Archivio per casa

L’ultimo trasloco

Rullo di tamburi, squillo di trombe.. Signore e signori, ecco a voi l’ultimo trasloco!
Non riesco ad esprimere in parole la contentezza e il sollievo che questo pensiero mi porta: per l’ultima volta impacchetterò, sposterò, riaprirò scatoloni, sistemerò mobili e oggetti, …
Per l’ultima volta dovrò affrontare la fatica di un trasloco e le conseguenze, che qualche psicologo ritiene molto pesanti per l’individuo.
In effetti, forse non sarà l’ultima volta perché l’acquisto di una casa non significa necessariamente che non vivrò da nessuna altra parte per il resto della vita, ma i presupposti per una lunga permanenza ci sono tutti.
E per me, affittuaria da una vita, l’acquisto della casa significa molto.
Facendo un rapido calcolo, nella mia vita ho assistito a 1 trasloco (ero troppo piccola per fare qualcosa), ho partecipato attivamente ad altri 3, per un totale di 4 traslochi, senza contare gli spostamenti durante il periodo universitario.
Il quinto deve ancora partire; c’è stato un inizio, c’è qualche scatolone pieno e qualcuno vuoto sparsi qua e là per il soggiorno, ma ci daremo da fare nei prossimi giorni.

Lo scorso fine settimana, ho approfittato del bel tempo e della compagnia del papiño per andare all’Ikea in bici a comprare qualche scatolone. Già, dall’ultimo trasloco (qui) del papiño non sono rimasti che un paio di scatoloni.
Sappiamo tutti che all’Ikea ogni oggetto ha un suo nome proprio, generalmente impronunciabile e poco riconducibile all’oggetto. Stavolta, però, ho trovato un articolo il cui nome è facile e significativo: le scatole per il trasloco Jättene.
Grazie a Ste, ho scoperto poi che esistono diversi siti che comparano i prezzi dei verhuisdozen (letteralmente, scatole da trasloco), prevedendo anche la consegna a casa. Esiste un vero e proprio mercato degli scatoloni!

Lo scorso sabato siamo andati a vedere i carri floreali del Bloemencorso di quest’anno, il cui tema era Bon appetit. Questa volta ci siamo diretti verso il centro dopo il previsto posizionamento dei carri, in Grote Markt e in qualche via limitrofa.
Lo spettacolo è sempre di grande effetto ed il profumo di giacinti, tulipani e narcisi è inebriante. Peccato che l’illuminazione notturna non rendesse giustizia ai colori sgargianti delle costruzioni.

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|Aria|

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Lente kriebels

[Entusiasmi primaverili]

La traduzione non è propriamente esatta; kriebel è la voglia, l’agitazione, il nervosismo attivo e positivo che generalmente deriva dal cambio di stagione, dalle temperature più tiepide e dalle giornate più luminose.
Si può finalmente dire che dalla scorsa settimana anche noi godiamo della primavera, pur sempre in versione nordeuropea (ci sono state un paio di giornate con vento eccezionalmente forte), ma almeno abbiamo potuto variare un po’ gli indumenti da indossare. Non avevo mai pensato a quanto fosse noioso e costoso vivere per 6 mesi e più in inverno, con lo stesso clima ogni giorno e i termosifoni accesi. Forse, più di 6 mesi ad una ventina di gradi e al sole sarebbero un’altra cosa..

Con questa primavera tardiva, sono arrivati – e sono previsti – una serie di eventi e di ospiti.
Il papiño ci ha informato preventivamente dei suoi programmi di ospitalità al 1° piano e così abbiamo potuto rivedere Lisa e Adriano, due cari amici: durante il giorno andavano in giro con l’unica ‘guida turistica’ italiana della zona che conosciamo – il papiño -, che ha l’abitudine di portare tutti al Museo di Cruquius (vedi articolo), la sera cenavamo tutti insieme dal papiño. Sono stati baciati dal sole durante tutta la loro permanenza e poi sono volati in Inghilterra a trovare il figlio di Adriano.
Dopo pochi giorni sono arrivati Michela e Fabrizio, due amici del papiño; anche loro sono stati pochi giorni e anche loro hanno avuto la ‘guida’ personalizzata e la fortuna di trovare bel tempo. Hanno approfittato della visita per andare a vedere l’affollato ma ordinato Rijksmuseum e per godersi, insieme alla ‘guida’, un concerto al Paradiso di Amsterdam, città sempre molto vivace dal punto di vista culturale.
Purtroppo, la loro partenza di rientro in Italia è coincisa con l’inizio del Bloemencorso di quest’anno.
L’anno scorso l’abbiamo mancato perché proprio quel fine settimana eravamo a Parigi, ma stavolta ci siamo organizzati per andarci la sera dell’arrivo dei carri floreali con i nostri futuri vicini di casa.

Già, la prossima settimana avremo ufficialmente una casa nostra che abbiamo già iniziato a pagare. Che emozione!
Sempre la prossima settimana, attendiamo l’arrivo della mia carissima amica Rim e della sua famigliola e del cugino di Ste, Francesco, e della sua compagna Antonietta.
In ultimo dovrebbero arrivare via terra dall’Italia il papiño e un amico per aiutarci con il trasloco e l’insediamento nella casa nuova.
Sto rivalutando la nostra iniziale idea dell’ostello..

|Aria|

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In attesa della prima-vera casa

La primavera non è ancora iniziata: nonostante il sole che sta facendo da sfondo da almeno una settimana alle nostre giornate, le temperature rimangono vicine agli zero gradi, di notte anche di poco sotto. Le volte in cui il sole sarebbe sufficiente a scaldare abbastanza, il forte vento gelido impedisce di sentirne il calore.
Ho letto che questa è una primavera eccezionalmente fredda in tutta Europa, Italia compresa, la più fredda degli ultimi 50-60 anni.
Tra qualche giorno le temperature dovrebbero assestarsi sui 10°C, quindi, vento permettendo, potremo anche noi goderci un po’ di primavera.

Sarà ormai chiaro che siamo più che coinvolti nell’acquisto della casa, che però non è l’unica cosa necessaria a renderla vivibile.
Già, l’immobile è molto vecchio -inizio ’900-, ma i precedenti proprietari l’hanno rinnovato ed ampliato nei più di 30 anni in cui ci hanno vissuto. Nonostante questo, ci sono dei lavori extra che devono essere fatti, oltre alla normale manutenzione richiesta dal tempo e dai nostri gusti.
La casa è piaciuta subito ad entrambi perché, avendo l’esposizione del giardino -la parte posteriore quindi- a sud, è molto luminosa.
Inoltre, la terza stanza da letto è l’unico spazio del secondo piano: dal primo piano una scala porta alla grande stanza, illuminata da finestre frontali su due lati, dove si trova anche un ripostiglio-sottotetto. Questa zona è stata costruita dai precedenti proprietari, quindi è relativamente recente.

Nonostante i 2 piani effettivi in cui si sviluppa la casa, le complessive 3 stanze da letto e le 2 stanze da bagno predisposte, c’è solo un water. Mi spiego meglio perché per chi non conosce le usanze olandesi, ci sarà qualcosa che non quadra.
Le tipiche case olandesi hanno 2 stanze da bagno separate, come nelle vecchie case triestine (retaggio dell’impero austro-ungarico, credo): una in cui si trova il water ed un piccolo lavandino ed una, più grande, in cui si trovano il lavandino e la doccia.
Il bidet non è un sanitario comune nei Paesi Bassi, né la vasca: spesso per questione di spazio, è più comune la doccia a pavimento, o con il piatto doccia rialzato.
Nella nostra ‘nuova’ casa, al piano terra si trova il piccolo bagno, mentre al 1° piano si trova il ‘grande’ bagno, sprovvisto di water, appunto. Dato che l’intera stanza è da rifare, stiamo valutando la possibilità di dare un tocco di ‘italianità’ e di metterci un water e un bidet; per l’installazione del primo stiamo riscontrando diverse difficoltà, perché in effetti quella stanza non è stata prevista per lo scarico di un water.
Ci sono poi una serie di lavori medio-piccoli, che potremo gestirci da soli, che vanno comunque fatti quanto prima, ma non sono urgenti quanto il bagno.

Prima della consegna delle chiavi (il giorno della firma del rogito dal notaio), non possiamo fare molto oltre che prendere le misure e fare qualche sopralluogo in accordo con l’agente dei venditori, quindi sto scatenando le mie capacità di organizzazione e gestione ‘concettuale’: una lista di lavori da fare -destinata, ahimé, ad allungarsi- e di cose da comprare; man mano che sarà più chiaro quali siano i lavori da fare e chi li possa fare e che cosa effettivamente ci sia da comprare e non possa essere recuperato, o spostato un po’ più avanti nel tempo, la lista si allungherà ma sarà più precisa. E avremo uno schema aggiornato delle spese e dei lavori fatti.
Immagino che possa sembrare il piano poco diabolico di una che non sta benissimo, ma le ragioni stanno nel contesto in cui si svolgerà il trasloco: abbiamo già allertato i nostri futuri vicini di casa e mio padre arriverà in soccorso con il suo camper-furgone, ma non abbiamo chiesto ferie sperando di risolvere tutto nei fine settimana. Inoltre, verso la fine di aprile sono previste ulteriori visite e non sarebbe troppo carino chiedere un aiuto al trasloco mentre si stanno godendo le ferie.. Rischiamo che poi non tornino più!

|Aria|

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piccole radici olandesi

verkochtQuattro anni sono passati, sia per il blog, sia per noi due. Quattro anni lontani dal nostro mondo e dalle profonde radici che fin lì avevamo sviluppato. Partiti con pochi soldi in tasca, nessun aggancio, solo le esperienze di un paio di amici a darci un’idea di quello che ci stava attendendo in Olanda. Da un appartamento vacanze di Amsterdam, affittato per rendere più rilassati i primi giorni, ad un hotel sporco ma economico dove abbiamo pernottato per la settima successiva. Poi i primi scontri con la realtà e le regole locali ai quali è seguito il conseguente e provvidenziale spostamento ad Haarlem, città più piccola e meno ricca di opportunità, ma un po’ meno costosa. Haarlem ci ha accolti in maniera strana ma colorita, in una chiesa sconsacrata negli appartamenti della quale sono state scritte le prime pagine di questo blog.
Dopo i tre mesi passati in chiesa, avremmo potuto tornare all’idea iniziale, alla capitale. E invece siamo rimasti ad Haarlem, mentre cercavamo di capire cosa il destino avesse riservato per noi, aiutandolo non poco con tanta forza di volontà. Tra un mese saranno 4 anni nella casa di Haarlem e oramai l’idea della capitale ha lasciato definitivamente il posto al nostro gioiello sullo Spaarne.

E così, come ci eravamo promessi nell’articolo propositi per l’anno nuovo e dopo aver fatto un rapido conto delle spese di affitto sostenute da febbraio 2009 ad oggi, abbiamo deciso di fare il grande passo: un paio di settimane fa abbiamo firmato il preliminare per l’acquisto di una casa nel capoluogo della provincia di Noord Holland.

Non abbiamo proceduto da soli, ma con l’aiuto (profumatamente pagato) di un’agenzia che si occupa di tutti gli aspetti dell’acquisto: dalla contrattazione del prezzo all’atto notarile, passando per la scelta del mutuo, del perito e dell’interprete (obbligatorio se la conoscenza dell’olandese non è perfetta).

Di sicuro questo è un ottimo momento per acquistare casa, dati i prezzi ai minimi storici. Sfruttando il momento, siamo effettivamente riusciti ad abbassare il prezzo dell’immobile di quasi il 15% in fase di trattativa pre-acquisto.
Una casa tipica olandese, villetta a schiera con soggiorno spazioso e luminoso, giardinetto e tre camere da letto. Orientamento delle finestre principali a Sud, per sfruttare ogni raggio di sole che volesse affacciarsi ai vetri dei serramenti.

La scelta della giusta casa è partita dal quartiere: bella zona residenziale, vicina alla stazione e ad una rinomata via di negozi. Una volta trovata la zona migliore, Aria ha visionato su Funda.nl (principale sito per acquisti e affitti di immobili in Olanda), le possibilità che il quartiere offriva. È stata quindi stilata una lista di circa 40 case che rispondevano più o meno ai nostri desideri. Durante i weekend abbiamo poi guardato insieme tutte le abitazioni, tramite Funda o le brochure, quando disponibili, ed abbiamo fatto un’ulteriore cernita.

Sebbene la selezione fosse stata severa e puntigliosa, alla fine rimanevano ancora quattro o cinque case papabili, ma un open huis ci ha spinti verso una delle residenze in particolare. L’open huis è una giornata, pubblicizzata da agenzie immobiliari, in cui le case in vendita di un determinato quartiere sono aperte al pubblico. I proprietari di casa sono disponibili per un giorno, solitamente il sabato, dalle 9 alle 17, per ricevere visite di possibili compratori, senza appuntamenti. Così abbiamo conosciuto la coppia che viveva nella casa e ora si è spostata a Zwolle. Dall’aspetto alticcio, un grissino lui, il sacchetto dei grissini lei, ci hanno accompagnato attraverso i piani e le stanze della casa.
L’abitazione ci è piaciuta molto fin da subito e in quell’occasione abbiamo potuto conoscere anche la vera padrona di casa: una gatta diciottenne che si godeva il sole sul videoregistratore caldo in soggiorno, che è tuttora l’unica abitante della casa e lo sarà fino al rogito (quando raggiungerà i “genitori” a Zwolle).

Tra l’altro, non siamo soli nel quartiere, ci sono già tre amici italiani che hanno comperato casa a poche centinaia di metri dalla nostra, cosa che lascia presagire la formazione di una little Italy haarlemese.

Sicuramente abbiamo preso un grosso impegno, che ci accompagnerà per moltissimi anni (il mutuo è trentennale), ma che completa le nostre scelte di vita e conferma la bontà delle nostre decisioni prese al tempo; abbiamo raggiunto l’ennesimo traguardo.
Dopo quattro anni piantiamo piccole radici anche qui al nord, destinate a crescere.

|Ste|

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Propositi per l’anno nuovo

Eccoci qui nel nuovo anno, sazi, già stufi di lavorare, con 12 mesi davanti in cui pensare, progettare, dire e fare.
Non che impazzisca all’idea di trovare delle mete da raggiungere, ma in effetti trovo utile dare un ordine alle priorità, giusto per sapere la via da seguire mentre la vita procede giorno dopo giorno.

Imparare definitivamente l’olandese è ormai un obiettivo senza scadenza, nel senso che realisticamente non ci sarà il tempo né la voglia di seguire il 3° corso di lingua. Mantenendosi realistici, la soluzione rimane quindi una, attuabile in qualunque momento dell’anno: ascoltare, leggere e parlare in olandese il più possibile. Mi sto già cimentando in ognuna di queste attività, ma ci vorrebbe più tempo e più costanza.
Ecco, questo posso definirlo un proposito per quest’anno (e per quelli a venire..): essere più costante nell’apprendimento dell’olandese.

Il nostro proposito del 2013 è la ricerca di una casa da comprare. L’attuale contratto d’affitto scade quest’anno ed abbiamo considerato che, nonostante la diminuzione degli incentivi sull’acquisto della prima casa, rimane più conveniente comprare una casa anziché affittarla.
Ho chiesto a qualche amica e ai colleghi come avessero intrapreso questa strada e ho ricevuto le risposte più disparate: ognuno ha la propria storia, i propri contatti, o il vicino di casa che ha deciso si vendere la casa.
Ho navigato a lungo in un sito specializzato nella compravendita di case, per cercare le migliori offerte in una zona vicina alla stazione, perché vogliamo rimanere ad Haarlem e dalla stazione si arriva praticamente dovunque.

Casetta dello zar

Casetta dello zar

La casa che vorremmo è decisamente più grande di quella dello zar Pietro Il Grande di Russia.
Nel 1697 lo zar trascorse un breve periodo proprio in quella casa, che si trova a Zaandam (meno di 20 km a nord-est di Amsterdam), mentre apprendeva la costruzione delle navi.
La foto la riprende da fuori, anche se attorno alla casetta è stato costruito un edificio più grande (dalle sembianze esterne di una casa), proprio per salvaguardare l’abitazione dell’epoca. Attualmente la casetta è in ristrutturazione, ma dovrebbero riaprirla alle visite in un paio di mesi (vedi sito del museo).
Proprio quest’anno, il museo Hermitage di Amsterdam dedica una mostra a Pietro Il Grande, come omaggio alla relazione speciale tra Olanda e Russia.

|Aria|

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Spazi olandesi

Sono passati pochi giorni dalle elezioni olandesi (di cui Ste vi parlerà in seguito) e l’assetto di governo non è ancora noto; sembra, comunque, sfumata la possibilità per i Paesi Bassi di gareggiare col vicino Belgio in quanto ad assenza di governo. Gli olandesi sono troppo pragmatici e troppo fedeli alla Regina per riorganizzarsi in Provincie e dismettere il loro rinomato senso della collettività.

Possiamo ufficialmente definire sistemata la casa: dopo aver ultimato la sistemazione degli oggetti rimanenti, il papiño si è messo a costruire utili mobili, abbelliti dalla creatività di Ste. Ho intenzione di creare una cartella illustrativa con tutte le produzioni del falegname-progettista e del creativo.. non si sa mai..
È stata davvero una piacevole sorpresa vedere come il papiño sia riuscito a reintrepretare i ristretti spazi in cui abbiamo abitato Ste ed io per un paio d’anni.
Mi colpiscono sempre gli spazi ridotti in cui generalmente abitano i possenti olandesi. Non solo le tipiche trap, con i gradini stretti e ripidissimi, nonché di notevole pendenza, ma anche le stanze sono piuttosto basse e piccole.

Nulla a che vedere con la casa dalla facciata più stretta di Amsterdam. La larghezza, di poco superiore ad un metro, aumenta un po’ proporzionalmente alla profondità della casa, che si trova al numero 7 di Singel, poco distante dalla stazione dei treni Centraal.
All’epoca della costruzione, a cavallo del Secolo d’oro, le case si pagavano in base alla larghezza della facciata; questo è il motivo per cui alcune case dell’epoca vennero costruite con la facciata più stretta (spesso di poco) rispetto alla larghezza effettiva della casa, che si sviluppava in profondità.

|Aria|

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Azzurro, arancio e verde

Sappiamo tutti come sono andati gli Europei di calcio; io non sono un’intenditrice e sostengo con spirito vagamente patriottico gli Azzurri, ma di queste partite voglio ricordare quella dei quarti di finale contro la Germania: i nostri calciatori sono stati forti, pericolosi e creativi. Quella è stata una bella partita.
Dagli ultimi mondiali di calcio (2010), la squadra olandese non va benissimo. Dopo l’uscita della nazionale, durante una partita il canale televisivo olandese da cui la guardavamo, ha mandato in sovraimpressione la notizia che l’allenatore si era dimesso.
Il giorno successivo, il Metro (uno di quei quotidiani grautiti che si trovano nelle stazioni) pronosticava il possibile futuro allenatore.

L’estate olandese (ricordo a chi l’avesse scordato, 20-25°C di massima media) è arrivata; più che altro, ho notato i temporali estivi tipici della stagione, ma, ad essere onesti, la maggior parte delle giornate sono veramente piacevoli. O almeno le vedo così dai vetri dell’ufficio.
Sarà per questo clima così.. ‘montuoso’ che il nostro caro abete di Natale, Tino, è sopravvissuto bene al trapianto e continua a germogliare! L’obiettivo è quello che rimanga il nostro albero di Natale per gli anni a venire, ma sarei già felice se superasse l’estate.
Il nostro orto-giardino/balcone dà grandissime soddisfazioni: abbiamo talmente tanto basilico che dobbiamo regalarlo per non buttarlo; le margherite che sembravano ormai irrecuperabili, ora sono in netta ripresa ed ogni giorno se ne aprono un paio in più.
Anche l’interno si difende bene. Il ficus si è completamente adattato e continua a germogliare e la mia orchi(dea), dopo aver superato il trasloco in furgone e una nuova postazione in un clima completamente diverso, continua a sbocciare.
Certo, si contano anche delle vittime dei nostri pollici non troppo verdi, ma un geranio trapiantato che rinasce è una gran bella soddisfazione.

|Aria|

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visite di primavera

Come ogni primavera olandese che si rispetti, anche quest’anno gli amici non tardano a presentarsi dalle nostre parti. Dopo le “blond girls” sono infatti passati a trovarci Edo e Pier, due habituè del posto, che con la scusa di una fiera hanno provato a godersi qualche giorno primaverile ad Amsterdam. Non fortunata la situazione meteo, ma non sono andati via delusi nemmeno sta volta. Loro sono andati a dormire nella capitale, al Botel, una nave attraccata sulla sponda nord dell’Ij. Soluzione abbastanza economica a una ventina di minuti di traghetto dalla stazione centrale.
A fine mese arriveranno Luca e Alice, che proveranno la soluzione ostello. La chiesa dove tutti hanno soggiornato quando venivano a trovarci non è più una soluzione alla portata di tutti per i prezzi troppo alti, quindi ci si guarda di nuovo in giro e il posto più low cost che è venuto in mente a noi, ma soprattutto a Google, è un ostello a un quarto d’ora a piedi da casa nostra. Le stanze sono da quattro, quindi potrebbe non esser garantita l’intimità, ma anche quella ha il suo prezzo, ahimè.
Nella seconda decade di giugno arriveranno l’inseparabile (nonostante il mondo) cugino con la sua compagna, entrambi ancora in Australia mentre scrivo questo articolo. Ne avranno di cose curiose da raccontarci e foto incredibili da farci vedere e invidiare!

Che altro dirvi, non ho molte novità poiché il momento è particolarmente intenso sul lavoro, tra il rinnovo del contratto e una mole di lavoro abominevole.
Le temperature basse e le giornate piovose mi hanno per qualche mese allontanato dalla “corsa” in bici del weekend, ma grandi soddisfazioni arrivano dal nostro terrazzo in fiore! Con il tardissimo arrivare della primavera si è svegliato in me lo spirito del coltivatore, cosa che mi ha portato a conquistare svariati centimetri quadri di terrazzo al giorno; conquiste che diventano più palesi nel fine settimana. Al momento ci sono: le margherite di Aria, un bellissimo Dianthus barbatus (per gli amici “garofano dei poeti”) dai fiori piccoli e fucsia, una piccola lavanda dal profumo non troppo spiccato e il mio orto compatto: rosmarino, basilico e prezzemolo insieme in un unico vaso lungo, per garantire un sapore italiano e quasi campagnolo ai nostri piatti. Ultimo, ma non ultimo, il nostro mini abete che sembra resistere a 6 mesi e mezzo dall’adozione avvenuta per ovvi fini in periodo natalizio.

Concordo con chi dovesse far notare l’esigua dimensione del tanto decantato “giardino”, ma si sappia che crescerà. Ho sempre avuto una certa attrazione per piante e fiori, soprattutto vederli crescere, in giardino o sul balcone, rende, a mio parere, più allegri e leggeri.
Oggi abbiamo addirittura provato l’ebbrezza di cenare a casa nostra ma sotto il cielo olandese, portando il tavolo del soggiorno fuori per mangiare tra i cinguettii di rondini e corvi che si muovevano tra gli alberi del vicino parco e le case della via. Se le previsioni meteo dei prossimi giorni dovessero rivelarsi attendibili, Aria potrà rinfrescarsi all’ombra del rigoglioso basilico dopo un bagno di sole nel terrazzo…e questo weekend, mi sa che scatta la grigliata!

|Ste|

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Pronti ai temporali!

La mia amica Marijke l’aveva previsto: sarebbe stato un autunno ‘caldo’; ed è quasi così, se contestualizziamo la previsione.
La scorsa estate è stata piuttosto ‘fresca’ anche per le consuetudini olandesi; poi siamo stati dolcemente – parlando di temperature - portati all’autunno e per quasi tutto il mese di ottobre, tranne qualche giornata sui 7°C, e i primi giorni di novembre abbiamo avuto poco sole, poca pioggia e mediamente 10°C.
Poi, però, il freddo ha iniziato ad essere pungente, è comparsa la nebbia per qualche giorno e soprattutto ha iniziato a piovere seriamente. Quasi un vero autunno!

Unico neo: alla finestra della nostra camera da letto era stato diagnosticato un cedimento strutturale tale da causare infiltrazioni anche nella stanza sottostante, in caso di pioggia battente.
Il padrone di casa ci aveva messo in contatto con un paio di operai e Ste aveva concordato un appuntamento per qualche sabato fa. Gli operai l’avevano avvisato: se avesse piovuto o ci fosse stato vento, non avrebbero potuto lavorare. Verso le 9:30, dopo una sveglia all’alba – per essere sabato -, la conferma che sarebbero venuti il sabato successivo causa intemperie.
Quel giorno sono arrivati davvero e hanno lavorato inesorabilmente per quasi 6 ore, asportando la finestra con tutta la cornice e inserendo la nuova, già preparata in officina.
La nuova finestra doveva essere almeno esternamente uguale alla precedente, dato che la casa in cui abitiamo fu costruita nel 1900 (come segnalato dalla data in uno strano latino – A.MDCCCC -  impressa sulla facciata in alto) e per questo motivo il Comune ha deciso che la casa deve mantenere esteriormente le sue sembianze originarie.
Gli operai si sono chiusi nella nostra camera da letto, hanno spostato un po’ di cose che li intralciavano, hanno posato un telo nero plastificato a terra sotto alla finestra e, con trapano, scalpello e martello, hanno lavorato quasi ininterrottamente.
Quando mi sono affacciata alla porta per chiedere se volessero pranzare con noi, mi hanno risposto che sarebbero usciti e che in circa mezz’ora avrebbero mangiato fuori e preso un paio di attrezzi mancanti.
Sono stati fuori 35 minuti e hanno fatto esattamente quello che avevano previsto; nello stesso tempo io sono riuscita a preparare il sugo e la tavola, ma non la pasta. Gli operai ce l’hanno fatto notare con un sorrisino e una battuta.

Il risultato è funzionale e bello: una super finestra nuova, con altrettanto nuova cornice, parzialmente pitturata in loco (con delle percepibili conseguenze olfattive tali che la notte Ste ha tentato di dormire in salotto), che regge anche le tempeste di pioggia.

|Aria|

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De verhuizing – 2de deel

[Il trasloco - 2a parte]

Come anticipato da Ste, il periodo continua ad essere effervescente. Vuoi per la novità della nostra nuova casetta, vuoi perché completando gli ultimi lavoretti scopri nuovi modi di arredare, vuoi per le visite degli amici, vuoi per le visite dei ‘traslocatori’ (come altro chiamare il papiño, Dario e Paolo?!), la nostra quotidianità continua ad essere piuttosto movimentata.

In poco meno di 2 settimane il papiño ha organizzato un viaggio andata/ritorno Italia – Olanda in 6 giorni per il trasporto del mobilio ingombrante. Grazie all’aiuto e al furgone di Dario e all’aiuto di Paolo, hanno caricato il furgone a più riprese per un paio di giorni e poi, verso l’alba, sono partiti verso nord.
L’indomani pomeriggio sono arrivati ad Haarlem, dopo essersi fermati in Germania per la notte. Los tres-locos (o tras-locos) sono arrivati talmente presto che si sono messi a scaricare il furgone, prima del nostro rientro a casa.

Ho potuto aiutare solo per il divano, ma il tavolo, le sedie, la libreria, i cuscini erano già stati tutti scaricati dai los tres-locos, come si sono autodenominati i nostri 3 compagni di avventura.
Come da accordi, abbiamo provveduto a fornire loro un posto per dormire -al 1° piano- e una cena la sera dell’arrivo, qualche mappa dei dintorni, qualche dritta su percorsi, mezzi, cose da vedere. Per il resto los tres-locos sono stati molto autonomi e si sono conquistati anche la nostra gratitudine per le prelibate cenette che ci hanno fatto trovare tutte le altre sere.
Parte della giornata la trascorrevano scorrazzando in bici nei dintorni; l’altra parte la occupavano tra lavori domestici di montaggio mobili (soprattutto il papiño) e preparazione della cena.
Sembra che i tres-locos abbiano apprezzato la gita e quello che hanno visto in terra olandese.
Da parte nostra li ringraziamo della compagnia e dell’aiuto che ci hanno dato.

|Aria|

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