A chi pensa che il nostro agosto olandese sia improduttivo, posso confermare che lo è solo per quel che riguarda il blog.
La vita (e anche l’altra sua faccia.. arrivederci, Juno..) continua a scorrere, forse anche più freneticamente qui al Nord, dove fa freddo.
Voi, che mentre leggete vi suda la mano sul mouse, potete capire cosa significhi stare all’incirca alla metà dei gradi nei quali vi trovate attualmente.
Per rispettare il vostro clima vacanziero, ho pensato di rispondere alle vostre domande. Ho raccolto i dati della statistica dell’ultimo mese dei termini di ricerca più utilizzati per arrivare al blog (alcuni un po’ bizzarri, devo dire..) e cercherò di dare le risposte, o gli strumenti per arrivarci.
Chissà che non venga soddisfatta anche la curiosità di altri.
Tempi di consegna dall’Italia all’Olanda
Dipende dal tipo di carico e dalla modalità di trasporto, che generalmente è su gomma o per via aerea (nei casi di spedizioni espresse). Da quello che ne so io (che non sono l’esperta di casa però), le maggiori difficoltà si riscontrano nelle aree remote, quelle zone difficilmente raggiungibili sia in partenza che in arrivo; una volta che il carico è arrivato ad un centro di smistamento e viene rispedito, il mandante dovrebbe ricevere un codice per seguire il percorso della spedizione. Il tempo può variare dai 3 ai 15 giorni lavorativi.
Una agenzia di logistica, o azienda di spedizioni/trasporti, può fornire dei dati molto più dettagliati.
Per chi ha dei dubbi sulla geografia in generale, ci sono diversi siti che si possono consultare (ad esempio maps di Google), per non parlare dei cari vecchi atlanti ‘in carta e rilegatura’.
Nel caso specifico, nel link c’è una cartina dei Paesi Bassi con le principali città: http://www.cittacapitali.it/europa/olanda/cartina-paesi-bassi.htm
Informazioni su percorrenze dei treni olandesi e rispettivi costi
Il sito delle Nederlandse Spoorwegen (NS, Ferrovie Olandesi) è accessibile anche in inglese ed è aggiornato praticamente in tempo reale: http://ns.nl/
L’assicurazione sanitaria (zorgverzekering) è un tema delicato, in Olanda, ed anche molto variabile.
È sempre possibile che ci siano delle nuove direttive, quindi bisogna informarsi seriamente e per tempo.
Da quello che so, dall’anno scorso qualunque cittadino della comunità europea, che sia entro i 3 mesi di permanenza presso un altro stato comunitario, ha il diritto di avvalersi della copertura sanitaria prevista dallo stato di cittadinanza, ovvero della propria tessera sanitaria.
Nel caso in cui il cittadino europeo sia residente nei Paesi Bassi, allora credo che sia necessario ufficializzare la posizione sanitaria, ma dovrei verificare esattamente la questione.
Per trovare le traduzioni di alcune parole (diffidate se dovete tradurre un’intera frase), ci sono diversi traduttori online: translate di Google, o quello di Bing.
A mio avviso, è sempre meglio utilizzare un dizionario (come l’atlante, vedi sopra) bilingue per cominciare e poi optare per un monolingue.
In Olanda, tutti gli insegnanti mi hanno consigliato i van Dale.
Il cibo olandese è piuttosto vario, perché gli stessi olandesi riconoscono che la loro terra offre poco per sperimentare tanto. Apprezzano molto le cucine etniche: credo che ad Amsterdam non ne manchi una!
Gli olandesi impazziscono per la appeltaart (= torta di mele, sempre con cannella), che considerano un po’ il loro prodotto d’esportazione, come la birra Heineken e il kaas (= formaggio), di cui si considerano veri intenditori.
Difficile non trovare qualche soep (= zuppa), fatta con qualunque ortaggio, e i mitici broodjes (= panini), imbottiti un po’ di tutto a scelta, freddi o passati al forno.
Nel periodo invernale, un piatto ‘domenicale’ è lo stamppot (= stufato), generalmente di patate e qualche altra verdura, arricchito da un bradworst (= salsiccia), una specie di enorme würstel affumicato.
Per festeggiare Sinterklaas (= San Nicolò, il 5 dicembre), in casa si fa una torta, preparata con molto burro, cannella e altre spezie e un po’ di frutta secca.
Immancabili in ogni città e aperti tutto l’anno, i baracchini che vendono patatine fritte al cartoccio, da passeggio (raramente sono provvisti di tavoli o sedie).
Nononstante i supermercati siano molto forniti, non sempre si trovano le famose grandi marche italiane; per ovviare a questo, è possibile reperire qualcosa nei negozi di alimentari turchi, o presso una filiale di qualche grande catena europea.
Buone vacanze!
|Aria|