Archivio per casa

visite di primavera

Come ogni primavera olandese che si rispetti, anche quest’anno gli amici non tardano a presentarsi dalle nostre parti. Dopo le “blond girls” sono infatti passati a trovarci Edo e Pier, due habituè del posto, che con la scusa di una fiera hanno provato a godersi qualche giorno primaverile ad Amsterdam. Non fortunata la situazione meteo, ma non sono andati via delusi nemmeno sta volta. Loro sono andati a dormire nella capitale, al Botel, una nave attraccata sulla sponda nord dell’Ij. Soluzione abbastanza economica a una ventina di minuti di traghetto dalla stazione centrale.
A fine mese arriveranno Luca e Alice, che proveranno la soluzione ostello. La chiesa dove tutti hanno soggiornato quando venivano a trovarci non è più una soluzione alla portata di tutti per i prezzi troppo alti, quindi ci si guarda di nuovo in giro e il posto più low cost che è venuto in mente a noi, ma soprattutto a Google, è un ostello a un quarto d’ora a piedi da casa nostra. Le stanze sono da quattro, quindi potrebbe non esser garantita l’intimità, ma anche quella ha il suo prezzo, ahimè.
Nella seconda decade di giugno arriveranno l’inseparabile (nonostante il mondo) cugino con la sua compagna, entrambi ancora in Australia mentre scrivo questo articolo. Ne avranno di cose curiose da raccontarci e foto incredibili da farci vedere e invidiare!

Che altro dirvi, non ho molte novità poiché il momento è particolarmente intenso sul lavoro, tra il rinnovo del contratto e una mole di lavoro abominevole.
Le temperature basse e le giornate piovose mi hanno per qualche mese allontanato dalla “corsa” in bici del weekend, ma grandi soddisfazioni arrivano dal nostro terrazzo in fiore! Con il tardissimo arrivare della primavera si è svegliato in me lo spirito del coltivatore, cosa che mi ha portato a conquistare svariati centimetri quadri di terrazzo al giorno; conquiste che diventano più palesi nel fine settimana. Al momento ci sono: le margherite di Aria, un bellissimo Dianthus barbatus (per gli amici “garofano dei poeti”) dai fiori piccoli e fucsia, una piccola lavanda dal profumo non troppo spiccato e il mio orto compatto: rosmarino, basilico e prezzemolo insieme in un unico vaso lungo, per garantire un sapore italiano e quasi campagnolo ai nostri piatti. Ultimo, ma non ultimo, il nostro mini abete che sembra resistere a 6 mesi e mezzo dall’adozione avvenuta per ovvi fini in periodo natalizio.

Concordo con chi dovesse far notare l’esigua dimensione del tanto decantato “giardino”, ma si sappia che crescerà. Ho sempre avuto una certa attrazione per piante e fiori, soprattutto vederli crescere, in giardino o sul balcone, rende, a mio parere, più allegri e leggeri.
Oggi abbiamo addirittura provato l’ebbrezza di cenare a casa nostra ma sotto il cielo olandese, portando il tavolo del soggiorno fuori per mangiare tra i cinguettii di rondini e corvi che si muovevano tra gli alberi del vicino parco e le case della via. Se le previsioni meteo dei prossimi giorni dovessero rivelarsi attendibili, Aria potrà rinfrescarsi all’ombra del rigoglioso basilico dopo un bagno di sole nel terrazzo…e questo weekend, mi sa che scatta la grigliata!

|Ste|

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Pronti ai temporali!

La mia amica Marijke l’aveva previsto: sarebbe stato un autunno ‘caldo’; ed è quasi così, se contestualizziamo la previsione.
La scorsa estate è stata piuttosto ‘fresca’ anche per le consuetudini olandesi; poi siamo stati dolcemente – parlando di temperature - portati all’autunno e per quasi tutto il mese di ottobre, tranne qualche giornata sui 7°C, e i primi giorni di novembre abbiamo avuto poco sole, poca pioggia e mediamente 10°C.
Poi, però, il freddo ha iniziato ad essere pungente, è comparsa la nebbia per qualche giorno e soprattutto ha iniziato a piovere seriamente. Quasi un vero autunno!

Unico neo: alla finestra della nostra camera da letto era stato diagnosticato un cedimento strutturale tale da causare infiltrazioni anche nella stanza sottostante, in caso di pioggia battente.
Il padrone di casa ci aveva messo in contatto con un paio di operai e Ste aveva concordato un appuntamento per qualche sabato fa. Gli operai l’avevano avvisato: se avesse piovuto o ci fosse stato vento, non avrebbero potuto lavorare. Verso le 9:30, dopo una sveglia all’alba – per essere sabato -, la conferma che sarebbero venuti il sabato successivo causa intemperie.
Quel giorno sono arrivati davvero e hanno lavorato inesorabilmente per quasi 6 ore, asportando la finestra con tutta la cornice e inserendo la nuova, già preparata in officina.
La nuova finestra doveva essere almeno esternamente uguale alla precedente, dato che la casa in cui abitiamo fu costruita nel 1900 (come segnalato dalla data in uno strano latino – A.MDCCCC -  impressa sulla facciata in alto) e per questo motivo il Comune ha deciso che la casa deve mantenere esteriormente le sue sembianze originarie.
Gli operai si sono chiusi nella nostra camera da letto, hanno spostato un po’ di cose che li intralciavano, hanno posato un telo nero plastificato a terra sotto alla finestra e, con trapano, scalpello e martello, hanno lavorato quasi ininterrottamente.
Quando mi sono affacciata alla porta per chiedere se volessero pranzare con noi, mi hanno risposto che sarebbero usciti e che in circa mezz’ora avrebbero mangiato fuori e preso un paio di attrezzi mancanti.
Sono stati fuori 35 minuti e hanno fatto esattamente quello che avevano previsto; nello stesso tempo io sono riuscita a preparare il sugo e la tavola, ma non la pasta. Gli operai ce l’hanno fatto notare con un sorrisino e una battuta.

Il risultato è funzionale e bello: una super finestra nuova, con altrettanto nuova cornice, parzialmente pitturata in loco (con delle percepibili conseguenze olfattive tali che la notte Ste ha tentato di dormire in salotto), che regge anche le tempeste di pioggia.

|Aria|

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De verhuizing – 2de deel

[Il trasloco - 2a parte]

Come anticipato da Ste, il periodo continua ad essere effervescente. Vuoi per la novità della nostra nuova casetta, vuoi perché completando gli ultimi lavoretti scopri nuovi modi di arredare, vuoi per le visite degli amici, vuoi per le visite dei ‘traslocatori’ (come altro chiamare il papiño, Dario e Paolo?!), la nostra quotidianità continua ad essere piuttosto movimentata.

In poco meno di 2 settimane il papiño ha organizzato un viaggio andata/ritorno Italia – Olanda in 6 giorni per il trasporto del mobilio ingombrante. Grazie all’aiuto e al furgone di Dario e all’aiuto di Paolo, hanno caricato il furgone a più riprese per un paio di giorni e poi, verso l’alba, sono partiti verso nord.
L’indomani pomeriggio sono arrivati ad Haarlem, dopo essersi fermati in Germania per la notte. Los tres-locos (o tras-locos) sono arrivati talmente presto che si sono messi a scaricare il furgone, prima del nostro rientro a casa.

Ho potuto aiutare solo per il divano, ma il tavolo, le sedie, la libreria, i cuscini erano già stati tutti scaricati dai los tres-locos, come si sono autodenominati i nostri 3 compagni di avventura.
Come da accordi, abbiamo provveduto a fornire loro un posto per dormire -al 1° piano- e una cena la sera dell’arrivo, qualche mappa dei dintorni, qualche dritta su percorsi, mezzi, cose da vedere. Per il resto los tres-locos sono stati molto autonomi e si sono conquistati anche la nostra gratitudine per le prelibate cenette che ci hanno fatto trovare tutte le altre sere.
Parte della giornata la trascorrevano scorrazzando in bici nei dintorni; l’altra parte la occupavano tra lavori domestici di montaggio mobili (soprattutto il papiño) e preparazione della cena.
Sembra che i tres-locos abbiano apprezzato la gita e quello che hanno visto in terra olandese.
Da parte nostra li ringraziamo della compagnia e dell’aiuto che ci hanno dato.

|Aria|

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visite e costruzioni

È da qualche giorno che non trovo il tempo di scrivere, la settimana passata è stata molto intensa. Dopo la partenza dei nostri amici Manuel ed Elisa la settimana scorsa, venerdì è tornato a trovarci Marco, questa volta perché abbiamo deciso di regalargli il volo Venezia Amsterdam per il suo trentesimo compleanno. È stato qui 5 giorni, ed abbiamo vissuto molto intensamente la sua visita, girovagando per Haarlem e Amsterdam. Ma anche per l’Olanda intera, visto che sabato siamo stati a cena da Pietro a Tilburg, a due ore e mezza di treno da qui. Siamo stati ospiti per una cena italianissima tra una pasta alla boscaiola e dei baci di dama fatti insieme nel dopocena e consumati appena pronti, attorno a mezzanotte.

Ad Amsterdam, il lunedì, abbiamo pranzato a cheeseburger e club sandwich per trovare le energie sufficienti a perderci con la bici prima sui canali del Jordaan, poi nel sempre maestoso e vivente Vondelpark, per poi ripartire al calar del sole verso Waterlooplein, tra i mercatini delle pulci all’aperto e i negozietti di design o semplicemente di cianfrusaglie. Stavamo anche per comperare una stampa della locandina del primo James Bond, Licenza di uccidere. Marco la voleva fino a quando ha chiesto il prezzo: 250 €, né più né meno. Non era infatti una stampa ma l’originale, probabilmente del 1962. Stava benissimo dov’era.

Marco è ripartito martedì pomeriggio, ma già dalla sera di lunedì avevamo altri ospiti al piano di sotto: sono infatti venuti da Monfalcone Ferru, Paolo e Dario con un furgone attrezzato pieno di mobilio e altri generi di conforto per il secondo atto del trasloco di Ferruccio. Gli amici di Ferruccio sono stati oltre che simpatici anche bravi in cucina e ci hanno fatto da mangiare per tre sere su quattro. Di cui due di pesce…davvero un affare!

In questi giorni passati in giro per Amsterdam mi è sembrato di vedere la conferma in formato poster di quanto si sostiene oramai da un paio d’anni su questo blog, ovvero il fatto che gli olandesi amino scavare. E stavolta non per gli operai che lavorano ovunque per creare nuove strade, argini, piste ciclabili o ruspe che compaiono dalla notte al giorno, per poi spesso scomparire dal giorno alla notte; stavolta ho visto un manifesto che mi ha fatto sorridere, uguale all’immagine a destra che invece è presa dal sito dell’iniziativa. La frase in alto cita testualmente: “vuoi costruire con me?”.
Pensavo si trattasse di un raduno di olandesi, notoriamente amanti della pala, presso qualche campo in cui si sarebbero potuti sfogare per qualche ora movimentando terra a braccia. Invece sul loro sito web ho scoperto che si tratta di un’iniziativa (che mi dicono esistere anche in altri Paesi), grazie alla quale si trovano in una sorta di fiera tutti coloro che intendono costruirsi la casa da soli, o in compagnia di altri appassionati. A questo link si possono vedere i lotti liberi nel centro di Amsterdam: per fortuna non ci sono i prezzi, che immagino essere alquanto impegnativi considerando il costo delle abitazioni nel comune della capitale.

Chiudo segnalando la nuova produzione di Michele Santoro, Servizio Pubblico, una trasmissione che andrebbe seguita solo per il fatto che nessuno nella tv generalista ha voluto ospitare il programma, censurandolo di fatto dai telecomandi italiani. In un altro Paese europeo non credo che sarebbe mai successo, tanto più considerando il valore di quella trasmissione dal punto di vista degli introiti pubblicitari che Santoro & co. assicuravano alla Rai. Noi ce lo guarderemo in diretta da internet (finalmente, poiché la Rai non è visibile dall’estero in diretta streaming sul loro sito…questioni di canone) e siamo sicuri che molti espatriati come noi che hanno a cuore l’Italia e tutto ciò che lì succede, seguiranno la nuova avventura multi-piattaforma del presentatore campano. Vi lascio allo spot della trasmissione, che vedrà la luce il 3 novembre prossimo e sarà trasmessa ogni giovedì.

|Ste|

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De tweede verhuizing

[Il secondo trasloco]

Sto vivendo in un frullatore. Tra il trasloco al piano superiore e il nuovo lavoro, non capisco più dove mi trovo e cosa sto facendo. Non sono ancora arrivata al punto di spostare i mobili in ufficio, ma secondo me manca poco.
I nostri ex vicini se ne sono andati a ridosso del tempo limite: nel pomeriggio della nostra entrata in casa ‘nuova’; dato che ci hanno lasciato la connessione ad internet, un armadio senza ante e il fornello a gas, abbiamo deciso di non fare storie. Abbiamo quindi iniziato a spostare/comprare/montare/smontare i mobili il giorno successivo.

La maggior parte delle persone pensa che traslocare da un piano all’altro sia cosa facile; lo è sicuramente più che spostarsi di alcuni chilometri (non si deve noleggiare un furgone, non ci sono limiti di tempo, …), ma rimane pur sempre un trasloco! Nel nostro caso si svolge solamente la sera, di ritorno dal lavoro, e nei fine settimana; manca quindi il tempo per metabolizzare quello che sta accadendo, anche perché è successo tutto piuttosto in fretta.
Per fortuna, il papiño ci ha aiutato molto: ci ha portato un sacco di cose da mangiare, ha preparato cene e pranzi da portarci al lavoro, abbiamo caricato la ventiseienne con frigo, tavolo, sedie, hanno (Ste con la ‘supervisione’ del papiño) smontato e montato tutti i mobili necessari. Insomma, ci siamo tutti stancati per bene!

Inoltre, per noi che siamo rimasti (il papiño è ripartito alla volta dell’Italia qualche giorno fa), la fatica non è ancora finita. Dopo aver spostato il mobilio più ingombrante, speriamo di terminare il trasloco entro questo fine settimana, per poter finalmente vivere su un piano solo.

|Aria|

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il nuovo vicino

Così ora sapete il nome del nostro nuovo vicino di casa.
L’appartamento sarà nostro dal primo di ottobre, così Ferru ha iniziato i suoi viaggi per muovere le sue cose dalla vecchia casa di Monfalcone fino a quella nuova presso Haarlem. Se lo conoscete, personalmente o grazie ai suoi frequenti interventi sul blog, non vi sarà difficile immaginare che abbia organizzato il trasloco tutto per conto suo, caricando la ventiseienne (una Volvo 245 del 1985) come un mulo, proprio come avvenne più di due anni fa, quando fu la stessa coppia (Ferru e la 26enne) assieme a Graz a portare i nostri averi per riempire quella che sarebbe diventata la nostra piccola ma accogliente dimora. Stavolta i viaggi programmati sono almeno un paio, se non di più, con l’obiettivo di portare il materiale a nord della Germania entro la fine dell’anno, data in cui terminerà il contratto di affitto della casa italiana. La prima partenza era fissata per il 22/9, con un carico prevalentemente alimentare ma non solo.

Come ogni volta che Ferru viene a trovarci, anche stavolta ho riportato la Gazelle ad Haarlem. Per lui è più facile destreggiarsi con la bicicletta che uso ad Amsterdam, poiché, nonostante le origini molto olandesi del ciclo (Gazelle è una delle marche olandesi più rinomate), questa è un pochino più bassa e, soprattutto, dispone di freni a mano anziché a pedale. Stavolta ho però deciso di portarla a casa letteralmente, senza usare il treno e affrontando i 18 km che separano la casa di Amsterdam West dove abitano Jacopo e Selena (avevo lasciato la bici da loro la sera prima) dal nostro appartamento di Haarlem. Una cinquantina di minuti sulla strada più veloce, ad una velocità media di 20,5 km/h. Non male direi, per il mio rinomato carattere anti fatica! Da segnalare la presenza di moltissimi oggetti volanti lungo il tragitto: quelli più grandi erano gli aerei in atterraggio a Schiphol, in numero davvero impressionante, credo uno ogni due minuti senza esagerare. Gli oggetti volanti più piccoli erano invece moscerini, mosche ed altri insetti dotati di ali. Questi non li ho proprio visti, ma assaggiati: almeno tre sono passati dalla vita alla morte attraverso la mia bocca e il mio apparato digerente. Un paio è invece riuscito a prendere l’onda del respiro e l’ha cavalcata fino ai polmoni. Di questi individui non si è saputo più nulla: le ipotesi più acclamate li vedono stabilizzatisi in qualche alveolo o espulsi a gran velocità con uno starnuto avvenuto di lì a poco. Anche stavolta la sorte di un moscerino non risulta importante ai fini di un racconto, quindi rimanga il dubbio.

Una volta arrivato a casa e liberatomi dei vestiti sudati, mi sono lanciato in una doccia rinvigorente. Pochi minuti dopo il campanello ha suonato due volte: ecco il nostro nuovo coinquilino! Assieme a lui un carico di cibo, tra cui 6kg di sale grosso, uno scatolone intero contenente vari formati di pasta Voiello, formaggi di ogni tipo, frutta locale friulana, canederli trentini, conserve di ogni genere, olio extravergine d’oliva a volontà e molte altre leccornie.
Oltre alle derrate alimentari, nel poco spazio rimasto nella spaziosa parte posteriore della Volvo trovavano posto anche la sedia a dondolo alla quale è molto affezionato Ferru (primo mobile entrato nella sua casa, nel ’76, sarà il primo anche nella sua prima casa olandese, 35 anni più tardi, tre metri sotto il mare), una marea di DVD e libri. A tenere fermo il tutto c’era il mio subwoofer con cui potrò far vibrare un po’ la casa, in assenza di vicini estranei. Vrrrrrrr, vrrr, vrrrrr!

Nota di colore sull’arrivo di Ferru, o meglio sulla ventiseienne: la 245 non ha fatto una piega per tutto il tragitto, con tanto di varie pause caffè e notte in albergo a Norimberga. Fiera ha imboccato la nostra via e si è accoccolata nel parcheggio trovato libero a meno di dieci passi da casa. Da quel momento è stato sonno profondo. La mattina successiva, infatti, non c’è stato verso di metterla in moto. La batteria da 160Ah era piena di vita, ma la sua energia non arrivava fino al motorino d’avviamento. Questa la diagnosi di Ferru, supportata da me che non ho idea di come funzioni un motore. Per fortuna abbiamo trovato presto un meccanico in zona e nel pomeriggio Aria e Ferru sono andati a chiedere aiuto. Il meccanico, che Google Street View ha immortalato nell’immagine sotto, stava affrontando un’intensa partita con il solitario di Windows accanto al giovane assistente che sembrava far nulla, ma forse stava lì solo per sbirciare le carte da gioco del meccanico, cosa che quest’ultimo non sopporta (questa parte l’ho aggiunta io, mi piaceva così). Con atteggiamento più simile a quello di uno spagnolo a pochi minuti dalla siesta che a quello di un meccanico olandese, ha fatto notare ai nostri due che avrebbero chiuso un’ora più tardi, quindi non se ne sarebbe fatto nulla per tutto il weekend, e con non chalance ha trascritto il suo numero di telefono su un post-it per poi consegnarlo a Ferru, chiedendo di essere ricontattato il lunedì successivo.

Il meccanico è infine venuto a prendere l’automobile, che poi abbiamo saputo essere partita al primo colpo sotto le mani rudi del garagista. È rimasta qualche giorno sotto osservazione nel garage e domani andiamo a riprenderla per provare nuovamente l’operazione magazzino. In attesa di trovare lo spazio per sistemare nella casa vecchia o in quella nuova le cose portate dall’Italia, metteremo queste ultime in un magazzino preso per l’occasione, come già anticipato da Ferru in un commento al post precedente.

Ora, a poche ore dalla mezzanotte del primo ottobre, gli attuali vicini non hanno ancora abbandonato l’appartamento e credo che attenderò al massimo fino alle 11 di domani per ricordare loro che “trenta dì conta novembre, con april, giugno e settembre….”.
Anche in olandese, se servirà.

|Ste|

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L’autunno caldo

La prima cosa che voglio fare è augurare buona vita alla bellissima Carla Nour e fare tanti complimenti al papà e soprattutto alla super mamma. Un abbraccio forte alla famigliola da tutti noi, qui al nord.

Per chi avesse dei dubbi, l’autunno meteorologico inizia il 23 settembre; secondo la mia agendina olandese, quest’anno è iniziato alle 11:04 (sempre precisi, questi olandesi). Come è noto, la stagione autunnale porta temperature più basse e pioggia, soprattutto nel Nord si penserà. E invece, a sorpresa dopo un’estate che chiamiamo così per generosità, il primo giorno di autunno ci ha regalato per diverse ore uno strascico di vera estate, con sole, temperatura mite e il cielo quasi terso. Constato con piacere che questo strano meteo sembra perdurare anche nei giorni successivi, ma so per esperienza che non durerà molto.

I lettori più attenti si staranno mangiando le mani pensando alla nostra ‘nuova’ casa..
Possiamo soddisfare qualche curiosità, ora che siamo effettivamente in possesso di un contratto.
Le ricerche condotte dalla sottoscritta durante l’estate non hanno portato a nulla: gli affitti erano troppo alti, oppure le nostre entrate non ci permettevano di poter affittare una casa più grande, ma pur sempre vicina alla stazione dei treni (dovendo raggiungere Amsterdam ogni mattina, il treno è necessario e piacevole). Insomma, tanto lavoro per nulla.
Poi, qualche settimana fa, abbiamo incontrato la nostra attuale vicina del piano di sopra, che ci ha avvisato del loro trasloco: hanno comprato una casa e se ne vanno dall’attuale alla fine del mese. È bastato un attimo a Ste e a me per capire che questa poteva essere l’occasione d’oro: ho personalmente inviato una mail al padrone di casa chiedendogli se fosse possibile affittare anche il piano superiore. Dopo una chiacchierata abbiamo raggiunto l’accordo e dopo un paio di settimane il contratto è stato firmato.
Se già questa notizia vi ha steso, occhio alla prossima: il nostro futuro ‘vicino di casa’ sarà il papiño. Il modo migliore per provare a vivere fuori dal proprio stato è avere qualcuno vicino; se poi parliamo del fatto di avere il papiño alla porta accanto, sono già emozionata. Il suo trasloco è previsto entro la fine dell’anno, dopo qualche viaggio per portare al nord le cose più care; il nostro (al piano di sopra) dovrebbe iniziare tra una settimana, se le energie ce lo permetteranno.

|Aria|

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Huisdieren verboden

[Animali domestici non ammessi]

Se sono un po’ meno produttiva come autrice, è causato da diversi fattori.
Lavoro a parte, come sapete ho iniziato il corso di olandese (con huiswerk -compiti per casa- annessi), e, ultimo ma non meno faticoso, abbiamo ripreso la ricerca della casa.

Siamo rimasti piuttosto sorpresi dall’atteggiamento poco disponibile e non tempestivo dell’agenzia immobiliare che ci aveva trovato la nostra attuale sistemazione. Abbiamo quindi cercato altre agenzie ed altre vie, come www.markplaats.nl, il mercato olandese on-line tra privati e aziende per eccellenza (per inciso, si trova di tutto).
Un’agenzia ci ha organizzato una visita ad una di queste case, ad Haarlem. Siamo riusciti ad essere entrambi presenti, mentre c’erano 3 agenti a guidarci nella visita (d’accordo che la metratura della casa era piuttosto alta, ma secondo me un po’ esagerato). La casa era effettivamente ‘non in ottimo stato’, come ci avevano onestamente detto prima di entrare, e poi si affacciava su una delle strade più trafficate di Haarlem sud-est, distante qualche chilometro dalla stazione dei treni (per noi pendolari è piuttosto importante); inoltre avremmo dovuto aprire dei contratti di fornitura per alcuni servizi e questo avrebbe aumentato sensibilmente l’affitto che gli agenti ritenevano ‘da occasione’.

Juno @ balcony

Sapevamo che gli animali non erano ammessi, ma ho chiesto comunque se la cosa potesse essere messa in discussione; ho avvalorato la mia domanda portando la riflessione sulla diversità tra avere in casa un alano o una gatta (vogliamo anche dire sterilizzata, a 3 zampe e di nome Juno?!). Tutti gli agenti hanno convenuto che sì, c’è differenza, ma se il proprietario vuole così, al massimo si può cercare di contrattare. Sempre molto gentilmente, ho chiesto se mi sapessero spiegare come mai questa è la risposta che mi sento dare ogni volta che faccio quella domanda, nonostante le finestre e i balconi di molte case siano arricchiti dalla presenza di pasciuti gatti, quando non di simpatici cani. Tanti sorrisi ma nessuna risposta, tranne quella più banale: evidentemente quelli sono proprietari.

Alla fine abbiamo concluso che, non avendo fretta di trovare un’altra sistemazione, potevamo non accettare la casa proposta ed attendere un’occasione migliore.

L’aneddoto divertente di questa prima ricerca è che, durante la visita della casa, l’agente ci suggeriva cosa avremmo potuto fare, o come avremmo potuto arredare la casa (non ammobiliata, appunto). Arrivati alla cucina, che si sviluppava in lunghezza, da una parte c’era un lungo ripiano che arrivava all’acquaio; sotto il ripiano si trovava uno di quei caloriferi olandesi, bassi e lunghi, per circa un metro e mezzo (forse più). L’agente ci guarda e, con aria convinta, dice che possiamo usare il ripiano per qualsiasi cosa, oppure possiamo usare lo spazio sottostante per mettere degli elettrodomestici, o dei mobili. Ste ed io rimaniamo un po’ dubbiosi e, al momento di rifiutare la proposta qualche giorno dopo, Ste fa notare che onestamente nessuno metterebbe qualcosa (tanto meno di elettrico) né sopra né davanti ad una fonte di calore, in quel caso, inoltre, unica per 2 stanze.

|Aria|

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Een maan zo groot

[Una luna così grande]

Ci è capitata una cosa molto particolare giovedì scorso, il 20 gennaio, il giorno dopo la notte di luna piena.
Per me è stata la prima volta ed è stato bellissimo.

La mattina, stavo andando al lavoro in treno (direzione est), ho avuto la fortuna di trovare un posto a sedere contrario rispetto al verso del treno, quindi, affacciata al finestrino, riuscivo a vedere il cielo verso ovest.
C’è una premessa che ho dimenticato: solo da una decina di giorni riusciamo a raggiungere Amsterdam con la luce; prima era tutto buio, anche alle 9 di mattina. Ma le giornate si stanno allungando e anche la mattina il sole sorge prima.
Ritornando alla mattina in questione. Il cielo andava dal blu all’azzurro, da ovest a est, e mentre verso Amsterdam sorgeva il sole, ho visto una luna enorme, ma davvero enorme, e bassa verso ovest. Per tutto il tragitto in treno non sono riuscita a staccare gli occhi da questo spettacolo; riuscivo persino a distinguere alcune macchie lunari.
La sera stessa, andando a prendere il treno ad Amsterdam per tornare a casa, Ste ha assistito alla stessa scena: una luna così bassa ed enorme che potevi quasi studiarla ad occhio nudo.

Non sappiamo spiegarci quello che è successo e se la posizione dei Paesi Bassi sia una concausa. Magari qualcuno di voi sa già la risposta..

Aneddoto simpatico di buon vicinato interculturale.
Siamo stati fermati da una vicina di casa, la quale ci ha raccontato che suo fratello (una specie di hippie attempato) è andato in India e quindi lei ha affittato la piccola casa a fianco della sua ad una ragazza. Questa è italiana e la nostra vicina pensa che potremmo fare conoscenza. Le abbiamo ricordato i nostri cognomi, ma più che altro le abbiamo fatto notare che sicuramente saranno riconosciuti da un italiano.
Ovviamente la conversazione si è svolta completamente in olandese; dev’essere in gamba la nostra vicina connazionale, per aver abituato la sua ospite olandese a parlare la sua lingua.

|Aria|

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di rientri e propositi..

Col ritardo che mi contraddistingue oramai da decenni, voglio anch’io farvi i miei migliori auguri per questo nuovo anno appena iniziato. Salute e felicità sono le uniche cose che vi auguro, mi concentro sulle uniche veramente importanti per non diluire l’effetto dell’augurio.

Da quasi una settimana abbiamo fatto rientro nella nostra piccola ma accogliente casetta di Haarlem e non vi ho ancora raccontato quello che abbiamo trovato al nostro rientro: durante la nostra assenza natalizia, qualcuno doveva aver celebrato una festa; se un cenone di Natale o il veglione di Capodanno non è stato possibile determinare con certezza.
Non qualche allegro squatter olandese, ma quella che io e Aria abbiamo chiamato “la combriccola dello stronzo topo”. Si poteva infatti riconoscere e ricostruire le allegre peregrinazioni dei roditori unendo le cacchette come si faceva con i punti numerati della Settimana Enigmistica. Non c’era sicuramente cibo in giro per casa e la dispensa è sempre inaccessibile, così devono aver atteso la mezzanotte con del cibo portato da altrove, attorno alle piantine poste sul davanzale, il posto più amato in nostra assenza, vista la concentrazione di “droppings” (dall’inglese to drop, sganciare..). Da lì era forse possibile scorgere uno scorcio di cielo tracciato dai fuochi d’artificio sparati per salutare il nuovo anno. Non avendo visto tracce di roditori da settembre alla fine dell’anno, pensavamo che avessero cambiato casa, invece hanno dimostrato una volta in più che quando il gatto non c’è, è tempo di ballare.
Quindi estendo gli auguri anche allo stronzo topo (speriamo sempre che sia uno solo, in fondo..), a lui auguro però di venir preso in trappola, oppure gli auguro di non farsi vedere, poiché l’acquisto della trappola fulmina topi (contributo video) è stato solo rinviato.
Del rientro non ho molto altro da raccontarvi, se non confermarvi il mio sleeping tour in nord Italia e in Europa già segnalatovi da Aria nel post precedente, affermando che potrei creare una specie di guida Michelin dedicata ai mezzi pubblici, con particolare attenzione alla qualità del sonno, con tutti i consigli per sfruttare al meglio le superfici orizzontali e verticali dei vari veicoli. Il titolo potrebbe essere “Sonni pubblici: Tour d’Europa a occhi chiusi“.

Dei propositi per l’anno appena iniziato posso citarvi l’olandese e una stanza in più.
Il 2011 deve essere l’anno dell’olandese. Sì, perché quest’anno parte con una certa tranquillità dal punto di vista lavorativo e con molte cose sistemate, poi tra meno di una settimana riceveremo la chiamata per un’intervista telefonica atta a determinare il nostro livello di partenza e ad inserirci nel corso più adatto, che inizieremo a breve. Sarà il secondo corso di olandese, dopo quello fatto a pochi mesi dal nostro arrivo qui. Questo è forse un po’ più breve, ma più serio e, a differenza dell’altro, sarà riconosciuto da un attestato.

Per quel che riguarda la stanza in più, siamo alla ricerca di un appartamento un po’ più grande, probabilmente nella ormai nostra Haarlem, una stanza in più per poter accogliere qualche ospite senza doverlo scavalcare per andare in cucina.

Di nuovo, un felice anno a tutti, gelukkig nieuwjaar!

|Ste|

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