria – Pizzeria(gestore olandese che conosce bene la cucina italiana e la rispetta) nel Frederik Hendrikstraat ad Amsterdam.(appena fuori del quartiere Jordaan) Ottime pizze e anche le altre pietanze sono veraci. Da ca 15 anni si nota una inversione e si riesce a mangiare davvero bene in molti posti. Bisogno saperlo un po e evitare qualsiasi locale vicino alle stazioni ferroviarie e nelle piazze e stradelle piu’ batute del centro.
      Per chi ama la cucina Giaponese e asiatica in genere non c’e’ che l’imbarazzo della scelta.
      A Londra dove vado regolarmente si riesce pure a mangiare benissimo, ristorantini vegetarini sfiziosi e qualsiasi altro genere e’ bene rappresentato. Ora anche pagabile……..(sono una donna quasi 70enne e ho vissuto gli anni 60/70 in Italia. Paese che considero sempre ancora straordinario…mi considero fortunata averci vissuto in quei anni..

      • 4

        babboferro said,

        Grazie per il suo intervento, gentile signora Marijke;
        la civiltà sua e dei suoi connazionali si vede anche in gesti come il suo. Anch’io ho vissuto gli anni 60/70 in Italia e mi sono piaciuti tanto; purtroppo ci sto vivendo anche gli anni 2000 e mi piacciono molto meno.

        Grazie anche per le utili indicazioni; ne terrò conto quando andrò ad Haarlem a trovare i ragazzi. Sono molto contento di dovermi ‘rimangiare’ i miei giudizi negativi sulla cucina olandese e chiedo scusa a lei ed ai suoi connazionali.

  3. 5

    L’unica cosa che si può salvare è il latte nell’impasto della pasta della pizza. A qualcuno piace, per me non cambia proprio una cippa :P

    Ciao!


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