Archivio per il blog

3 anni

I più avranno pensato che Ste ed io ce la stiamo spassando in qualche meravigliosa isola al caldo; l’idea è indubbiamente allettante, ma non è la verità.
Anzi, in realtà ci siamo concessi una breve vacanza in Tunisia, ma poi siamo rientrati nella realtà nordeuropea e fatichiamo a riprendere il ritmo.

Nel frattempo, però, c’è stato un anniversario importante: i 3 anni di questo blog (e di conseguenza della nostra avventura olandese).
Questa volta abbiamo deciso di celebrare l’occasione, riassumendo brevemente i numeri di questi primi anni di racconti.

2009
Visitatori totali: 13.065
Articoli più letti: la luna nera, 10.000 volte grazie

2010
Visitatori totali: 10.765
Articoli più letti: elezioni olandesi, italiani in fuga

2011
Visitatori totali: 17.301
Articoli più letti: referendum 2011, turisti e coffeeshop

|Aria|

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terra, nuvole, cielo

Ci sono anch’io, dopo qualche giorno (settimana) di assenza dagli schermi di questo blog. Dovuta per lo più alla pigrizia, ma anche dalla visita di due amici venuti qui al Nord attraversando l’Europa in automobile.
Devo dire che mi manca il viaggio in macchina dall’Italia a qui. Mi manca non perché l’abbia già fatto, manca proprio dalle mie esperienze e mi sono promesso di farlo prima o poi.
Credo che completerebbe la mia esperienza qui in Olanda, perché mi è sempre mancato il collegamento spaziale tra il posto da cui sono partito e il luogo in cui da due anni e mezzo esatti vivo e lavoro. Ho sempre viaggiato con l’aereo per muovermi tra Italia e Olanda e prendere l’aereo non mi dà l’idea chiara dello spazio.

So che entro in un edificio blindato dove perquisiscono me e il mio bagaglio (in attesa della scansione della retina), mi metto in fila diverse volte, fisso un tabellone attendendo un orario che conosco già da qualche settimana, faccio ancora una volta la fila; questa volta per attraversare un cunicolo rotondeggiante in stile Star Trek, che mi rilascia all’interno di quello che so essere un aereo.
Poi cerco il mio posto, mi siedo, attendo il decollo, lo temo un po’ perché ho letto un Focus o un Newton di troppo, magari proprio lo speciale estivo sulle sciagure aeree..

Questa, con il tempo sempre più lieve, paura di volare mi porta a fare le veci di un ipotetico terzo pilota: sono attentissimo ai giri del motore, ad ogni rumore che non mi aspetto (avessi poi le conoscenze per giudicarli, i rumori), ad ogni impercettibile odore di carburante.
Poi arrivano le nuvole e non succede più nulla. Seguono una o più ore, che di solito trascorro dormendo, poi si passa nuovamente attraverso le nuvole e la sequenza si ripete uguale e contraria rispetto al decollo.
La destinazione può essere Amsterdam, Trieste o Madrid, che il viaggio rimane lo stesso se non per la durata della fase di crociera. Il mio cervello considera l’aereo come una sorta di teletrasporto, piuttosto lento rispetto ai migliori film di fantascienza ma concettualmente simile:

Terra, nuvole, cielo, nuvole, terra.

Poco tempo e poca importanza al percorso, che avviene attraverso la trasparenza azzurra dell’aria, dove non ci sono indicazioni, scenari, persone, vite accanto alle quali passare. La mancanza di questi dettagli non mi permette di collegare razionalmente il posto in cui mi trovo e quello dove ho vissuto per una vita.
Mi sembra quasi che l’aereo sia per forza un collegamento tra le due realtà e mi fa strano pensare che se, per assurdo, camminassi verso sud un chilometro dopo l’altro, arriverei sulla stessa strada che percorrevo per andare a scuola, piuttosto che a casa di un vecchio amico.
Questo per dire che devo organizzare una traversata “Europe coast to coast“, per colmare il vuoto con l’esperienza.
Se ci sono dei volontari automuniti, sappiano che mi rifiuterei comunque di fare la strada senza fermarmi fuori a dormire almeno una notte, probabilmente in Germania, a differenza di quasi tutti gli ospiti venuti su in automobile che hanno optato per la modalità “tutta una tirata”.

E chissà cosa ne pensa il mio omonimo Stefano delle 24 ore di volo che dividono l’Italia dall’Australia, posto dove ora vive. L’ho conosciuto sul web tramite il suo viviallestero.com.
Da pochi giorni è online sul suo sito  l’intervista fattami per presentare il nostro blog ai lettori, ed essere assieme agli altri bloggers un possibile riferimento per italiani che vogliono tentare la fuga.

|Ste|

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arrivare dall’Italia

Spesso mi è capitato di dover spiegare agli amici che volevano farci visita le varie possibilità per arrivare dall’Italia a qui. Ho pensato che, senza dovermi ripetere ogni volta, sarebbe stato utile aggiungere una pagina al blog con le indicazioni pratiche. Una volta per tutte, almeno fino a quando non verranno apportate modifiche ai trasporti pubblici, modifiche che cercherò di tenere sotto controllo…

Continua sulla nuova pagina “arrivare dall’Italia”, alla quale troverete sempre il link in alto a destra sopra il titolo, oppure cliccando qui. Qualche consiglio su voli e altri mezzi da prendere per arrivare nel Noord Holland, una sezione aperta agli aggiornamenti e ai consigli dei visitatori del blog.

Periodo consigliato per le visite, notoriamente, la primavera.

|Ste|

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200 di questi post

Signore e signori: italiaolanda compie duecento post! Duecento volte grazie ad ogni persona che ci ha seguiti da questo blog!

Ed esattamente il 18 febbraio 2009, 2 anni e 2 giorni fa, io ed Aria partivamo con le nostre valigie di cartone alla volta dei Paesi Bassi. Il blog iniziò quasi un mese più tardi, ma avremo modo di celebrare questo evento più avanti.

Due anni in cui moltissime cose sono cambiate, tutte in meglio se non si conta la lontananza dagli affetti lasciati in patria: elemento difficile da escludere, ma del quale non ci si può meravigliare, essendo l’unico sicuro prezzo da pagare noto ben prima della partenza.
Due anni di scoperte ed  emozioni, di delusioni e rivincite, di solitudine e nuovi modi di comunicare.
L’Olanda ci ha accolti bene: un posto tranquillo e multietnico, con i suoi molteplici pro e gli immancabili contro. Se avesse il sole italiano, per fare un esempio, sarebbe forse il massimo, invece abbiamo dovuto aggiornare il nostro umore affinché non fosse troppo legato alle condizioni meteo. Avremmo smesso di parlarci, in caso contrario: credo che le giornate in cui per tutto il giorno il cielo è terso siano meno di 20 all’anno, per capirci.
Abbiamo avuto modo di riflettere in questo lungo periodo, sulla condizione degli emigrati di altre epoche, che lasciavano tutto per partire e non tornare, se tutto fosse andato bene, mai più.  Stop ai contatti con casa, se non grazie a qualche lettera che impiegava mesi e mesi a cercare l’indirizzo di destinazione. Vedersi di nuovo era sintomo di fallimento o di estrema ricchezza, ora i voli low cost hanno reso tutto più facile.
A noi emigrati 2.0 basta poi solo un click per aprire una finestra nelle nostre vecchie case o in quelle dei nostri amici, attraverso la quale possiamo parlare con i nostri cari e vederli come se li avessimo a due passi da noi. Manca il calore fisico delle persone, ma l’affetto riesce a giungerci anche sotto forma di bit e ci sentiamo meno distanti.

Concludo con un Grazie a chi ha creduto in noi, in Italia e qui, ma complimenti soprattutto a noi due che abbiamo saputo dimostrarci e dimostrare che volere è potere.

|Ste|

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10.000 volte grazie…

Molti sono nostri fedeli lettori, a volte addirittura parenti, qualcuno avrà buttato un occhio solo perché ci ha sentito parlare di italiaolanda più e più volte, qualcuno avrà letto il blog  in tutta fretta prima di venirci a trovare per essere informato al suo arrivo qui.
Qualcuno ha digitato su Google “monica bellucci in olanda” e il motore di ricerca lo ha condotto sul nostro blog. Molti  a questo punto avranno cliccato sul tasto “indietro” e si saranno dimenticati di noi, altri invece continuano a seguirci dandoci soddisfazioni e stimoli a continuare, nonostante la pigrizia che a volte mi (o ci) coglie nello scrivere.

Oggi sono al mio giorno di uscita dall’influenza, la visita a Zaanse di cui Aria vi ha parlato nel precedente post deve avermi messo a dura prova, ma con due giorni di aspirina e qualche chilo di arance sembra si sia riusciti a debellare la nostra nederlandse griep , nome che le abbiamo dato sia per distinguerla dalla mexicaanse griep (quella che in italia chiamano suina), sia per dare il giusto benvenuto nel nostro corpo a dei bacilli tipicamente olandesi (sempre che gli untori non siano da cercarsi tra gli ospiti venuti dall’Italia…ma sembrano sani). Oggi quindi relax sul lettone col PC caldo sulle gambe, mentre fuori si fa pian piano buio, e Aria, già al suo secondo giorno da “guarita”, sfoga le ritrovate energie sull’aspirapolvere con i sacchetti nuovi (speriamo non stacchi la moquette dalla sua sede, con tutto quell’aspirare). Il senso di colpa cerca di farmi alzare da qui, ma il peso specifico del mio sedere (in questo momento ai massimi storici) mi impedisce di galleggiare sul piumone. Così affondo. E mentre lo faccio, preparo gli addobbi per questo piccolo traguardo che abbiamo raggiunto con il blog, grazie a voi lettori.

Una curiosità? Le parole cercate nei motori di ricerca dagli utenti arrivati a noi per questa via. In testa, giustamente, si trova “dall’Italia all’Olanda”, ma Google ha saputo capire anche i nostri fans un po’ dislessici che per più volte sono arrivati a noi digitando “dall’ italai all’olanda”. Vi propongo la tabella che li indica tutti.
Qualcuno è davvero curioso.

TESTO CERCATO SUI MOTORIdall’italia all’olanda volte79
luna nera 8
dall’italai all’olanda 6
topo olandese 6
calamite reggi tende 4
la luna nera 4
blog wordpress dall’italia all’olanda 4
italia olanda blog aria ste 3
corsi olandese per italiani 3
berlusconi vaffanculo 3
la matita rotterdam 3
lavorare a harleem olanda 3
trasloco dall’italia all’olanda opinioni 3
olanda 3
allestimenti ape piaggio 2
in auto dall’italia fino all’olanda 2
calamite reggitenda 2
monica bellucci in olanda 2
daal’italia all’olanda 2
internazionale787 2
ristoranti italiani 2
ape hotdgs 2
keukenhof campi tulipani foto 2
lavoro olanda 2
internazionale laila wadia 2
bici cruise da spiaggia 2
piaggio ape ijs 2
biciletta amsterdam 2
dall’italiaall’olanda 2
tende moquette azzurra 2
space cake ricetta 2
suonare al parco 2
amsterdam nieuwendijk 2
camere da letto in italia, in italia su 2
piaggio ape 2
casa sul tetto 2
laila wadia biografia 2
andare a vivere in olanda 2
foto vondel park 2
imparare olandese in italia 2
dall’italia all’olanda blog 2
km dall’italia all’olanda 2
eravamo in vacanza 2
olanda blog aria stè 2
lettera dall’italia all’olanda 1
agenzie immobiliari olandesi in italia 1
cavalletto bicicletta 1
immagini fiori giacinti colorati 1

|Ste|

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Comunicazione di servizio

Comunicazione di servizio: si prega l’altro autore del blog di fare attenzione, perché il ritorno della compagna sembra essere a rischio disdetta.
Coccolata da tutti, ripresasi dal caldo estivo e reduce da vittorie gastronomiche, all’ultima cena la nostra eroina tentenna. Forse vittima di un complotto, le viene prospettata una pastasciutta al ragù, cucinato con tanto amore dal papiño.
Attenzione: non sappiamo se la co-autrice riuscirà a prendere l’aereo per tornare nella fredda Olanda.
[Ocio, Ste..]

|Aria|

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oggi sciopero

In Italia, una politica “vecchia” vuole impedire la libertà d’informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il DDL Alfano che sono un attacco alla democrazia.
italiaolanda.wordpress.com aderisce alla giornata di silenzio per la libertà d’informazione on line.

sciopero!

sciopero!

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(s)connessi | 2

Ahhh ecco di nuovo la connessione a casa. Mi sembra di esser stato partorito una seconda volta. Stavolta però ho dovuto pulire io tutto il sangue e la placenta prima che rincasasse Aria. Non vi dico la moquette, da azzurra era quasi viola. Prima di darvi nuove informazioni devo completare ciò che avevo iniziato. Pensavo di aver voglia di scrivere a casa qualche articolo per poi postarlo una volta trovato un hot spot WiFi. Ma scrivere davanti ad un pc non connesso non è così stimolante, quindi abbiamo lasciato che si depositasse la polvere sul tasto Pubblica del blog. Ci eravamo lasciati col racconto della prima parte del trasloco, ma la seconda è ancor più rocambolesca.

agipincasa-800

accampati

Dopo aver accompagnato Ferruccio all’aeroporto, ci siamo diretti verso la nostra nuova casa, per la prima volta saremmo entrati da soli! Arriviamo al parco vicino casa e svoltiamo a sinistra verso il numero 73, quando notiamo quello che sembra un turista smarrito che cerca il nome della via. Assomiglia ad un mio ex collega di Duino, Denis…è lui! Scendo dalla bici per abbracciarlo tra lo stupore mio e di Aria. Oltre a Denis, ci sono Daniela con sua figlia Sarah e Luca. Denis, Daniela e Luca sono miei ex colleghi di Duino Sud. Dopo i festosi saluti ci fanno vedere come sono arrivati fino a noi: un camper enorme si staglia all’orizzonte. 6 posti, con il garage. Il camper era così grande che non stava in garage, così hanno costruito un garage dentro al camper. Il camper era ripieno di oggetti arrivati da casa mia e da quella di Aria. Il dissidente Ferruccio non era quindi solo un immigrato clandestino ma anche una pericolosa spia cybernetica che lanciava messaggi verso l’Italia spremendo le nostre conversazioni per ottenere informazioni preziose.

Siamo saliti nella casa semideserta dove ci siamo sistemati alla meno peggio, e Luca è sprofondato nel divano in cartongesso e plastica che avevamo creato. Denis invece inaugurava la casa scivolando lungo la scala ripida e cercava di fermare la sua inesorabile discesa verso la porta d’ingresso, usando la pelle dei gomiti come fosse pastiglie dei freni, lasciando piastrine e tracce di DNA sulle due pareti della scala. Daniela ci comunica tra le risate quest’ultimo avvenimento, ignara del fatto che ci sarebbe stato posto anche per lei nella storia. Avrebbe dovuto aspettare solo un giorno. Dopo una serata tranquilla, ci siamo rivisti il giorno successivo per andare ad Amsterdam.

Arriviamo ad A’dam poco prima dell’inizio del corso di olandese, diamo qualche indicazione ai nostri ospiti affinchè non si perdano nelle due ore che ci divideranno. Il corso si tiene vicino a piazza Dam, ed è lì che ci ritroviamo alle tre. Mentre mangiamo dei panini preparati da Arianna, seduti sulla gradinata del monumento nazionale con il palazzo reale di fronte a noi, arriva un amico di Denis e Daniela, ma conosciuto anche da me, Luca e Sarah, che vive a nord di Amsterdam da qualche anno, Ivano. Ivano conosce i locali del centro meglio di noi e ci propone un bar che, dice, accontenta sempre tutti.

molen de Adriaan, Haarlem

Salutiamo Aria che va a lavorare e seguiamo Ivano che ci porta a qualche minuto da lì, in un bar “smoker friendly”. Ci sediamo e ordiniamo da bere, chi un succo di frutta, chi una birra. Passa di lì una canna e tutti, tranne l’irremovibile Luca, danno un tiro. Anche Daniela, che per anni ha “discusso” con me sull’argomento droghe leggere (nei Paesi Bassi si può ancora usare questo termine poiché, come tutti sapranno, questi olandesi retrogradi hanno ancora leggi che distinguono l’eroina dalla marijuana. Secondo l’esito di un referendum del 93 dovrebbe esserci questa distinzione anche in Italia, ma la Fini Giovanardi ha spazzato via la volontà del popolo. 99 persone su 100 l’hanno dimenticato la settimana dopo, in perfetto stile italiano. Mi fermo qui.), decide per un tiretto, Sarah, nel suo diciottesimo anno di vita, se ne concede un paio. Denis, timidamente, si accoda. Finita la canna e le bevande, salutiamo Ivano che ha incontrato amici anche lì e usciamo per fare finalmente un giro in città.

Appena usciamo noto Daniela un po’ pallida. Molto pallida. Sguardo nel vuoto e..plop, sviene abbarbicata a me e a Denis. Dopo averla schiaffeggiata un po’ la facciamo sedere sugli scalini di un locale poco distante e, dopo meno di un minuto, la barista è già fuori con dello zucchero in una mano e una bottiglia d’acqua nell’altra. Denis si fa prendere dall’agitazione e annaffia Daniela, invece di darle da bere, Sarah è comprensibilmente spaventata e trema tra le lacrime a pochi passi da noi, Luca è impegnato a sdrammatizzare (leggi sparare stronzate:) ) e Daniela pian piano sta riprendendo colore. Paura e delirio ad Amsterdam. Per fortuna in qualche decina di minuti è tutto risolto e possiamo fare un giretto, tra Leidseplein, Museumplein e Centraal station, con la promessa di ritornare l’indomani per visitare la Città più tranquillamente. Ritorniamo in treno e ci salutiamo abbastanza presto, stanchi per la lunga giornata. Domani grigliata insieme in campeggio, dopo che avremo trasferito le ultime cose dalla chiesa alla nuova casa.

saraH-800

SaraHospital

Ci troviamo nella chiesa la mattina alle 11 e scopriamo che le “ultime cose”, che pensavamo di portare con “qualche viaggio in bici”, in realtà sono tantissime da riempire un camper da 6. Una ventina di viaggi in bici a conti fatti. Portiamo le cose da una casa all’altra, passando difficilmente con il camper nelle strette vie di Haarlem. In pochi minuti, come formichine, svuotiamo il camper e riempiamo la casa. Finite le operazioni di trasloco, lasciamo le bici in stazione e io e Aria saliamo con gli altri sul camper alla volta del campeggio, per pranzare lì prima che noi si vada ad Amsterdam e lei al lavoro. Arriviamo lì e Denis inizia a cucinare subitamente con la griglia a gas. Il pranzo è abbondante e delizioso e meriterebbe una degna pennichella, ma comincia ad essere tardi e decidiamo di muoverci verso la stazione, per prendere il treno per la capitale. Il campeggio è a qualche decina di minuti a piedi dalla stazione. Per raggiungere quest’ultima non c’è un percorso pedonale, ma solo una strada poco trafficata e la pista ciclabile. Dopo pochi minuti di cammino in fila indiana sulla ciclabile, il rumore di uno scontro ci risveglia di colpo. Sarah è a terra che piange e urla di dolore, pochi metri più in là un ragazzo parcheggia lo scooter e viene, pallido come un morto, a sincerarsi delle condizioni della ragazza che ha appena travolto. Per fortuna lo scooter ha preso il ginocchio di Sarah quasi di striscio, ma il dolore è forte e si decide di chiamare un’ambulanza. Ci pensa il ragazzo e chiama il 112. Dopo pochi minuti il silenzio è rotto dall’arrivo di due volanti della polizia con i lampeggianti in funzione, una forse anche con le sirene. Scende il poliziotto e inizia a compilare un foglio molto simile a quella che noi chiamiamo “constatazione amichevole”, interrogando Sarah e il ragazzo per ricostruire la dinamica. La polizia mi chiede come stia la ragazza e decidiamo di farla visitare in ospedale. Non disponendo di un veicolo, arriva in nostro soccorso una grossa ambulanza da film americano. E’ la prima volta che salgo su un’ambulanza (e senza nemmeno star male personalmente, meglio di così?) e guardo a bocca spalancata tutti i pulsanti che affollano la plancia mentre traduco in inglese il dialogo di Sarah e il dottore. La paziente sta sempre meglio, e viene adagiata su un lettino nel pronto soccorso di Haarlem. Attendiamo l’arrivo dei vari dottori che passano a visitare Sarah. trasloQ-800Nel frattempo arrivano a piedi anche Daniela e gli altri, mentre noi attendiamo i risultati dei raggi X. Fortunatamente l’incidente ci costa solo qualche ora in ospedale e la mancata visita ad Amsterdam, oltre ai 320 € che, sembra, verranno restituiti dalla sanità italiana. Ritorniamo a piedi in campeggio, tra prati e case sul canale. La serata prosegue in centro ad Haarlem e, dopo esser passati anche in commissariato per ritirare dei documenti sull’incidente, ci siamo diretti in centro in attesa di Arianna. Qui siamo stati ancora un po’ insieme per poi salutarci e darci appuntamento al giorno successivo, quello della loro partenza.

Il giorno dopo abbiamo pranzato insieme a Boter Markt e ci siamo salutati nel primo pomeriggio, esausti per 4 giorni davvero “de fuego”. Un grazie e un abbraccio a loro 4 che ci hanno fatto una graditissima sorpresa e ci hanno aiutato moltissimo nel trasloco, oltre a portare chili di rifornimenti e mobilio dalle terre friulane.

E grazie anche a me, sono riuscito finalmente a portare a termine questo post. Da ora in avanti cercherò di pubblicare solo post corti, altrimenti va a finire che pubblico una volta al mese. Scusate ma sono ancora un po’ frastornato dalla contemporanea presenza di due lavori e non riesco ancora a organizzare il mio tempo come vorrei..

|Ste|

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Vago sentore di casa

Tanto per cominciare devo familiarizzare nuovamente con la tastiera.. WOW, quanti tasti!!
Tra la tonificante permanenza del papiño, la revoluciòn, il trasloco, l’arredamento spartano e soprattutto la totale assenza della connessione ad internet, i giorni passano (le settimane) e questo blog soffre..
Devo confessare che l’isolamento dagli affetti per una settimana è stato quasi piacevole dopo tanta confusione e tanta fatica, ma poco dopo ha iniziato a farsi sentire e a pesare davvero.
Qualcuno sostiene che il trasloco sia un cambiamento talmente forte che sia necessario metabolizzarlo successivamente; che sia vero o meno, per me questo trasloco è stato il più faticoso a livello fisico. Non è stato difficile svuotare il nostro ‘studio’ in chiesa, grazie anche al provvidenziale aiuto giuntoci dall’Italia, ma quanta fatica portare tutto nella nuova casa, provvista ovviamente di trap(la tipica e ripida scala olandese ad angolo)!!
D’accordo, Ste è stato bravissimo e velocissimo, ma anch’io ho portato il frigo su per la trap nella nuova dimora. I miei quadricipiti me l’hanno ricordato per 2 giorni!! (Alto livello di difficoltà a fare qualsiasi piegamento sulle gambe.. fortunatamente non abbiamo un comodo divano su cui rilassarci, altrimenti non sarei più riuscita ad alzarmi..)
Purtroppo confermo l’inesistenza di prove visive delle varie fasi del trasloco (vedi Ste in giro per il parco con un frigo..), ma posso iniziare a darvi un’idea della nostra nuova casa: intanto merita questo nome, ha delle pareti e delle porte e tantissime e grandi finestre. All’agenzia però sono stati chiari, non accettano animali, quindi per ora Juno continuerà a godersi la saltuaria compagnia del girovago papiño; contiamo di ottenere la fiducia dal padrone di casa in futuro, così da poter arricchire il nostro nucleo familiare.Assaggio casa nuova
Dicevo, le pareti ci sono, ma sono tutte in cartongesso (come i soffitti del resto), con relativa difficoltà a sostenere qualsiasi peso.
Curiosità: la nostra stanza da letto è divisa dal resto della casa da un piccolo corridoio che dà sulle scale d’entrata all’intera casa e sulla porta d’entrata della casa dei nostri vicini, che quindi diventano più che vicini (anche se abitano sopra di noi), quasi coinquilini. Dopo qualche settimana di permanenza effettiva, posso dire che non siamo minimamente infastiditi dall’avere la loro porta tra la nostra stanza da letto ed il resto della casa; è comunque un po’ strano, no?
La porta che si vede a sinistra è quella d’entrata alla casa (nostra e dei ‘coinquilini’), che dà sulla trap (una ventina di scalini ad angolo) e poi sul piccolo corridoio/ingresso di smistamento. La finestra sopra la porta e quella a destra sono quelle della nostra camera; poi la casa si sviluppa in lunghezza, quindi sul lato che nella foto è in ombra.

So che non è molto, ma per iniziare mi sembra soddisfacente.
Nelle prossime puntate (se ci saranno ancora lettori, dato che senza connessione si sono persi pure loro..) riuscirò a dare maggiori dettagli sulla casa.

|Aria|

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sconnessi | 1

più mobile e senza fili che mai..Dalla nuova postazione mobile, parcheggiata fuori dalla chiesa, vi do qualche aggiornamento.

Nei giorni successivi abbiamo deciso di affrontare il problema frigo, contattando persone via Marktplaats.nl, l’ebay olandese. Dopo qualche tentativo a vuoto, ci ha risposto un ragazzo di Haarlem, che abita a poco più di un chilometro dalla nostra chiesa e al massimo a due chilometri dalla nostra nuova abitazione. Ovviamente i tempi stringono e l’appuntamento viene fissato per le 10 di mattina del giorno precedente la partenza di Ferruccio. Ora si pone l’ultimo problema, tipicamente olandese: come diavolo portiamo il frigo? Non è molta la strada, ma senza un’auto ci sembra impoponibile. Con la complicità di Arianna e Ferruccio, stiliamo un piano. Due, tre.
Il piano A prevede di chiedere aiuto la mattina presso il mio lavoro. Quel capannello di olandesi mattinieri potrebbe essermi d’aiuto.
Il piano B prevede di contattare un tassista dotato di grossa monovolume, capace di contenere un frigo di medie dimensioni.
Il piano C, da tutti ritenuto il meno interessante, consiste nel chiedere un carrellino a due ruote presso qualche negozio della zona.
Alle 5 di mattina parte il piano A, e sembra funzionare alla perfezione: il boss millanta aiuti, collaborazioni e soluzioni. Mi dice che mi chiamerà alle 9 se tutto “va come lui prevede”.
Non lo sentiremo fino al giorno dopo, quando vomiterà scuse poco credibili. Ferruccio alle 9 e mezza inizia a cercare un taxi, sembra essercene uno di sufficienti dimensioni, poi no. Ferruccio si dirige alla stazione per entrare nel giro dei tassisti di persona. Io e Arianna andiamo all’appuntamento, e al civico di una via vicina a Cronje straat ci apre un surfista biondo che ci aiuta a portare il frigo sul marciapiede antistante la sua abitazione. Ci chiede dove sia la nostra automobile. Rispondiamo guardando in due direzioni diverse e fischiettando un motivetto. Farfugliamo qualcosa riguardo il taxi che forse non arriverà mai. Infatti Ferruccio è come sempre fuori dai radar, essendo per scelta privo di telefono mobile. Decido di mettere in atto il piano C, non avendo notizie sull’esito del piano B. Lascio Arianna a guardia del frigo (o del surfista? sarà meglio fare veloci, nel dubbio..) e mi dirigo presso un negozio Expert. Tra le lavatrici e i frighi nuovi di zecca, scorgo un carrellino a due ruote che fa al caso nostro. Mi avvicino al commesso incravattato e gli spiego il problema. Con mio sommo stupore mi concede il carrellino, “anche per qualche ora”. Ringrazio e scappo a bordo dello stesso. Raggiungo Arianna e carico il frigo facendo leva col carrellino. Parto tenendo con una mano il frigo, affinchè non cada sobbalzando sulle ruote. Con calma inizio il mio percorso cittadino tra marciapiedi, ciclabili e attraversamenti pedonali. Vorrei fermarmi per una foto quando sono col mio frigo nel parco di Kleverpark. In ogni caso la penuria di automobili e le molte persone che girano a piedi e in bici, mi fanno sentire un po’ meno pirla. Arrivo fino alla nuova casa e attendo l’arrivo di rinforzi per portare il frigo al piano superiore. Ferrucio arriva in taxi, sebbene abbia già detto al tassista che non servirà portare più nessun frigo.
Io e Arianna prendiamo il frigorifero in braccio e lo portiamo pian piano al primo piano, mentre Ferruccio fa da blocco meccanico, spingendo sulla mia schiena perchè io non possa cadere verso il basso. Sudiamo come bestie ma otteniamo ciò che vogliamo.
Frigo e letto ci sono. E con loro nostre notizie. A breve sfiderò di nuovo la scomodità della nostra fase sconnessa per raccontarvi la seconda metà del trasloco. Davvero un camper di sorprese!

Tutto procede meravigliosamente nella nuova casa, pian piano si riempie e dà sempre più l’idea di una dimora, e sempre meno quella di una distesa di moquette azzurra. Purtroppo la via della connessione ad internet a sbafo, o perlomeno condivisa con i vicini, sembra essere più tortuosa del previsto. Vi siete persi molti dettagli divertenti sul nostro trasloco, è stato veramente epico. Un’autentica miscela di Olanda e Italia. Appena ottenute le chiavi della casa nuova, ci siamo trovati di fronte al problema “componenti essenziali”. Quelli senza cui non si può vivere (con i parametri del terzo millennio, ovviamente), ovvero letto e frigo, visto che la cucina era l’unica cosa presente, oltre al bagno, all’interno dell’appartamento prima del nostro arrivo. Così ci siamo diretti da mamma IKEA per trovare un letto “decente”. Grazie al contributo di Ferruccio, economico e di esperienza, e grazie al puntuale servizio di consegna a domicilio, tre ore dopo avevamo il letto a casa. Beh, non proprio “a casa”. Sotto casa. I due energumeni turchi che lavorano per l’IKEA scaricano tutto davanti alla porta e fanno per andarsene, quando contando i pezzi, questi sono 11. Il turco fa: yes, ok, eleven. Eh no, dovevano essere 12, lo ricordo e lo leggo sulla bolla. Il turco prova ad insistere ma gli faccio notare che le gambe del tavolo sono 3: è evidente che qualcosa non quadri. Salta sul furgone e scende con tre gambe. Le sue più quella del tavolo, che mi consegna. Mentre Aria è al lavoro ci troviamo a dover affrontare da soli la TRAP che ci divide dal soggiorno al primo piano. Spingi che ti spingi, il letto arriva al piano. Se frequentate il centro commerciale svedese, sapete che il letto a questo punto del racconto è uno scatolone piccolo ma pesantissimo, con vicino una barra di metallo che sosterrà le doghe e queste ultime in due sacchetti distinti. Speriamo di essere all’altezza delle istruzioni. Dopo qualche intoppo nel montare uno sgabellino, che ci ha fatto tempere il peggio, con disinvoltura abbiamo trasformato gli oggetti a disposizione in un letto minimal-chic. Non male davvero!

 Nei giorni successivi abbiamo deciso di affrontare il problema frigo, contattando persone via Marktplaats.nl, l’ebay olandese. Dopo qualche tentativo a vuoto, ci ha risposto un ragazzo di Haarlem, che abita a poco più di un chilometro dalla nostra chiesa e al massimo a due chilometri dalla nostra nuova abitazione. Ovviamente i tempi stringono e l’appuntamento viene fissato per le 10 di mattina del giorno precedente la partenza di Ferruccio. Ora si pone l’ultimo problema, tipicamente olandese: come diavolo portiamo il frigo? Non è molta la strada, ma senza un’auto ci sembra impoponibile. Con la complicità di Aria e Ferruccio, stiliamo un piano. Due, tre.

Il piano A prevede di chiedere aiuto la mattina presso il mio lavoro. Quel capannello di olandesi mattinieri potrebbe essermi d’aiuto.

Il piano B prevede di contattare un tassista dotato di grossa monovolume, capace di contenere un frigo di medie dimensioni.

Il piano C, da tutti ritenuto il meno interessante, consiste nel chiedere un carrellino a due ruote presso qualche negozio della zona.

Alle 5 di mattina parte il piano A, e sembra funzionare alla perfezione: il boss millanta aiuti, collaborazioni e soluzioni. Mi dice che mi chiamerà alle 9 se tutto “va come lui prevede”.

Non lo sentiremo fino al giorno dopo, quando vomiterà scuse poco credibili. Ferruccio alle 9 e mezza inizia a cercare un taxi, sembra essercene uno di sufficienti dimensioni, poi no. Ferruccio si dirige alla stazione per entrare nel giro dei tassisti di persona. Io e Arianna andiamo all’appuntamento, e al civico di una via vicina a Cronje straat ci apre un surfista biondo che ci aiuta a portare il frigo sul marciapiede antistante la sua abitazione. Ci chiede dove sia la nostra automobile. Rispondiamo guardando in due direzioni diverse e fischiettando un motivetto. Farfugliamo qualcosa riguardo il taxi che forse non arriverà mai. Infatti Ferruccio è come sempre fuori dai radar, essendo per scelta privo di telefono mobile. Decido di mettere in atto il piano C, non avendo notizie sull’esito del piano B. Lascio Aria a guardia del frigo (o del surfista? sarà meglio fare veloci, nel dubbio..) e mi dirigo presso un negozio Expert. Tra le lavatrici e i frighi nuovi di zecca, scorgo un carrellino a due ruote che fa al caso nostro. Mi avvicino al commesso incravattato e gli spiego il problema. Con mio sommo stupore mi concede il carrellino, “anche per qualche ora”. Ringrazio e scappo a bordo dello stesso. Raggiungo Aria e carico il frigo facendo leva col carrellino. Parto tenendo con una mano il frigo, affinchè non cada sobbalzando sulle ruote. Con calma inizio il mio percorso cittadino tra marciapiedi, ciclabili e attraversamenti pedonali. Vorrei fermarmi per una foto quando sono col mio frigo nel parco di Kleverpark. In ogni caso la penuria di automobili e le molte persone che girano a piedi e in bici, mi fanno sentire un po’ meno pirla. Arrivo fino alla nuova casa e attendo l’arrivo di rinforzi per portare il frigo al piano superiore. Ferrucio arriva in taxi, sebbene abbia già detto al tassista che non servirà portare più nessun frigo.

Io e Aria prendiamo il frigorifero in braccio e lo portiamo pian piano al primo piano, mentre Ferruccio fa da blocco meccanico, spingendo sulla mia schiena perchè io non possa cadere verso il basso. Sudiamo come bestie ma otteniamo ciò che vogliamo.

Frigo e letto ci sono. E con loro nostre notizie. A breve sfiderò di nuovo la scomodità della nostra fase sconnessa per raccontarvi la seconda metà del trasloco. Davvero un camper di sorprese!

|Ste|

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