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L’efficienza prima di tutto

Che i Neerlandesi siano un popolo piuttosto pratico, è cosa risaputa. Sono lavoratori scrupolosi, zelanti e sono poco inclini a non lavorare (per scioperi, malattie, …).
Soprattutto durante il primo contratto di lavoro (generalmente di 6 mesi, inclusa la prova, tutto pagato ovviamente), la presenza è uno dei fattori che vengono considerati di più nella valutazione del lavoratore.
Apprezzo tutte queste caratteristiche, ma devo confessare che generalmente manca la creatività -tutta italiana, secondo me-.

Per raggiungere il luogo di lavoro prendo un treno da Haarlem e una metropolitana da Amsterdam Sloterdijk; per il ritorno, stesso percorso al contrario. Ho deciso quindi di fare un abbonamento mensile al treno insieme ad uno per la prima zona della metropolitana: più conveniente che utilizzare solo il mio sconto annuale (dopo le 9:00 nei giorni feriali) sui treni.
Con mia somma sorpresa, l’impiegata delle NS mi ha informato che l’abbonamento ai mezzi urbani era valido sia per la prima zona della metro da Sloterdijk, sia per la prima zona degli autobus dalla stazione di Haarlem. Praticamente, con un unico abbonamento mensile, posso usufruire di un servizio da parte di 2 gestori: GVB (Gemeentelijk VervoersBedrijf, l’azienda municipalizzata trasporti), che si occupa dei mezzi urbani ad Amsterdam, e Connexxion, che ha lo stesso compito ad Haarlem.
Ne ho parlato con una collega al lavoro, le ho detto della mia sorpresa per il doppio servizio ad un unico prezzo e lei, che ha vissuto all’estero per diversi anni, ha demolito il mio entusiasmo raccontandomi che in altri paesi europei vale la stessa procedura. Sai com’è, quando si arriva dalla provincia italiana..

Qualche mattina fa, quando sono arrivata alla banchina della metro c’era tantissima gente ad aspettare; quando è sopraggiunto il mezzo, la maggior parte delle persone è entrata, stipandosi come in una scatola di sardine.
La metro, però, non si è mossa; anzi, le porte si sono chiuse, ma si sono spente le luci. Dopo un paio di minuti di apri/chiudi le porte e dopo che più di qualcuno ne era uscito, abbiamo sentito un annuncio che informava di prendere il ‘treno’ sull’altro binario. Proprio sul binario a cui arriva sempre la metro che mi porta a Sloterdijk, alla fine della giornata lavorativa; ci stavano informando che proprio da lì stava arrivando la metro che ci avrebbe portato in direzione opposta (rispetto al consueto).
Con un po’ di timore, ho preso la metro come tutti e non è successo niente altro di particolare.
Mi sono stupita, però, della velocità con cui hanno risolto il problema, senza farsi prendere troppo dal panico.
Ogni tanto dimentico di vivere nei Paesi Bassi, uno dei paesi europei più efficienti.

|Aria|

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Scioperi e manifestazioni

Come in tutti i paesi civili e civilizzati, anche nei Paesi Bassi si sciopera. Non è molto frequente, ma capita.
L’anno scorso ci capitò di vivere quotidianamente le conseguenze dello sciopero dell’intera squadra di pulizia della stazione Centraal di Amsterdam. Per poco più di un mese la stazione dei treni divenne un posto maleodorante e sporco, con annunci frequenti di scuse da parte delle NS (Nederlandse Spoorwegen, ferrovie neerlandesi). Eppure ‘i pulitori’  andarono avanti ed alla fine tornarono (finalmente, per i viaggiatori) a lavorare (spero, ovviamente, con qualche conquista in più).
Dalle poche informazioni che riuscii ad ottenere in quell’occasione, scoprii che le categorie come la squadra di pulizia avevano diritto a mantenere il posto durante lo sciopero, che, ovviamente, non avrebbe dovuto durare troppo a lungo. Questo sì che è un bell’esempio di democrazia.

Veniamo a temi più attuali. Una delle proposte del governo olandese è di tagliare i fondi destinati ai mezzi pubblici di superficie (bus, tram, metro) per incrementare quelli per i lavori pubblici stradali (sistemare quindi le strade e costruirne di nuove, e ponti e autostrade, tutto per le automobili insomma).


[Non so esattamente cosa significhi la frase della facciata del manifestino, ma direi che potrebbe suonare la GVB ha bisogno ancora di più!]

Dato che il taglio previsto metterebbe gli operatori dei mezzi pubblici (GVB Gemeentelijk Vervoersbedrijf, Azienda comunale trasporti, quelli di Amsterdam) in condizioni lavorative peggiori, quelli di Amsterdam, di Den Haag e di Rotterdam hanno indetto uno sciopero dimostrativo, ogni giorno in una città diversa, per i primi 3 giorni della settimana.
Lunedì scorso ho assistito per una manciata di minuti alla manifestazione in svolgimento davanti alla sede della GVB davanti alla Centraal Station: molto tranquilla e colorata. Qualche disagio ci sarà anche stato, ma quale altro modo pacifico si ha a disposizione per farsi sentire?

E veniamo alle mie radici: sono donna e sono italiana. Dopo quello che è accaduto in Italia domenica scorsa (13 febbraio), non posso non dire nulla, anzi voglio dire qualcosa.
Sono sempre più convinta del ruolo centrale della donna nell’esistenza umana e so (anche per esperienza) che cosa una donna italiana generalmente fa, crea, pensa, combina, unisce, sente, vede.. so quanto impegno ci vuole e ho sempre rispettato molto le ‘colleghe’ per principio di solidarietà.
Conosco l’indignazione e la frustrazione che nascono dal paragone (voluto o meno) con i modelli che le donne italiane si sentono ‘costrette’ a rappresentare. E da anni condivido il bisogno di restituire dignità ed attenzione alla donna, dandole la parità che pochi praticano.
Un applauso a tutti quelli che hanno partecipato ad una delle tante manifestazioni nelle piazze italiane; avrei davvero voluto esserci.

In conclusione, rimanendo nel femminile, mi auguro che le prossime 3 giudici usino la coscienza, così come sembra abbia fatto la loro collega.

|Aria|

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