feste di primavera

Mentre il nostro trasloco procede un po’ a rilento e se ne prevede il decollo solo durante il prossimo weekend, l’Olanda ha vissuto il periodo più festoso dell’anno. Il giorno della regina, l’investitura del nuovo re e il festival della liberazione hanno colorato ed animato le strade di molte città olandesi.

hlemstraatCome da tradizione, abbiamo passato anche questa giornata della regina ad Amsterdam. La giornata era gradevole, nonostante bastasse una nuvola – che qui non manca praticamente mai – ad oscurare il sole e a far subito sentire i 12°C di questa timida primavera. Così timida che i giardini di Keukenhof, che abbiamo visitato assieme agli ospiti venuti a trovarci una settimana fa, non erano del tutto in fiore, anzi, almeno un quarto dei boccioli non si era ancora schiuso.

willemtrixAd Amsterdam invece era tutto un fiorire di vestiti, accessori e parrucche arancioni. Ci siamo diretti dalla stazione dei treni, stranamente non stracolma di gente come gli altri anni, verso lo Jordaan, rinomato quartiere della capitale e teatro dei più colorati e forniti mercatini. Il giorno della regina tutti possono vendere tutto, esentasse, per strada: dalle cianfrusaglie trovate in soffitta ai dolci rigorosamente home made appena sfornati. Vale un po’ tutto al vrij markt (lett. mercato libero). hijisgekDappertutto la musica riempie l’aria allietando venditori e attirando compratori per tutta la durata delle bancarelle, aperte dalle 6 di mattina alle 8 di sera. Nelle strette viuzze dello Jordaan,  dove sono più numerosi gli indigeni amsterdamesi, mi è capitato di vedere più spesso espressioni goliardiche atte a prendere in giro la casa reale. I migliori contributi sono le foto che vedete a destra: in basso la nuova regina Maxima, moglie del re, che esclama “è pazzo!”; nella foto in alto il nuovo re sfoggia l’inconfondibile pettinatura della madre, l’ex regina Beatrix, dando vita ad uno spassoso fotomontaggio.

Nei canali del centro sfilavano già dal primo pomeriggio le barche decorate con drappi arancioni, grossi altoparlanti e una discreta riserva di birra, dotate spesso di pochi posti e solo in piedi, meglio se occupati ballando (in perfetta sincronia con gli altri occupanti, visti gli spazi esigui). Abbiamo seguito i canali per un po’, fino ad arrivare a Leidseplein, in gran fervore, e proseguire verso il Vondelpark. barcaQui trovano posto i mercatini tenuti dai bambini, assieme a coetanei che suonano gli strumenti più vari, attirando folle di curiosi ad applaudirli.
Il giorno della regina è sì un occasione di festa, ma per i più intraprendenti è anche momento per lauti guadagni. Vendendo a peso d’oro delle lattine comperate nei giorni precedenti nei supermercati per pochi centesimi, improvvisandosi cuochi o con le idee più curiose. Le più interessanti di quest’anno sono il matrimonio express e il lancio delle uova.
Nel primo caso, un gazebo di due metri per due prometteva di sposare qualsiasi coppia lo volesse per soli 5€. Nel pacchetto erano compresi: abiti da sposi, cerimonia, anelli e servizio fotografico (una foto Polaroid). uova
Nel secondo caso, un personaggio vendeva tre uova crude per la modica cifra di  2 €.
Un allevatore di galline che offriva i prodotti del suo pollaio? No, le uova servivano per essere lanciate addosso al socio del primo uomo, che stava immobile a una decina di metri, attendendo che i lanciatori scagliassero “mancati pulcini” sulla sua testa, coperta da una parrucca arancione fluorescente. Il gioco non coinvolgeva solo le persone appena descritte: a volte le uova, lanciate troppo radenti al suolo, non si rompevano subito ma rimbalzavano, correndo minacciose verso le persone sedute anche a 30-40 metri di distanza, a volte frantumandosi sui malcapitati che comprensibilmente pensavano di non essere nel raggio d’azione, impregnando i loro vestiti del nutriente alimento e del suo poco gradevole profumo.
Ho calcolato che a quel ritmo i due potevano aver raccolto circa 3-400 € all’ora, già al netto del costo delle uova.

La zona del Dam l’abbiamo evitata un po’ come la peste, visto che l’area era transennata più o meno pesantemente nel raggio di diverse centinaia di metri dal palazzo reale e dalla Nieuwe Kerk, dove l’investitura di Re Willem ha avuto luogo. Anche i cartelli luminosi sconsigliavano di recarsi lì, e invitavano il pubblico a seguire l’avvenimento sui maxi schermi predisposti in diverse zone della città.
Quest’anno c’era meno gente in giro per la città, forse perché i grandi party sono stati spostati in zone periferiche, forse perché si temeva che la concomitanza del giorno della regina con l’investitura generasse un sovraffollamento tale da rendere invivibile l’ambiente.

In questi giorni si è tenuta anche la Nationale Dodenherdenking, commemorazione nazionale dei morti di tutte le guerre (e delle missioni umanitarie), che ha luogo il 4 maggio, giorno in cui si svolgono cerimonie ufficiali e vengono osservati due minuti di silenzio alle 20.

Bevrijdingspop

Più festoso è invece il Bevrijdingsdag, il giorno della liberazione. Oltre a celebrare la liberazione dai tedeschi alla fine della seconda Guerra Mondiale, è oggi una celebrazione della libertà in senso lato. Un giorno per festeggiare la libertà di cui l’Olanda è un noto esempio, ma anche per pensare a chi non ha la stessa fortuna e vive in posti dove essere liberi è ancora un miraggio. La data è il 5 maggio ma, a differenza del 25 aprile per l’Italia, è considerato giorno festivo solo una volta ogni cinque anni, quelli divisibili per 5. Sarà quindi una bank holiday la prossima volta nel 2015.
Ogni anno il 5 maggio, indipendentemente da quale giorno della settimana sia, in molte città d’Olanda la giornata viene celebrata con dei festival. Il più famoso e più datato di questi festival è il Bevrijdingspop (pop di liberazione) e si tiene nella nostra adorata Haarlem. Questa era la 33esima edizione e anche questa volta gran parte del merito per la buona riuscita dell’evento va ai volontari che l’hanno preparata.
Non ci eravamo mai stati da quando siamo qui, ma quest’anno abbiamo voluto dare un’occhiata. Siamo partiti dalla stazione in bici ed abbiamo percorso la strada verso i parchi a sud, Harlemmerhout e Florapark. Dalla partenza all’arrivo abbiamo pedalato accanto ad un vero fiume di persone che scorreva ininterrotto attraverso le vie del centro per uscirne a sud, dove si trovavano i parchi e l’area della festa. Lì, 4 palchi offrivano musica per tutti i gusti e per tutte le età, visto che uno di essi era dedicato ai più piccoli. Un’affluenza da record, favorita dal bel tempo (20 gradi e più) e dal fatto che quest’anno l’avvenimento è avvenuto di domenica.

|Ste|

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L’ultimo trasloco

Rullo di tamburi, squillo di trombe.. Signore e signori, ecco a voi l’ultimo trasloco!
Non riesco ad esprimere in parole la contentezza e il sollievo che questo pensiero mi porta: per l’ultima volta impacchetterò, sposterò, riaprirò scatoloni, sistemerò mobili e oggetti, …
Per l’ultima volta dovrò affrontare la fatica di un trasloco e le conseguenze, che qualche psicologo ritiene molto pesanti per l’individuo.
In effetti, forse non sarà l’ultima volta perché l’acquisto di una casa non significa necessariamente che non vivrò da nessuna altra parte per il resto della vita, ma i presupposti per una lunga permanenza ci sono tutti.
E per me, affittuaria da una vita, l’acquisto della casa significa molto.
Facendo un rapido calcolo, nella mia vita ho assistito a 1 trasloco (ero troppo piccola per fare qualcosa), ho partecipato attivamente ad altri 3, per un totale di 4 traslochi, senza contare gli spostamenti durante il periodo universitario.
Il quinto deve ancora partire; c’è stato un inizio, c’è qualche scatolone pieno e qualcuno vuoto sparsi qua e là per il soggiorno, ma ci daremo da fare nei prossimi giorni.

Lo scorso fine settimana, ho approfittato del bel tempo e della compagnia del papiño per andare all’Ikea in bici a comprare qualche scatolone. Già, dall’ultimo trasloco (qui) del papiño non sono rimasti che un paio di scatoloni.
Sappiamo tutti che all’Ikea ogni oggetto ha un suo nome proprio, generalmente impronunciabile e poco riconducibile all’oggetto. Stavolta, però, ho trovato un articolo il cui nome è facile e significativo: le scatole per il trasloco Jättene.
Grazie a Ste, ho scoperto poi che esistono diversi siti che comparano i prezzi dei verhuisdozen (letteralmente, scatole da trasloco), prevedendo anche la consegna a casa. Esiste un vero e proprio mercato degli scatoloni!

Lo scorso sabato siamo andati a vedere i carri floreali del Bloemencorso di quest’anno, il cui tema era Bon appetit. Questa volta ci siamo diretti verso il centro dopo il previsto posizionamento dei carri, in Grote Markt e in qualche via limitrofa.
Lo spettacolo è sempre di grande effetto ed il profumo di giacinti, tulipani e narcisi è inebriante. Peccato che l’illuminazione notturna non rendesse giustizia ai colori sgargianti delle costruzioni.

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|Aria|

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Lente kriebels

[Entusiasmi primaverili]

La traduzione non è propriamente esatta; kriebel è la voglia, l’agitazione, il nervosismo attivo e positivo che generalmente deriva dal cambio di stagione, dalle temperature più tiepide e dalle giornate più luminose.
Si può finalmente dire che dalla scorsa settimana anche noi godiamo della primavera, pur sempre in versione nordeuropea (ci sono state un paio di giornate con vento eccezionalmente forte), ma almeno abbiamo potuto variare un po’ gli indumenti da indossare. Non avevo mai pensato a quanto fosse noioso e costoso vivere per 6 mesi e più in inverno, con lo stesso clima ogni giorno e i termosifoni accesi. Forse, più di 6 mesi ad una ventina di gradi e al sole sarebbero un’altra cosa..

Con questa primavera tardiva, sono arrivati – e sono previsti – una serie di eventi e di ospiti.
Il papiño ci ha informato preventivamente dei suoi programmi di ospitalità al 1° piano e così abbiamo potuto rivedere Lisa e Adriano, due cari amici: durante il giorno andavano in giro con l’unica ‘guida turistica’ italiana della zona che conosciamo – il papiño -, che ha l’abitudine di portare tutti al Museo di Cruquius (vedi articolo), la sera cenavamo tutti insieme dal papiño. Sono stati baciati dal sole durante tutta la loro permanenza e poi sono volati in Inghilterra a trovare il figlio di Adriano.
Dopo pochi giorni sono arrivati Michela e Fabrizio, due amici del papiño; anche loro sono stati pochi giorni e anche loro hanno avuto la ‘guida’ personalizzata e la fortuna di trovare bel tempo. Hanno approfittato della visita per andare a vedere l’affollato ma ordinato Rijksmuseum e per godersi, insieme alla ‘guida’, un concerto al Paradiso di Amsterdam, città sempre molto vivace dal punto di vista culturale.
Purtroppo, la loro partenza di rientro in Italia è coincisa con l’inizio del Bloemencorso di quest’anno.
L’anno scorso l’abbiamo mancato perché proprio quel fine settimana eravamo a Parigi, ma stavolta ci siamo organizzati per andarci la sera dell’arrivo dei carri floreali con i nostri futuri vicini di casa.

Già, la prossima settimana avremo ufficialmente una casa nostra che abbiamo già iniziato a pagare. Che emozione!
Sempre la prossima settimana, attendiamo l’arrivo della mia carissima amica Rim e della sua famigliola e del cugino di Ste, Francesco, e della sua compagna Antonietta.
In ultimo dovrebbero arrivare via terra dall’Italia il papiño e un amico per aiutarci con il trasloco e l’insediamento nella casa nuova.
Sto rivalutando la nostra iniziale idea dell’ostello..

|Aria|

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riaperture di primavera

Non nego che molte delle energie e dei pensieri siano in questo momento rivolti alla nuova casa, ai lavori che ci sono da fare, al trasloco che sta lentamente iniziando durante il primo weekend di primavera ufficiale, con addirittura 20 gradi, che qui solitamente si vedono solo in estate. C’è però qualche notizia curiosa da segnalare in questo lento avvio di primavera.

art-Rijksmuseum-620x349Sabato 13 è stato ufficialmente riaperto il Rijksmuseum, uno degli eventi più attesi del 2013 di Amsterdam, con la regina che ha fatto girare l’enorme chiave nella grande toppa appositamente predisposta su un tappeto arancio di fronte al museo, dando con quel gesto fuoco alle polveri. Fuochi d’artificio e giochi di fumo color rosso bianco e blu prima e arancione poi hanno dato il via all’atteso avvenimento, dopo 10 anni di chiusura per restauro. Un chilometro e mezzo di gallerie con i quadri dei migliori pittori fiamminghi. Immagino che sarà piuttosto affollato in questi giorni, 13.500 accessi il primo giorno di apertura al pubblico, quindi consiglio di dare un’occhiata a queste foto.

Con l’avvicinarsi del Giorno della Regina, crescono le discussioni sulla monarchia e sui suoi costi esorbitanti. Molti si chiedono se sia lecita nel 2013 in un paese così avanzato come l’Olanda e se non abbia senso invece ritornare alla tradizione repubblicana. E, soprattutto in tempi di crisi, sapere che quella olandese è la casa reale più spendacciona d’Europa, non può che far infastidire i sudditi. Da un recente sondaggio, sembra che il 45% degli olandesi vorrebbe la repubblica, sommando quelli convinti e quelli che non sarebbero contrari ad un cambio del genere. Interessante a riguardo l’articolo, in inglese, tratto dal Wall Street Journal, a questo link.
Se da un lato buona parte degli olandesi e anche parecchi turisti, non attendano altro che l’ultimo Giorno della Regina, che dal prossimo anno diverrà Giorno del Re, qualche grana alla celebrazione del nuovo Re è arrivata dagli ambientalisti.
Il 30 aprile, data scelta per l’incoronazione di Willem Alexander, era previsto il lancio di 150.000 palloncini per festeggiare il nuovo regnante. Troppi palloncini e troppo pericolosi per l’ambiente, secondo gli ambientalisti. Biodegradabili, a detta del sindaco di Amsterdam, che sembrava voler comunque procedere. Alla fine le pressioni di chi ha a cuore la natura, sono riuscite a far desistere il sindaco, accogliendo le obiezioni di chi protestava dicendo che sarebbe stato troppo lungo il tempo necessario alla completa distruzione dei palloncini, seppur biodegradabili, e perché uccelli migratori e altri animali avrebbero potuto correre inutili pericoli.

unicefjobsAltra novità dal paese dei tulipani, finalmente in fiore, è il rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei 29 Paesi più ricchi del mondo. Cinque i fattori presi in considerazione e l’Olanda risulta essere il primo Paese tra i 29. Ha ottenuto ottenendo la prima posizione per benessere materiale, istruzione, comportamenti e rischi (rischi dovuti a comportamenti e abitudini sbagliate); il quinto posto per salute e sicurezza e quarta posizione per condizioni abitative e ambientali. Davvero niente male (le conferme fanno piacere soprattutto adesso che abbiamo comprato casa!). Spiacevole ma inevitabile un’occhiata alla ricerca dell’Italia e bisogna scorrere buona parte della classifica per trovare il Bel Paese al ventiduesimo posto. Per un approfondimento di questa ricerca, vi lascio il link diretto al documento, in italiano.

|Ste|

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Sotto attacco della rete

Manco da qualche anno dall’Italia, ma dai racconti delle persone che ci vivono non sembra che la possibilità di utilizzare agevolmente il bancomat come mezzo di pagamento sia progredita ultimamente.
Con la tesserina puoi solamente prelevare i soldi presso alcune banche gratuitamente, mentre se il prelievo è fatto presso altri istituti, o per alcuni pagamenti diretti, viene applicato un supplemento. Inoltre, se non ricordo male, non si può nemmeno pagare con il bancomat se l’importo è inferiore ad una data cifra.
Non parliamo poi dell’accesso e utilizzo del proprio conto online direttamente da casa!
Ricordo che una volta andai personalmente allo sportello della mia banca italiana per scongiurarli di cambiare sistema di internet banking, perché ritenevo il loro inutilmente complicato e difficilmente accessibile, nonché non aggiornato (generalmente lo era ogni 24-48 ore).

Nei Paesi Bassi la situazione è completamente differente. Sicuramente grazie ad una notevole potenza di connessione alla rete e alla cultura diffusa di utilizzo quotidiano del mezzo internet, per migliorare la vita degli utenti e tenerla costantemente aggiornata.
Dopo l’apertura del conto in banca, al momento della consegna del bancomat (pin) si riceve anche il nome utente e la password per accedere per la prima volta al proprio conto online.
Successivamente si collega il conto in banca con il proprio cellulare e da quel momento qualsiasi pagamento nazionale ed europeo può essere fatto con l’internet banking, comodamente da casa, senza l’aggiunta di alcun supplemento.
È gratuito anche l’utilizzo del pin per i pagamenti diretti ed il conto è aggiornato immediatemente online.
Inoltre, un conto corrente ‘base’ con la carta di credito costa intorno ai 25-30€ all’anno, che vengono detratti direttamente dal conto suddivisi quadrimestralmente.

La scorsa settimana è stata pesante per le banche olandesi, che hanno subìto diversi attacchi informatici.
Alcune banche, soprattutto la ING, hanno dovuto interrompere il servizio di collegamento internet per diverse ore in giorni differenti. Non hanno ancora trovato i colpevoli, ma assicurano che la sicurezza non è stata intaccata. In ogni caso, tutti gli utenti che avrebbero dovuto fare delle transazioni proprio in quelle ore non devono essersi sentiti troppo tranquilli.
Non c’è lo Stato perfetto e nemmeno la banca, a quanto pare!

|Aria|

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In attesa della prima-vera casa

La primavera non è ancora iniziata: nonostante il sole che sta facendo da sfondo da almeno una settimana alle nostre giornate, le temperature rimangono vicine agli zero gradi, di notte anche di poco sotto. Le volte in cui il sole sarebbe sufficiente a scaldare abbastanza, il forte vento gelido impedisce di sentirne il calore.
Ho letto che questa è una primavera eccezionalmente fredda in tutta Europa, Italia compresa, la più fredda degli ultimi 50-60 anni.
Tra qualche giorno le temperature dovrebbero assestarsi sui 10°C, quindi, vento permettendo, potremo anche noi goderci un po’ di primavera.

Sarà ormai chiaro che siamo più che coinvolti nell’acquisto della casa, che però non è l’unica cosa necessaria a renderla vivibile.
Già, l’immobile è molto vecchio -inizio ’900-, ma i precedenti proprietari l’hanno rinnovato ed ampliato nei più di 30 anni in cui ci hanno vissuto. Nonostante questo, ci sono dei lavori extra che devono essere fatti, oltre alla normale manutenzione richiesta dal tempo e dai nostri gusti.
La casa è piaciuta subito ad entrambi perché, avendo l’esposizione del giardino -la parte posteriore quindi- a sud, è molto luminosa.
Inoltre, la terza stanza da letto è l’unico spazio del secondo piano: dal primo piano una scala porta alla grande stanza, illuminata da finestre frontali su due lati, dove si trova anche un ripostiglio-sottotetto. Questa zona è stata costruita dai precedenti proprietari, quindi è relativamente recente.

Nonostante i 2 piani effettivi in cui si sviluppa la casa, le complessive 3 stanze da letto e le 2 stanze da bagno predisposte, c’è solo un water. Mi spiego meglio perché per chi non conosce le usanze olandesi, ci sarà qualcosa che non quadra.
Le tipiche case olandesi hanno 2 stanze da bagno separate, come nelle vecchie case triestine (retaggio dell’impero austro-ungarico, credo): una in cui si trova il water ed un piccolo lavandino ed una, più grande, in cui si trovano il lavandino e la doccia.
Il bidet non è un sanitario comune nei Paesi Bassi, né la vasca: spesso per questione di spazio, è più comune la doccia a pavimento, o con il piatto doccia rialzato.
Nella nostra ‘nuova’ casa, al piano terra si trova il piccolo bagno, mentre al 1° piano si trova il ‘grande’ bagno, sprovvisto di water, appunto. Dato che l’intera stanza è da rifare, stiamo valutando la possibilità di dare un tocco di ‘italianità’ e di metterci un water e un bidet; per l’installazione del primo stiamo riscontrando diverse difficoltà, perché in effetti quella stanza non è stata prevista per lo scarico di un water.
Ci sono poi una serie di lavori medio-piccoli, che potremo gestirci da soli, che vanno comunque fatti quanto prima, ma non sono urgenti quanto il bagno.

Prima della consegna delle chiavi (il giorno della firma del rogito dal notaio), non possiamo fare molto oltre che prendere le misure e fare qualche sopralluogo in accordo con l’agente dei venditori, quindi sto scatenando le mie capacità di organizzazione e gestione ‘concettuale’: una lista di lavori da fare -destinata, ahimé, ad allungarsi- e di cose da comprare; man mano che sarà più chiaro quali siano i lavori da fare e chi li possa fare e che cosa effettivamente ci sia da comprare e non possa essere recuperato, o spostato un po’ più avanti nel tempo, la lista si allungherà ma sarà più precisa. E avremo uno schema aggiornato delle spese e dei lavori fatti.
Immagino che possa sembrare il piano poco diabolico di una che non sta benissimo, ma le ragioni stanno nel contesto in cui si svolgerà il trasloco: abbiamo già allertato i nostri futuri vicini di casa e mio padre arriverà in soccorso con il suo camper-furgone, ma non abbiamo chiesto ferie sperando di risolvere tutto nei fine settimana. Inoltre, verso la fine di aprile sono previste ulteriori visite e non sarebbe troppo carino chiedere un aiuto al trasloco mentre si stanno godendo le ferie.. Rischiamo che poi non tornino più!

|Aria|

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piccole radici olandesi

verkochtQuattro anni sono passati, sia per il blog, sia per noi due. Quattro anni lontani dal nostro mondo e dalle profonde radici che fin lì avevamo sviluppato. Partiti con pochi soldi in tasca, nessun aggancio, solo le esperienze di un paio di amici a darci un’idea di quello che ci stava attendendo in Olanda. Da un appartamento vacanze di Amsterdam, affittato per rendere più rilassati i primi giorni, ad un hotel sporco ma economico dove abbiamo pernottato per la settima successiva. Poi i primi scontri con la realtà e le regole locali ai quali è seguito il conseguente e provvidenziale spostamento ad Haarlem, città più piccola e meno ricca di opportunità, ma un po’ meno costosa. Haarlem ci ha accolti in maniera strana ma colorita, in una chiesa sconsacrata negli appartamenti della quale sono state scritte le prime pagine di questo blog.
Dopo i tre mesi passati in chiesa, avremmo potuto tornare all’idea iniziale, alla capitale. E invece siamo rimasti ad Haarlem, mentre cercavamo di capire cosa il destino avesse riservato per noi, aiutandolo non poco con tanta forza di volontà. Tra un mese saranno 4 anni nella casa di Haarlem e oramai l’idea della capitale ha lasciato definitivamente il posto al nostro gioiello sullo Spaarne.

E così, come ci eravamo promessi nell’articolo propositi per l’anno nuovo e dopo aver fatto un rapido conto delle spese di affitto sostenute da febbraio 2009 ad oggi, abbiamo deciso di fare il grande passo: un paio di settimane fa abbiamo firmato il preliminare per l’acquisto di una casa nel capoluogo della provincia di Noord Holland.

Non abbiamo proceduto da soli, ma con l’aiuto (profumatamente pagato) di un’agenzia che si occupa di tutti gli aspetti dell’acquisto: dalla contrattazione del prezzo all’atto notarile, passando per la scelta del mutuo, del perito e dell’interprete (obbligatorio se la conoscenza dell’olandese non è perfetta).

Di sicuro questo è un ottimo momento per acquistare casa, dati i prezzi ai minimi storici. Sfruttando il momento, siamo effettivamente riusciti ad abbassare il prezzo dell’immobile di quasi il 15% in fase di trattativa pre-acquisto.
Una casa tipica olandese, villetta a schiera con soggiorno spazioso e luminoso, giardinetto e tre camere da letto. Orientamento delle finestre principali a Sud, per sfruttare ogni raggio di sole che volesse affacciarsi ai vetri dei serramenti.

La scelta della giusta casa è partita dal quartiere: bella zona residenziale, vicina alla stazione e ad una rinomata via di negozi. Una volta trovata la zona migliore, Aria ha visionato su Funda.nl (principale sito per acquisti e affitti di immobili in Olanda), le possibilità che il quartiere offriva. È stata quindi stilata una lista di circa 40 case che rispondevano più o meno ai nostri desideri. Durante i weekend abbiamo poi guardato insieme tutte le abitazioni, tramite Funda o le brochure, quando disponibili, ed abbiamo fatto un’ulteriore cernita.

Sebbene la selezione fosse stata severa e puntigliosa, alla fine rimanevano ancora quattro o cinque case papabili, ma un open huis ci ha spinti verso una delle residenze in particolare. L’open huis è una giornata, pubblicizzata da agenzie immobiliari, in cui le case in vendita di un determinato quartiere sono aperte al pubblico. I proprietari di casa sono disponibili per un giorno, solitamente il sabato, dalle 9 alle 17, per ricevere visite di possibili compratori, senza appuntamenti. Così abbiamo conosciuto la coppia che viveva nella casa e ora si è spostata a Zwolle. Dall’aspetto alticcio, un grissino lui, il sacchetto dei grissini lei, ci hanno accompagnato attraverso i piani e le stanze della casa.
L’abitazione ci è piaciuta molto fin da subito e in quell’occasione abbiamo potuto conoscere anche la vera padrona di casa: una gatta diciottenne che si godeva il sole sul videoregistratore caldo in soggiorno, che è tuttora l’unica abitante della casa e lo sarà fino al rogito (quando raggiungerà i “genitori” a Zwolle).

Tra l’altro, non siamo soli nel quartiere, ci sono già tre amici italiani che hanno comperato casa a poche centinaia di metri dalla nostra, cosa che lascia presagire la formazione di una little Italy haarlemese.

Sicuramente abbiamo preso un grosso impegno, che ci accompagnerà per moltissimi anni (il mutuo è trentennale), ma che completa le nostre scelte di vita e conferma la bontà delle nostre decisioni prese al tempo; abbiamo raggiunto l’ennesimo traguardo.
Dopo quattro anni piantiamo piccole radici anche qui al nord, destinate a crescere.

|Ste|

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