Archivio per eventi

feste di primavera

Mentre il nostro trasloco procede un po’ a rilento e se ne prevede il decollo solo durante il prossimo weekend, l’Olanda ha vissuto il periodo più festoso dell’anno. Il giorno della regina, l’investitura del nuovo re e il festival della liberazione hanno colorato ed animato le strade di molte città olandesi.

hlemstraatCome da tradizione, abbiamo passato anche questa giornata della regina ad Amsterdam. La giornata era gradevole, nonostante bastasse una nuvola – che qui non manca praticamente mai – ad oscurare il sole e a far subito sentire i 12°C di questa timida primavera. Così timida che i giardini di Keukenhof, che abbiamo visitato assieme agli ospiti venuti a trovarci una settimana fa, non erano del tutto in fiore, anzi, almeno un quarto dei boccioli non si era ancora schiuso.

willemtrixAd Amsterdam invece era tutto un fiorire di vestiti, accessori e parrucche arancioni. Ci siamo diretti dalla stazione dei treni, stranamente non stracolma di gente come gli altri anni, verso lo Jordaan, rinomato quartiere della capitale e teatro dei più colorati e forniti mercatini. Il giorno della regina tutti possono vendere tutto, esentasse, per strada: dalle cianfrusaglie trovate in soffitta ai dolci rigorosamente home made appena sfornati. Vale un po’ tutto al vrij markt (lett. mercato libero). hijisgekDappertutto la musica riempie l’aria allietando venditori e attirando compratori per tutta la durata delle bancarelle, aperte dalle 6 di mattina alle 8 di sera. Nelle strette viuzze dello Jordaan,  dove sono più numerosi gli indigeni amsterdamesi, mi è capitato di vedere più spesso espressioni goliardiche atte a prendere in giro la casa reale. I migliori contributi sono le foto che vedete a destra: in basso la nuova regina Maxima, moglie del re, che esclama “è pazzo!”; nella foto in alto il nuovo re sfoggia l’inconfondibile pettinatura della madre, l’ex regina Beatrix, dando vita ad uno spassoso fotomontaggio.

Nei canali del centro sfilavano già dal primo pomeriggio le barche decorate con drappi arancioni, grossi altoparlanti e una discreta riserva di birra, dotate spesso di pochi posti e solo in piedi, meglio se occupati ballando (in perfetta sincronia con gli altri occupanti, visti gli spazi esigui). Abbiamo seguito i canali per un po’, fino ad arrivare a Leidseplein, in gran fervore, e proseguire verso il Vondelpark. barcaQui trovano posto i mercatini tenuti dai bambini, assieme a coetanei che suonano gli strumenti più vari, attirando folle di curiosi ad applaudirli.
Il giorno della regina è sì un occasione di festa, ma per i più intraprendenti è anche momento per lauti guadagni. Vendendo a peso d’oro delle lattine comperate nei giorni precedenti nei supermercati per pochi centesimi, improvvisandosi cuochi o con le idee più curiose. Le più interessanti di quest’anno sono il matrimonio express e il lancio delle uova.
Nel primo caso, un gazebo di due metri per due prometteva di sposare qualsiasi coppia lo volesse per soli 5€. Nel pacchetto erano compresi: abiti da sposi, cerimonia, anelli e servizio fotografico (una foto Polaroid). uova
Nel secondo caso, un personaggio vendeva tre uova crude per la modica cifra di  2 €.
Un allevatore di galline che offriva i prodotti del suo pollaio? No, le uova servivano per essere lanciate addosso al socio del primo uomo, che stava immobile a una decina di metri, attendendo che i lanciatori scagliassero “mancati pulcini” sulla sua testa, coperta da una parrucca arancione fluorescente. Il gioco non coinvolgeva solo le persone appena descritte: a volte le uova, lanciate troppo radenti al suolo, non si rompevano subito ma rimbalzavano, correndo minacciose verso le persone sedute anche a 30-40 metri di distanza, a volte frantumandosi sui malcapitati che comprensibilmente pensavano di non essere nel raggio d’azione, impregnando i loro vestiti del nutriente alimento e del suo poco gradevole profumo.
Ho calcolato che a quel ritmo i due potevano aver raccolto circa 3-400 € all’ora, già al netto del costo delle uova.

La zona del Dam l’abbiamo evitata un po’ come la peste, visto che l’area era transennata più o meno pesantemente nel raggio di diverse centinaia di metri dal palazzo reale e dalla Nieuwe Kerk, dove l’investitura di Re Willem ha avuto luogo. Anche i cartelli luminosi sconsigliavano di recarsi lì, e invitavano il pubblico a seguire l’avvenimento sui maxi schermi predisposti in diverse zone della città.
Quest’anno c’era meno gente in giro per la città, forse perché i grandi party sono stati spostati in zone periferiche, forse perché si temeva che la concomitanza del giorno della regina con l’investitura generasse un sovraffollamento tale da rendere invivibile l’ambiente.

In questi giorni si è tenuta anche la Nationale Dodenherdenking, commemorazione nazionale dei morti di tutte le guerre (e delle missioni umanitarie), che ha luogo il 4 maggio, giorno in cui si svolgono cerimonie ufficiali e vengono osservati due minuti di silenzio alle 20.

Bevrijdingspop

Più festoso è invece il Bevrijdingsdag, il giorno della liberazione. Oltre a celebrare la liberazione dai tedeschi alla fine della seconda Guerra Mondiale, è oggi una celebrazione della libertà in senso lato. Un giorno per festeggiare la libertà di cui l’Olanda è un noto esempio, ma anche per pensare a chi non ha la stessa fortuna e vive in posti dove essere liberi è ancora un miraggio. La data è il 5 maggio ma, a differenza del 25 aprile per l’Italia, è considerato giorno festivo solo una volta ogni cinque anni, quelli divisibili per 5. Sarà quindi una bank holiday la prossima volta nel 2015.
Ogni anno il 5 maggio, indipendentemente da quale giorno della settimana sia, in molte città d’Olanda la giornata viene celebrata con dei festival. Il più famoso e più datato di questi festival è il Bevrijdingspop (pop di liberazione) e si tiene nella nostra adorata Haarlem. Questa era la 33esima edizione e anche questa volta gran parte del merito per la buona riuscita dell’evento va ai volontari che l’hanno preparata.
Non ci eravamo mai stati da quando siamo qui, ma quest’anno abbiamo voluto dare un’occhiata. Siamo partiti dalla stazione in bici ed abbiamo percorso la strada verso i parchi a sud, Harlemmerhout e Florapark. Dalla partenza all’arrivo abbiamo pedalato accanto ad un vero fiume di persone che scorreva ininterrotto attraverso le vie del centro per uscirne a sud, dove si trovavano i parchi e l’area della festa. Lì, 4 palchi offrivano musica per tutti i gusti e per tutte le età, visto che uno di essi era dedicato ai più piccoli. Un’affluenza da record, favorita dal bel tempo (20 gradi e più) e dal fatto che quest’anno l’avvenimento è avvenuto di domenica.

|Ste|

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L’ultimo trasloco

Rullo di tamburi, squillo di trombe.. Signore e signori, ecco a voi l’ultimo trasloco!
Non riesco ad esprimere in parole la contentezza e il sollievo che questo pensiero mi porta: per l’ultima volta impacchetterò, sposterò, riaprirò scatoloni, sistemerò mobili e oggetti, …
Per l’ultima volta dovrò affrontare la fatica di un trasloco e le conseguenze, che qualche psicologo ritiene molto pesanti per l’individuo.
In effetti, forse non sarà l’ultima volta perché l’acquisto di una casa non significa necessariamente che non vivrò da nessuna altra parte per il resto della vita, ma i presupposti per una lunga permanenza ci sono tutti.
E per me, affittuaria da una vita, l’acquisto della casa significa molto.
Facendo un rapido calcolo, nella mia vita ho assistito a 1 trasloco (ero troppo piccola per fare qualcosa), ho partecipato attivamente ad altri 3, per un totale di 4 traslochi, senza contare gli spostamenti durante il periodo universitario.
Il quinto deve ancora partire; c’è stato un inizio, c’è qualche scatolone pieno e qualcuno vuoto sparsi qua e là per il soggiorno, ma ci daremo da fare nei prossimi giorni.

Lo scorso fine settimana, ho approfittato del bel tempo e della compagnia del papiño per andare all’Ikea in bici a comprare qualche scatolone. Già, dall’ultimo trasloco (qui) del papiño non sono rimasti che un paio di scatoloni.
Sappiamo tutti che all’Ikea ogni oggetto ha un suo nome proprio, generalmente impronunciabile e poco riconducibile all’oggetto. Stavolta, però, ho trovato un articolo il cui nome è facile e significativo: le scatole per il trasloco Jättene.
Grazie a Ste, ho scoperto poi che esistono diversi siti che comparano i prezzi dei verhuisdozen (letteralmente, scatole da trasloco), prevedendo anche la consegna a casa. Esiste un vero e proprio mercato degli scatoloni!

Lo scorso sabato siamo andati a vedere i carri floreali del Bloemencorso di quest’anno, il cui tema era Bon appetit. Questa volta ci siamo diretti verso il centro dopo il previsto posizionamento dei carri, in Grote Markt e in qualche via limitrofa.
Lo spettacolo è sempre di grande effetto ed il profumo di giacinti, tulipani e narcisi è inebriante. Peccato che l’illuminazione notturna non rendesse giustizia ai colori sgargianti delle costruzioni.

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|Aria|

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Lente kriebels

[Entusiasmi primaverili]

La traduzione non è propriamente esatta; kriebel è la voglia, l’agitazione, il nervosismo attivo e positivo che generalmente deriva dal cambio di stagione, dalle temperature più tiepide e dalle giornate più luminose.
Si può finalmente dire che dalla scorsa settimana anche noi godiamo della primavera, pur sempre in versione nordeuropea (ci sono state un paio di giornate con vento eccezionalmente forte), ma almeno abbiamo potuto variare un po’ gli indumenti da indossare. Non avevo mai pensato a quanto fosse noioso e costoso vivere per 6 mesi e più in inverno, con lo stesso clima ogni giorno e i termosifoni accesi. Forse, più di 6 mesi ad una ventina di gradi e al sole sarebbero un’altra cosa..

Con questa primavera tardiva, sono arrivati – e sono previsti – una serie di eventi e di ospiti.
Il papiño ci ha informato preventivamente dei suoi programmi di ospitalità al 1° piano e così abbiamo potuto rivedere Lisa e Adriano, due cari amici: durante il giorno andavano in giro con l’unica ‘guida turistica’ italiana della zona che conosciamo – il papiño -, che ha l’abitudine di portare tutti al Museo di Cruquius (vedi articolo), la sera cenavamo tutti insieme dal papiño. Sono stati baciati dal sole durante tutta la loro permanenza e poi sono volati in Inghilterra a trovare il figlio di Adriano.
Dopo pochi giorni sono arrivati Michela e Fabrizio, due amici del papiño; anche loro sono stati pochi giorni e anche loro hanno avuto la ‘guida’ personalizzata e la fortuna di trovare bel tempo. Hanno approfittato della visita per andare a vedere l’affollato ma ordinato Rijksmuseum e per godersi, insieme alla ‘guida’, un concerto al Paradiso di Amsterdam, città sempre molto vivace dal punto di vista culturale.
Purtroppo, la loro partenza di rientro in Italia è coincisa con l’inizio del Bloemencorso di quest’anno.
L’anno scorso l’abbiamo mancato perché proprio quel fine settimana eravamo a Parigi, ma stavolta ci siamo organizzati per andarci la sera dell’arrivo dei carri floreali con i nostri futuri vicini di casa.

Già, la prossima settimana avremo ufficialmente una casa nostra che abbiamo già iniziato a pagare. Che emozione!
Sempre la prossima settimana, attendiamo l’arrivo della mia carissima amica Rim e della sua famigliola e del cugino di Ste, Francesco, e della sua compagna Antonietta.
In ultimo dovrebbero arrivare via terra dall’Italia il papiño e un amico per aiutarci con il trasloco e l’insediamento nella casa nuova.
Sto rivalutando la nostra iniziale idea dell’ostello..

|Aria|

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riaperture di primavera

Non nego che molte delle energie e dei pensieri siano in questo momento rivolti alla nuova casa, ai lavori che ci sono da fare, al trasloco che sta lentamente iniziando durante il primo weekend di primavera ufficiale, con addirittura 20 gradi, che qui solitamente si vedono solo in estate. C’è però qualche notizia curiosa da segnalare in questo lento avvio di primavera.

art-Rijksmuseum-620x349Sabato 13 è stato ufficialmente riaperto il Rijksmuseum, uno degli eventi più attesi del 2013 di Amsterdam, con la regina che ha fatto girare l’enorme chiave nella grande toppa appositamente predisposta su un tappeto arancio di fronte al museo, dando con quel gesto fuoco alle polveri. Fuochi d’artificio e giochi di fumo color rosso bianco e blu prima e arancione poi hanno dato il via all’atteso avvenimento, dopo 10 anni di chiusura per restauro. Un chilometro e mezzo di gallerie con i quadri dei migliori pittori fiamminghi. Immagino che sarà piuttosto affollato in questi giorni, 13.500 accessi il primo giorno di apertura al pubblico, quindi consiglio di dare un’occhiata a queste foto.

Con l’avvicinarsi del Giorno della Regina, crescono le discussioni sulla monarchia e sui suoi costi esorbitanti. Molti si chiedono se sia lecita nel 2013 in un paese così avanzato come l’Olanda e se non abbia senso invece ritornare alla tradizione repubblicana. E, soprattutto in tempi di crisi, sapere che quella olandese è la casa reale più spendacciona d’Europa, non può che far infastidire i sudditi. Da un recente sondaggio, sembra che il 45% degli olandesi vorrebbe la repubblica, sommando quelli convinti e quelli che non sarebbero contrari ad un cambio del genere. Interessante a riguardo l’articolo, in inglese, tratto dal Wall Street Journal, a questo link.
Se da un lato buona parte degli olandesi e anche parecchi turisti, non attendano altro che l’ultimo Giorno della Regina, che dal prossimo anno diverrà Giorno del Re, qualche grana alla celebrazione del nuovo Re è arrivata dagli ambientalisti.
Il 30 aprile, data scelta per l’incoronazione di Willem Alexander, era previsto il lancio di 150.000 palloncini per festeggiare il nuovo regnante. Troppi palloncini e troppo pericolosi per l’ambiente, secondo gli ambientalisti. Biodegradabili, a detta del sindaco di Amsterdam, che sembrava voler comunque procedere. Alla fine le pressioni di chi ha a cuore la natura, sono riuscite a far desistere il sindaco, accogliendo le obiezioni di chi protestava dicendo che sarebbe stato troppo lungo il tempo necessario alla completa distruzione dei palloncini, seppur biodegradabili, e perché uccelli migratori e altri animali avrebbero potuto correre inutili pericoli.

unicefjobsAltra novità dal paese dei tulipani, finalmente in fiore, è il rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei 29 Paesi più ricchi del mondo. Cinque i fattori presi in considerazione e l’Olanda risulta essere il primo Paese tra i 29. Ha ottenuto ottenendo la prima posizione per benessere materiale, istruzione, comportamenti e rischi (rischi dovuti a comportamenti e abitudini sbagliate); il quinto posto per salute e sicurezza e quarta posizione per condizioni abitative e ambientali. Davvero niente male (le conferme fanno piacere soprattutto adesso che abbiamo comprato casa!). Spiacevole ma inevitabile un’occhiata alla ricerca dell’Italia e bisogna scorrere buona parte della classifica per trovare il Bel Paese al ventiduesimo posto. Per un approfondimento di questa ricerca, vi lascio il link diretto al documento, in italiano.

|Ste|

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il 2013 di Amsterdam

amsterdam2013Tra bandiere commemorative e appuntamenti quasi quotidiani, è iniziato il 2013 di Amsterdam e dei Paesi Bassi. Di certo sarà molto ricco per la capitale, che è al secondo posto della classifica Lonely Planet delle città più visitate al mondo nel 2013. Anche chi non ritenesse attendibili le previsioni della famosa, pure troppo oramai, guida viaggi, sappia che sono molti i grandi eventi o anniversari che nel 2013 scalderanno la capitale d’Olanda, assieme a tantissimi eventi minori.

L’anniversario più atteso spetta ai canali del centro di Amsterdam, che celebrano 400 anni e sono patrimonio Unesco dal 2010.
Segue la riapertura del Van Gogh Museum, rinnovato per festeggiare i suoi 40 anni; in questo periodo la mostra si trovava all’Hermitage e i due musei erano collegati da un filo rosso, che attraversava tutta la città, il Van Gogh Mile.
Personalmente, non mi perderò le celebrazioni dei 225 anni del Felix Meritis, centro delle arti, della cultura e della scienza di Amsterdam, che apre al pubblico, per la prima volta nella sua storia, il suo osservatorio astronomico. Grazie all’evento Amsterdam of Above – Amsterdam of Below, si potranno vedere le stelle, ma anche delle installazioni artistiche poste sui tetti della città e visibili solo dall’osservatorio.
17.500 bulbi sono stati piantati all’Artis Zoo, 100 per ogni anno dell’antico zoo di Amsterdam, non sono amante degli zoo, ma l’Artis è ben curato.
Anche il Concertgebouw, palazzo dei concerti, quest’anno celebra i suoi 125 anni con eventi degni di nota.
Nel 2013 verrà celebrato anche il legame Olanda – Russia e 100 sono gli anni passati dall’apertura del Frans Hals Museum, che porterà le celebrazioni  del nuovo anno anche nella nostra Haarlem.
Ultima, ma non per importanza, l’attesissima riapertura del Rijksmuseum, di nuovo nella capitale, parzialmente chiuso per lavori da anni.

Qualche settimana fa, è stata organizzata anche la 24H Amsterdam, ventiquattro ore durante le quali moltissimi musei, attrazioni, luoghi di Amsterdam, hanno aperto le porte. Durante lo stesso weekend si è aggiunta un’iniziativa curiosa, dedicata ai residenti di Amsterdam: prezzi speciali per una notte negli hotel della capitale. Probabilmente perché possano i residenti stessi diventare promotori degli alberghi per amici e parenti che dovessero venire in città.

Se vi servono ancora motivi per decidervi a venire o tornare, posso segnalarvi che, sempre nel 2013, a L’Aja si festeggiano i 100 anni del Palazzo della Pace, ed il 200° anniversario del Regno dei Paesi Bassi.
Nella piccola ma deliziosa Utrecht, si celebrano i 300 anni dalla firma dell’ omonimo trattato di pace.

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|Ste|

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feste, acqua e luce

Anche Natale è passato, anche quest’anno nella tradizione del pranzo del 25 dicembre. Sì sa che “Natale con i tuoi..”, ma non sempre questo è possibile per chi ha deciso di vivere lontano dai luoghi d’infanzia, dove la maggior parte dei parenti vive ancora. Così io, Aria e Ferru organizziamo questo lauto pranzo, invitando quelli che non hanno preso il biglietto per tornare a casa durante le feste. Ferruccio ha cucinato per 3 giorni buoni, io ed Aria abbiamo aiutato un po’ in cucina, un po’ nella logistica dell’evento. Gli ospiti questa volta erano tre italiani provenienti da Monfalcone, Roma e Bari. Nessun siciliano né sardo, per il resto lo stivale era rappresentato a dovere.

Anche il capodanno lo passeremo in un angolo di Italia qui ad Haarlem, da Giorgio e Irene. L’idea mi fa molto piacere perché è una vita che arrivo alla fine di dicembre senza aver deciso cosa fare durante il jaarwisseling, il cambio di anno. Da quando siamo qui in Olanda poi, ho sempre avuto la tentazione di andare a festeggiarlo nella capitale, così vicina e, immagino, così festante. Finora ci ho sempre rinunciato, per la consueta e tradizionale assenza di mezzi di trasporto dalle 21 del 31 dicembre alle 8 del primo gennaio.

Ci siamo però andati ieri, ed abbiamo assistito ad un’altro evento facente parte dell’iniziativa Amsterdam Light Festival, nata dalla collaborazione tra Comune di Amsterdam, artisti e aziende locali. Oltre alla Christmas Parade, di cui ha parlato Aria, siamo riusciti a partecipare anche all’Illuminade (15-30 dicembre).
Un percorso in 20 tappe, con partenza da “Stopera” (edificio che contiene sia gli uffici del comune, Stadhuis, sia il teatro dell’opera), presso Waterlooplein, che prosegue in direzione nord fino allo Scheepvaartmuseum (museo della navigazione), abbastanza vicino alla stazione centrale.
Ogni tappa viene curata da un diverso artista ed ha come filo conduttore la luce. Da nuvole fatte con reti da pesca, fino a case dipinte dalla luce, da edifici interi usati come schermi giganti, ad animazioni tridimensionali tra terra ed acqua.
Colori e luci nella notte, in una cornice meravigliosa come quella di Amsterdam.

L’Illuminade si chiude domani sera, ma il Light Festival continua fino al 20 gennaio: se siete da queste parti, date un’occhiata al sito ufficiale per sapere il programma.

Qui sotto, i video di “The City of my Dreams” e “Wishing Well”

|Ste|

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Non si dica che sono in ritardo

Credo di ripetermi nel dire che gli olandesi sono mediamente piuttosto attivi, nel senso letterale del termine: a loro piace andare in giro, mangiare fuori, improvvisarsi tuttofare in casa, scavare per nuove costruzioni, o per effettuare la manutenzione di quello che già c’è, … insomma a loro piace essere attivi, giorno e notte.
Magari la notte trovano più piacevole andare in giro per locali, dove ultimamente è di moda indire tornei di famosi giochi da tavolo sulla cultura generale con squadre di avventori/giocatori.
Amsterdam, come si sa, è una città a parte: c’è un fitto calendario di eventi per ogni stagione, anche notturna nel caso della Museumnacht (letteralmente, la notte dei musei). La prima domenica di novembre i musei cittadini sono aperti dalle 19 alle 02 e organizzano diverse attività appositamente per la nottata.

Tra Haarlem ed Amsterdam si trova un paesino di nome Halfweg (letteralmente, a mezza via), che si sviluppa a sud rispetto ai binari, paralleli alla strada che unisce le due città principali.
Fin dall’inizio del 2010 promuovevano la nuova stazione dei treni di Halfweg che, in effetti, fino a quel momento ne era sprovvisto; i cartelloni informativi datavano l’inaugurazione a giugno 2011.
Ci stupivamo di non vedere progredire i lavori, che all’inizio del 2011 continuavano ad essere fermi alla sola delimitazione del cantiere; in compenso avevano tolto la data dal cartellone informativo.
Dall’inizio di quest’anno i lavori sono cominciati visibilmente e sul cartellone è comparsa un’altra data di consegna: giugno 2012. Man mano che la primavera si avvicinava e i lavori progredivano speditamente, è risultato chiaro che nemmeno stavolta sarebbero stati rispettati i tempi di consegna; così, la data è stata nuovamente cancellata dal cartellone, ma non è stata sosituita con nessun’altra.
Analoga sorte è capitata alla linea nord-sud della metropolitana di Amsterdam. I lavori sono cominciati effettivamente ad aprile del 2003, dopo un’infinita discussione sulla reale fattibilità della mastodontica opera (si tratta di quasi 10 km di percorso, di cui più di 7 sotterranei). All’epoca la data di consegna era prefissata 8 anni più tardi, ma un paio di anni fa l’hanno posticipata al 2017.
Conoscendo la tipica puntualità olandese, immagino che qualcuno si stia mangiando le mani a causa di questi notevoli ritardi.

A mio avviso un po’ in ritardo, considerato lo stato mediamente evoluto dell’Olanda, hanno finalmente iniziato a predisporre i cassonetti sotterranei per la raccolta dell’immondizia anche qui ad Haarlem. Ora siamo ancora alla raccolta dei sacchi in strada, nel nostro quartiere il lunedì mattina: passa un camion con 2 o 3 baldi giovani (spesso ‘canterini’, così che anche i ritardatari abbiano un’ultima possibilità), che gettano i sacchi dentro alla parte posteriore del camion.
L’immondizia è indifferenziata, anche se stanno spuntando dei contentori pubblici per la raccolta della plastica. Per la carta ed il vetro ci sono già, invece, dei contenitori comuni appositi.
Altra stranezza: differenziare l’immondizia qui è una scelta facoltativa, non un’abitudine consolidata.

|Aria|

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La funivia più lunga che ci sia

Nella lunga estate olandese che, ad essere realisti, è terminata già da qualche giorno, abbiamo colto l’occasione irripetibile di visitare Floriade.
Da ‘quasi olandesi’ (organizzatissimi, quindi), abbiamo pianificato la gita con anticipo e, sapendo che la visita all’immensa esposizione ci avrebbe preso quasi una giornata intera, Ste ha prenotato una notte in un albergo a Venlo.
Un viaggio in treno di circa 2 ore e mezza ci ha portato a sud, nella cittadina limburghese vicinissima alla Germania.
Dalla stazione dei treni ci siamo diretti verso il centro; nel percorso abbiamo trovato quel che rimaneva di una mostra di veicoli d’epoca: delle piccolissime e strane automobili, addirittura un furgoncino atto ai piccoli trasporti.
Abbiamo percorso a piedi i confini del centro e siamo arrivati fino al Maas, il fiume che Venlo condivide con Maastricht (appunto). Il centro è decisamente grazioso e caratteristico e i due parchi delle vicinanze sono, come sempre, ben tenuti.
La città è ovviamente molto coinvolta nella promozione del vicinissimo expo e, durante il pomeriggio, abbiamo notato alcune corriere riportare i ‘turisti’ ai loro alberghi.

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La mattina successiva abbiamo preso l’autobus dalla stazione dei treni per Floriade, che si trova nella zona industriale di Venlo.
Fin da prima dell’apertura dei cancelli, c’erano almeno una cinquantina di persone in attesa alle casse. Dopo aver attraversato un ponte, siamo arrivati al primo punto di accoglienza e di partenza: un edificio bianco alto almeno una dozzina di piani (Innovatoren). Nell’atrio un pianista intratteneva i turisti prima che venissero aperte le porte all’immensa esposizione.
Ognuno veniva dotato di mappe indicanti i diversi settori in cui era suddiviso l’enorme parco, provvisto anche di qualche zona boschiva, visitabile integralmente a piedi, oppure godibile nella sua interezza dall’alto della funivia.
Abbiamo saggiamente (ed economicamente) optato per girare quanto possibile a piedi e poi prendere la funivia al ritorno. Non abbiamo impiegato una giornata intera a visitarlo ma qualche ora, decidendo di vedere qualche ‘stand’ di ciascun settore. Dal primo, che potremmo identificare con un’esibizione dei giardini del mondo, siamo passati a quello più ecosostenibile, adiacente a quello dell’innovazione ‘verde’; ci siamo poi addentrati nel settore in cui le piante ed il verde in generale compongono fisicamente parti della vita quotidiana ed abbiamo concluso il giro con il settore dedicato al rapporto tra natura e benessere.
Ci siamo diretti verso l’entrata della funivia e ci siamo messi in fila. Mentre eravamo lì, ci è balzata agli occhi la pubblicità della ditta austriaca che ha probabilmente fornito l’intera realizzazione del mezzo; traduco letteralmente la scritta olandese della foto sopra: Funivia di Floriade: la più lunga funivia nei Paesi Bassi.
Ci credo, i Paesi Bassi sono famosi per essere piuttosto piatti!

|Aria|

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Amsterdam Gay Pride 2012

A poco più di due settimane dal Roze Zaterdag di Haarlem, ci troviamo nuovamente a parlare di eventi gay friendly.
Stavolta è stato il momento dell’appuntamento annuale con l’Amsterdam Gay Pride e la consueta Canal Parade. Anche quest’anno la partecipazione degli olandesi è stata calorosissima.

Durante la parata, di cui vi abbiamo già parlato in occasione dell’edizione 2009, il Prinsengracht, uno dei canali del centro di Amsterdam, si trasforma in una passerella su cui sfilano grosse barche piene di personaggi più o meno eccentrici. Le due sponde del Prinsengracht si affollano di persone e non manca un foltissimo pubblico che segue la sfilata dalla propria barchetta, attraccata sulle banchine.

Alle 14 è iniziata la parata in un’esplosione di colori, coriandoli, fumogeni e musica a palla.
Una sfilata carnevalesca su barche, alcune delle quali al limite della decenza, e qualcuna anche oltre il limite.

Quest’anno hanno partecipato alla parata 80 imbarcazioni, tra cui:

  • il Ministero della Cultura
  • diversi comuni, tra cui quello di Amsterdam
  • mister travestito 2011
  • fondazione Roze in Blauw, omosessuali nella polizia
  • Waternet (i servizi idrici)
  • l’associazione dei sindacati olandesi
  • la Nederlandsche Bank
  • le Poste
  • il Ministero della Difesa
  • servizi di escort per omosessuali
  • diverse discoteche, locali, bar gay friendly
  • Youtube + Google
  • partiti politici quali VVD (liberali), GroenLinks (verdi), PvdA (laburisti), D66 (democratici)
  • agenzie interinali
  • fondazioni per raccolta fondi anti AIDS
  • le immancabili NS, ferrovie olandesi
  • AVRO, una rete televisiva
  • associazioni studentesche gay
  • ING Bank
  • l’acqua minerale BAR LE DUC

Ecco alcune delle foto della manifestazione di ieri:

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Le immagini dell’Amsterdam Gay Pride 2012 sono proprietà del sito amsterdamgaypride.nl.
È possibile visualizzare tutte le immagini direttamente da sito, cliccando qui: pagina 1pagina 2.

|Ste|

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Jazz ad Haarlem e dintorni

Pensavo che quest’estate avrei assistito all’ Haarlem Jazz Stad Festival, una rassegna musicale di qualche giorno che da qualche anno si tiene in estate in città.
Da una decina di giorni avevo notato un cartellone pubblicitario sulla via del treno, che però proponeva un nome similare ma differente. Mi sono incuriosita e dal sito ho scoperto che la manifestazione originaria non si svolgerà quest’anno a causa dell’assenza di sponsor; lo stesso comunicato promuoveva, in compenso, una rassegna jazz organizzata da un gruppo di commercianti, Haarlem Jazz&more. La durata è inferiore al consueto e forse il programma non sarà ricco come nelle precedenti edizioni, ma mi sembra apprezzabile che abbiano cercato di mantenere una delle belle e rinomate manifestazioni della città.

Essendo piuttosto interessata alla politica italiana, ho seguito gli avvenimenti del dicembre scorso (le dimissioni dell’ex presidente del Consiglio e la nomina dell’attuale) con attenzione e partecipazione.
Poi penso che qui, nei Paesi Bassi, siamo senza Governo da quasi 2 mesi e lo rimarremo fino almeno al 12 settembre, giorno delle elezioni. La cosa ‘straordinaria’ è che l’assenza del Governo non è visto come un problema nazionale; è la naturale conseguenza di una crisi politica e non ha ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini.
Per inciso ma cosa alquanto bizzarra, Ste ed io – regolarmente iscritti all’AIRE, passando attraverso i rispettivi Comuni di precedente residenza – riceviamo ancora gli inviti a votare per le elezioni comunali italiane.
Ovviamente riceviamo anche gli inviti per le elezioni del Comune di Haarlem, mentre invece (giustamente) non possiamo ancora votare alle politiche nazionali olandesi.

Sono contenta dell’esito della seduta comunale di Milano di qualche giorno fa: a fianco del registro dei matrimoni comparirà quello delle unioni civili. È una notizia toccante quanto una piantina che germoglia dal seme, peccato che sia una sola piantina!
Nei Paesi Bassi esistono le unioni civili dal 1998; hanno gli stessi diritti delle coppie sposate. Dal 2001 le unioni sono considerate matrimoni a tutti gli effetti, mentre già prima, dal 1999, per il partner è possibile adottare il figlio dell’altro partner.

|Aria|

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