Il prologo

Le presentazioni e l’antefatto non sono d’obbligo, perché attualmente, al suo inizio, questo blog vuole essere un diario, una raccolta di pensieri in parole ed immagini, rivolto a dei lettori che ci conoscono già molto bene.
Ma un minimo è necessario.
Siamo in due autori: un uomo ed una donna ed io sono la più carina. Ci stimiamo e ci amiamo molto e qualche mese fa, apparentemente con un colpo di testa, abbiamo deciso di cercare la nostra strada altrove, lontano dalla culla protettiva familiare, in un posto in cui, si dice, “le cose funzionano”.   

la nostra casa!

la nostra casa!

Abitiamo ad Haarlem, ad una ventina di chilometri ad ovest di Amsterdam. Viviamo in un grande monolocale (qui chiamato studio), al terzo piano di quattro di una chiesa sconsacrata dieci anni fa, al cui piano terra si trovano anche un piccolo ufficio ed un salone per acconciature (nella foto, la facciata del ‘condominio’).
Già questa sembra una presentazione sufficiente, ma non è finita.
Siamo in attesa di regolarizzare la posizione fiscale per poter lavorare, dato che chiunque entri in questo Stato (con facilitazioni per i cittadini della EU) deve seguire un percorso di ‘entrata’ che prevede diversi passaggi, primo fra tutti la domiciliazione (e conseguente garanzia di poter rimanere per qualche mese). Mentre esistono casi di ‘affitto in nero’ e fioriscono le offerte al riguardo, il ‘lavoro in nero’, non regolare, non c’è -o meglio, ce n’è poco-.

L’intera vita individuale di un cittadino, olandese o straniero che sia, è basata sul Burger Service Nummer (BSN), che può essere paragonato al Codice Fiscale italiano con le dovute proporzioni, sia riguardo alla tessera in sé che alle diverse modalità e tempistiche per ottenerlo in uno stato o nell’altro. Generalmente il tempo che intercorre tra la richiesta del BSN e la ricezione a casa è di due settimane.

Nel frattempo ci stiamo guardando in giro, sia ad Haarlem che ad Amsterdam, alla ricerca di annunci di lavoro. È cosa rara in Italia ed invece abbastanza frequente nelle due città olandesi, scorgere degli annunci di ricerca di personale appesi alle vetrine dei negozi e dei locali; e cosa ancora più rara, alcuni di questi avvisi offrono lavoro part/full time.
È rincuorante sperare in una sistemazione lavorativa, seppure non permanente, quando girando la città incontri molte persone (a piedi o in bici) e vedi qualche annuncio nelle vetrine.
Ecco, una delle forti differenze che finora ho riscontrato è la vitalità, data ad ogni cosa o luogo, dalle persone.  

|Aria|

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2 Risposte so far »

  1. 1

    lullary said,

    ciao! commento qui nel primo post visto che e’ stata l’origine di tutto. Ho scoperto da poco il vostro blog ed un po’ alla volta lo sto leggendo, molto bello e divertente! Da dieci giorni ho iniziato anche io l’avventura, io maritozzo e bimba ci siamo trasferiti ad Eindhoven e l’Olanda resterà la nostra patria d’adozione per molto tempo. Potete leggermi qui http://italianstroopwafel.wordpress.com/ . Intanto grazie e in bocca al lupo!

    • 2

      Aria said,

      Ciao lullary, grazie del supporto e complimenti a te per il blog.
      Ma soprattutto, succes voor je toekomst!


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