Archivio per gennaio 13, 2012

lezione di geografia

Un paio di giorni fa mi è successa una cosa bizzarra: al ritorno dal lavoro ho sbagliato clamorosamente treno.

Arrivato alla stazione con il bus (rinuncio alla bicicletta in caso di condizioni meteo realmente avverse oppure se sono in ritardo), sono entrato a Centraal dalla porta Est. Da lì si accede direttamente alla scala che porta ai primi due binari.
Dovete sapere che da metà dicembre sono cambiati gli orari dei treni, quindi non li so più a memoria, se non quelli che prendo più spesso. Arrivato alle 18.00 nell’atrio al piano inferiore rispetto ai binari, mi affretto per le scale nel tentativo di prendere il treno delle 18.04, me lo ricordo perché spesso arrivo in stazione attorno a quest’ora.
Solitamente si parte dal binario 2A, o almeno così mi sembra di ricordare, e appena arrivo in cima alla scala lo vedo lì, con le porte spalancate e molti posti liberi rispetto al solito. Non ci bado molto e salto dentro. Mi siedo rivolto verso il senso di marcia: sono i primi posti ad essere occupati, solitamente.
Il treno parte con qualche minuto di ritardo, 3 o 4 direi, ma non ci faccio troppo caso, sono di manica larga e fino a cinque minuti non mi lamento (scherzo, ovviamente, e un pensiero va ai pendolari italiani). Ascolto un po’ di musica con le cuffie, mi guardo in giro. I finestrini del treno a quest’ora sono uguali a specchi, poiché la carrozza è illuminata dai neon all’interno ma fuori è già buio pesto. Di tutto ciò che c’è fuori, solo le luci più forti si intravedono sfrecciare.

Attendo i quindici minuti che mi separano da Haarlem come accade ogni giorno. Come ogni giorno la magia del finestrino a specchio svanisce, il vetro diventa completamente trasparente e lascia vedere quello che succede nella stazione di Amsterdam Sloterdijk. Pochi scendono, molti salgono sul treno, come sempre. Il treno riparte. Mi rilasso e quasi sonnecchio.
Dopo una decina di minuti il mio orologio biologico sostiene che dovremmo essere all’altezza di Haarlem Spaarnwoude. Provo a guardare attraverso il finestrino ed in effetti, di lì a poco, vedo arrivare una stazione. Il treno non rallenta e quando la vedo scorrere davanti a me scopro che non è Spaarnwoude poiché molto più grande e illuminata. La locomotiva spinge così tanto che non riesco a scorgere il nome, sicuramente finisce con dam. Decisamente poco utile in Olanda, visto che molti nomi di città terminano con questo suffisso. Chiedo aiuto allo smartphone che in pochi istanti mi consegna l’esito insindacabile del GPS: siamo appena passati a Zaandam, prima stazione verso l’estremo nord d’Olanda, mentre Haarlem si trova a ovest di Amsterdam.

Ok, qualcosa è andato storto. Decido di scendere alla stazione successiva e tornare indietro, ma di stazioni ne vedo passare altre due, impotente, col naso sul vetro tipo gatto chiuso in terrazza. Verifico gli orari dei treni e scopro di aver preso il diabolicointercity 4654 da Amsterdam a Hoorn con una sola sosta, già fatta.

"benvenuti nella bella Hoorn"

Altre stazioni si fanno vedere di sfuggita, fino al capolinea: 42 minuti di treno per trovarmi a 45 chilometri da casa, quando solo 17 separano Haarlem e Amsterdam. Alla fine sono arrivato a casa un’ora e venti più tardi rispetto al previsto ma non posso lamentarmi se non di me stesso, visto che i treni olandesi ce l’hanno messa tutta, considerando che sul treno di ritorno c’era il WiFi ad alta velocità gratuito e soprattutto che ho dovuto attendere solo 7 minuti per salire sul primo treno da Hoorn in direzione opposta e 4 minuti nella coincidenza presso Sloterdijk.

Morale? Meglio prendere il treno successivo, meno di dieci minuti dopo, che saltare sulla prima carrozza ed essere costretti ad una lezione di geografia al buio, della durata di ottanta minuti per la modica cifra di 8,20 €.

|Ste|

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